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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:MERCATINO DEL BROCANTAGE
DESCRIPTION:MERCATINO PERIODICO DEL BROCANTAGE ANNO 2026 \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:MERCATINI DI ARTE E CULTURA
DESCRIPTION:Artigianato\, hobbistica\, antiquariato\, modernariato\, prodotti gastronomici e PassalibrO.Ogni prima domenica del mese\, dalle 9:00 alle 18:00\, da marzo a luglio e da ottobre a dicembre 2026. \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:Imi KNOEBEL. Dorme un canto in ogni cosa
DESCRIPTION:IMI KNOEBEL\nDorme un canto in ogni cosa\nA cura di Gianluca Ranzi \nOpening day 3 marzo\, dalle 12.00 alle 20.00 \nMilano\, Dep Art Gallery\nwww.depart.it \nDep Art Gallery presenta Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen)\, mostra dedicata a Imi Knoebel\, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’esposizione\, a cura di Gianluca Ranzi\, apre al pubblico martedì 3 marzo 2026 con un opening day dalle 12.00 alle 20.00\, e sarà visitabile fino al 30 maggio 2026. \nIl titolo della mostra riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff\, e suggerisce un’idea semplice e potente: esiste una “musica” silenziosa nelle cose\, che può emergere quando si incontra la chiave giusta. In questo spirito\, la mostra invita il pubblico a un’esperienza diretta e sensibile con l’opera di Imi Knoebel: tempo\, sguardo e attenzione diventano strumenti per lasciarsi guidare da ritmo\, equilibrio e intensità. \nImi Knoebel da sempre si muove sotto il segno di un’astrazione che spinge verso la più pura percezione: sono forme sensibili che l’artista sa “far cantare” attraverso il colore\, la linea\, lo spazio e i materiali. Il suo è un approccio multi-mediale\, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici\, facendo dialogare disegno\, pittura\, scultura\, architettura\, proiezione\, fotografia e installazione. \nCome evidenziato dalla cronologia delle opere in mostra\, che parte da un Senza Titolo del 1983 fino ad alcune serie del 2025\, il metodo seguito dall’artista è aperto e composito\, consta di frequenti richiami e spesso si basa sulla riconsiderazione dei cicli precedenti\, che diventano così il punto di partenza per quelli successivi\, finestre che aprono altre finestre. \nLa bellezza insita nelle opere di Knoebel\, ovvero il canto che egli sa far scaturire dalle cose\, non nasce dalla logica o dall’espressione di contenuti esistenziali\, così come non richiede spiegazioni spiritualiste o metafisiche\, ma si appoggia alla pura percezione estetica sensoriale ed alle relazioni che l’artista fa scaturire dagli elementi compositivi. La mostra ricorda questo concetto abbinando una serie degli inizi degli anni Novanta (Portrait\, 1991-92) e una dei primi anni duemila (Düsseldorf-Paris\, 2001 e Dusseldorf-Reykjavik IV\, 2000) con i lavori del 2016 (Tafel) e quelli del 2025\, quali Zeichen\, Ligatur ed Etcetera.  Da questi accostamenti risalta con forza un vocabolario di forme che spazia dal rigore analitico alla gestualità\, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni\, dalla visibilità alla smaterializzazione\, dal contrasto simultaneo alla fusione poetica di forme\, colori e superfici. \nIl suo tipico metodo creativo\, che si svolge attraverso gruppi o serie di opere\, parte dalla fertilissima sperimentazione in studio fino ad arrivare alla creazione di opere dotate ciascuna di un carattere irripetibile: i Portrait ad esempio articolano l’asciutta essenzialità dei margini colorati in “ritratti” individuali\, gli Zeichen posseggono la singolarità ineguagliabile e fluida di nuvole in volo\, Ligatur ricorda i caratteri mobili di una grammatica visiva articolata in immagine poetica\, le pennellate degli Etcetera evocano lettere\, numeri e segni che affiorano in superficie come un’ennesima sfida alle consuetudini della visione: l’ennesimo canto di libertà di uno dei più radicali e significativi artisti contemporanei. \nAccompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese)\, con un testo critico di Gianluca Ranzi.
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SUMMARY:46° edizione - Artevento
DESCRIPTION:Preview di Pasqua – dal 4 Aprile al 3 Maggio – Mostra “The Hague Air Gallery – Vento dipinto” | Magazzino del Sale Torre\, Cervia \nDal 23 Aprile al 3 Maggio – 46° ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone | Cervia – Spiaggia di Pinarella\, Magazzino del Sale e altre location \nQuesta primavera\, ARTEVENTO – Festival Internazionale dell’Aquilone torna a Cervia con una formula rinnovata per una 46° edizione ancora più ricca di ospiti e appuntamenti.  La grande mostra tematica ospitata al Magazzino del Sale Torre di Cervia – da sempre uno degli elementi distintivi della manifestazione – quest’anno anticiperà eccezionalmente la sua apertura già nel weekend di Pasqua\, ossia prima dell’inizio ufficiale del festival vero e proprio\, in partenza il 23 aprile sulla spiaggia di Pinarella di Cervia. \nProtagonista di questa speciale preview espositiva sarà l’Olanda\, con un’esposizione inedita e mai presentata prima intitolata “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto” dedicata alla straordinaria collezione di aquiloni sviluppata da un’idea originale di Gerard van der Loo e Els Lubbers alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso\, destinata a promuovere il connubio tra vento e pittura\, grazie all’intuizione di utilizzare l’aquilone come una tela\, sottoporlo all’interpretazione di artisti visivi di scuole diverse e immaginare il cielo come una galleria. Questa azione ha segnato una svolta nella storia della pratica espressiva al centro del progetto culturale sviluppato da ARTEVENTO e che ha fatto di Cervia la patria dell’arte eolica. Proprio in considerazione del valore culturale e simbolico di questa operazione\, che porta per la prima volta sotto i riflettori una collezione olandese inedita e di grande rilevanza storica\, si è scelto di dedicarle un periodo di apertura più ampio\, offrendo al pubblico un vero e proprio preludio al festival. L’intero progetto si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata e Consolato Generale dei Paesi Bassi. \nI quattro temi portanti di questa edizione di ARTEVENTO sono legati tra loro dal claim “Fratello vento”\, scelto come file rouge di quest’anno. Il primo tema riguarda la celebrazione degli 800 anni dalla morte di San Francesco cui si richiama direttamente il claim per il Cantico delle Creature e per quel messaggio universale di armonia\, rispetto per la natura e per tutte le sue creature e cura del pianeta\, da sempre intrinseco allo spirito di ARTEVENTO. Con il secondo tema\, si rende omaggio ai 100 anni dal Premio Nobel per la Letteratura conferito nel 1926 alla poetessa sarda Grazia Deledda\, considerata la “poetessa del vento” e cara alla manifestazione per aver scelto proprio Cervia come sua seconda casa. Il terzo tema vede la celebrazione del 40° anniversario del gemellaggio tra la Regione Emilia-Romagna e la Prefettura di Ibaraki\, in Giappone\, rinnovando il dialogo interculturale fondato sull’antica tradizione dell’aquilone e sull’incontro tra l’Occidente e l’Oriente. Completa il quadro tematico il sodalizio tra la Capitale dell’Aquilone e il Circo Contemporaneo. \nAd aprire ufficialmente le danze sarà la mostra “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto”\, allestita al Magazzino del Sale Torre di Cervia dal 4 aprile al 3 maggio. L’esposizione rappresenta l’esito del lavoro che ha consentito alla curatrice Caterina Capelli\, Art Director di ARTEVENTO e interlocutrice dell’ICPI del Ministero della Cultura per il progetto sull’aquilone come patrimonio immateriale dell’umanità\, di recuperare una straordinaria collezione d’aquiloni dipinti\, rimasta a lungo nell’oblio e di attribuire a quel corpus di opere il giusto valore\, riconoscendone il merito di rappresentare una pietra miliare nella storia del Movimento dell’Arte Eolica. La mostra\, realizzata in collaborazione con Holland Kite Team\, propone un percorso espositivo imponente dedicato all’origine dell’environmental art\, corrente che individua nel vento il suo medium e nel festival di Cervia il suo più importante presidio a livello internazionale. Nei suggestivi spazi del Magazzino del Sale Torre saranno esposti 20 aquiloni di modello giapponese edo dotati di 17 cavi di trattenuta lunghi 30 metri ciascuno\, dipinti da artisti olandesi delle più diverse correnti espressive\, sottoposti alla sfida di confrontarsi per la prima volta con un supporto nuovo e prefigurando le collezioni che avrebbero poi accorpato in progetti analoghi artisti provenienti da diversi paesi della Comunità Europea. In un periodo storico come quello attuale\, la scelta di presentare una collezione così pionieristica assume un significato ancora più profondo\, in sintonia con gli ideali e i valori di ARTEVENTO. \nDopo la preview del weekend di Pasqua\, a partire dal 23 aprile avrà inizio il ricco programma del festival vero e proprio che si svolgerà fino al 3 maggio\, per un totale di 11 giorni consecutivi. Presso la splendida location naturale della spiaggia di Pinarella tra le saline\, la pineta e il mare e alle porte meridionali del Parco del Delta del Po arriveranno oltre 200 artisti invitati provenienti da più di 50 Paesi dei 5 Continenti\, a cui si aggiungono 2.000 partecipanti spontanei internazionali che faranno volare i loro aquiloni dedicati al claim di questa edizione\, “Fratello vento”. Artisti innovativi\, Maestri depositari di antiche tradizioni\, wind designer professionisti\, originali performer\, campioni e piloti sportivi di aquiloni acrobatici provenienti da tutto il mondo si faranno interpreti di tutte le declinazioni di una pratica che negli oltre 2500 anni della sua storia ha influenzato il progresso dell’umanità\, unendo Oriente e Occidente\, passato e futuro e ogni disciplina dello scibile umano in maniera intuitiva e originale. Dal 1981\, ARTEVENTO seleziona i più originali interpreti dell’antica arte dell’aquilone e li invita a raggiungere l’Italia per prendere parte a quello che oggi è il Festival Internazionale dell’Aquilone più longevo del mondo\, un happening leggendario che ha reso Cervia il luogo dell’anima di un’eterogenea comunità internazionale di artisti ed appassionati. \nOspite d’Onore della 46° edizione sarà eccezionalmente il collettivo artistico Bimana dalla Colombia\, che ha scelto proprio ARTEVENTO per il suo primeur in Europa\, condividendo lo spirito del festival che ogni anno porta in rassegna i più innovativi creatori di forme nuove e inaspettate. Le sue opere daranno vita e colore alla nuova imperdibile attrazione del festival\, la performance La Parata delle Creature\, studiata ad hoc per questa edizione come una gioiosa\, coinvolgente celebrazione collettiva ed immersiva della meraviglia della natura\, in omaggio allo spirito rispettoso per tutti i suoi elementi insito nel Cantico francescano. Coordinato dal vulcanico Alejandro Uribe\, Bimana porterà a Cervia le sue grandi opere tridimensionali nate dall’intuizione di fondere il mondo delle 3D air creations\, con quello del teatro di figura in una nuova modalità espressiva e performativa famosa in sud America. condividendo lo spirito del festival che ogni anno porta in rassegna i più innovativi ideatori di forme nuove e performance inaspettate. \nMeduse\, balene\, rane\, camaleonti\, lumache\, uccelli\, farfalle giganti e altre creature del mondo animale\, indossate come puppet nel contesto della coinvolgente esibizione\, dialogheranno con il volo degli aquiloni e incrementeranno  la magica atmosfera del Villaggio del Festival\, trasformato in un Paese delle Meraviglie anche dall’eterogeneità delle installazioni eoliche in riva al mare chiamate “Giardini del Vento”\, fra fiori oversize\, meduse\, cuori colorati e creazioni antropomorfe\, tutti rigorosamente originali e presentati sulla spiaggia di Pinarella dai loro stessi ideatori. \nOgni giorno\, il festival offrirà al pubblico un ampio programma di proposte culturali e artistiche variegate e adatte a persone di ogni età\, provenienza e abilità. Come di consueto\, ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà l’attesa Cerimonia delle Bandiere\, mentre non mancheranno gli annulli filatelici speciali\, il conferimento del Premio Speciale per Meriti di Volo\, la Cervia’s Cup\, Campionato Italiano di Volo Acrobatico a cura di STACK Italia\, partner sportivo di ARTEVENTO\, il volo dei giganti\, i balletti di aquilonismo acrobatico a ritmo di musica\, il volo notturno “Bussa al cielo e ascolta il suono” e la magica “Notte dei Miracoli”. \nA rendere indimenticabile il programma contribuiranno\, inoltre\, musica\, teatro e danza con le delegazioni da Oriente e le giovani orchestre di musica d’insieme\, laboratori didattici per bambini e corsi per adulti che interpreteranno il claim “Fratello vento” nel segno di San Francesco. Inoltre\, il pubblico potrà assistere a spettacoli di circo contemporaneo presso la Flying Circus Arena; e poi ancora presentazioni e tavole rotonde sui temi dell’ambiente\, della natura\, dell’uguaglianza\, dell’integrazione\, dell’accessibilità e della pace. Anche quest’anno\, sulla spiaggia\, non mancherà la Fiera del Vento\, con il mercatino specializzato degli aquiloni e dei giochi del vento\, insieme all’area food & beverage. \nGrande valore aggiunto di questa edizione sarà la presenza di Cinema du Desert\, per la prima volta sulla spiaggia di Artevento\, cinema mobile ad energia solare che coniuga la suggestione delle spettacolari visioni cinematografiche all’aperto con l’importanza di pellicole di carattere educativo e sociale. \nL’attenzione che il festival riserva da sempre al Giappone\, maturata in oltre 40 anni di amicizia tra ARTEVENTO\, la Japan Kite Association e il Museo Tako No Hakubutsukan di Tokyo\, trova espressione nella celebrazione dell’anniversario dei 40 anni di Gemellaggio tra la Regione Emilia-Romagna e la Prefettura di Ibaraki. La ricorrenza verrà festeggiata con una rassegna di appuntamenti che avrà inizio nei giorni del festival e procederà fino all’autunno\, culminando con una grande mostra dedicata al Giappone prevista nel mese di ottobre.  Questo solido rapporto affonda le sue radici fin dalle prime edizioni del festival\, grazie alla continuativa partecipazione di numerosi membri della Japan Kite Association\, compreso il suo presidente Masaaki Modegi\, direttore del Museo Tako No Hakubutsukan di Tokyo che nel corso degli ultimi anni ha donato preziosi aquiloni alla direttrice del festival Caterina Capelli\, in segno di stima e per favorire lo sviluppo del progetto museale di ARTEVENTO. Questi stessi aquiloni saranno fra i protagonisti della mostra di ottobre\, che presenterà al grande pubblico la catalogazione scientifica di questi aquiloni donati\, svolta dal Dipartimento di Demoetnoantropologia dell’Università di Perugia. La collezione rappresenta una sorta di piccola succursale del Museo Tako No Hakubutsukan Museo dell’Aquilone di Tokyo in Emilia-Romagna\, suggellando le relazioni diplomatiche tra le due regioni. \nQuesto tributo al Giappone vuole anche mettere in luce uno dei risultati finali più significativi della proficua collaborazione tra l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura e la Scuola di Demoetnoantropologia dell’Università di Perugia\, che hanno individuato in ARTEVENTO un presidio a salvaguardia di antichi saperi e in Caterina Capelli la perfetta testimone vivente\, in relazione al tema “aquilone”\, per il progetto intitolato “Tutela e salvaguardia dei saperi e delle pratiche patrimoniali tradizionali di testimoni viventi a rischio di scomparsa”. La ricorrenza verrà celebrata anche attraverso esibizioni dedicate\, con un omaggio al Maestro Aquilonista Mikio Toki recentemente scomparso e con lo speciale laboratorio di costruzione dell’aquilone tradizionale yakko dako per i bambini dal 23 aprile al 3 maggio. \nIl quarto ed ultimo tema del festival\, infine\, porta a maturazione la felice collaborazione con ATER Fondazione Emilia-Romagna Teatri e rafforza l’ormai consolidato legame tra ARTEVENTO e il circo contemporaneo. Sancito dalla partecipazione dei piloti di aquilonismo sportivo\, protagonisti delle leggendarie evoluzioni andate in scena nello spettacolo Toruk del Cirque du Soleil\, il dialogo fra il mondo degli aquiloni e quello del nouveau cirque si esprime al suo massimo grazie all’introduzione della nuova attrazione di quest’anno: la Flying Circus Arena\, una grande arena per lo spettacolo all’aperto\, collocata all’interno del Villaggio del Festival sulla spiaggia per ospitare una rassegna di spettacoli dal vivo per grandi e bambini che prevede fra gli altri Circo El Grito\, L’abile teatro\, Duo Caos e Simone Romanò. \nAnticipiamo che la celebrazione del sodalizio tra aquiloni e circo contemporaneo si estenderà ulteriormente anche grazie alla mostra di aquiloni dipinti dell’ideatore di ARTEVENTO Claudio Capelli nell’ambito del Festival Grain du Ciel\, ambientato a Montreal in Canada\, nel polo culturale e di sviluppo sostenibile di Tohu\, fulcro proprio della Citè des arts du cirque.  I ritratti per volare di Capelli\, esito di una sperimentazione che trova la sua origine nella collezione The Hague Air Gallery in mostra al Magazzino del Sale\, approderanno nella “mecca del circo” nell’agosto 2026\, in concomitanza con il Festival Grain De Ciel\, per rimanervi poi esposti per tre mesi. \nIl programma completo di ARTEVENTO CERVIA sarà consultabile sul sito della manifestazione: https://artevento.com/ \nINFORMAZIONI UTILI \nDOVE: Cervia – Spiaggia di Pinarella\, Magazzino del Sale e altre location \nQUANDO: \nDal 4 Aprile al 3 Maggio*  \nMostra “The Hague Air Gallery – Vento Dipinto” \nMagazzino del Sale Torre \n\nDal 4 al 19 Aprile aperto nei Festivi e prefestivi\nDal 23 Aprile al 3 Maggio aperto tutti i giorni\n\nDal 23 Aprile al 3 Maggio \n46° ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone \nSpiaggia di Pinarella\, Magazzino del Sale e altre location \n25 Aprile  \nVolo Notturno \n26 Aprile  \nCerimonia delle Bandiere \nSpiaggia di Pinarella \nDal 27 al 29 Aprile  \nWorkshop aquiloni per adulti \n30 Aprile \nARTEVENTO KITE PARADE \nCervia – Magazzino del Sale \nDall’1 al 3 Maggio \nSTACK Cervia’s Cup \nCampionato Italiano di volo acrobatico sportivo \n2 Maggio \nLa Notte dei Miracoli – Spettacolo multidisciplinare \nSpiaggia di Pinarella \nPer prenotazione laboratori: info@artevento.com \n  \nCONTATTI \nSITO: https://artevento.com/ \nFACEBOOK: https://www.facebook.com/festivalaquilonecervia/ \nINSTAGRAM: https://www.instagram.com/artevento_cervia_kite_festival/ \nYOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCCQv-5MAJEy-2DTIF57-6Fw/featured
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SUMMARY:“The Hague Air Gallery – Vento dipinto”: la mostra che Artevento 2026 dedica all’Olanda
DESCRIPTION:Inaugura il 4 aprile al Magazzino del Sale Torre la mostra intitolata “The Hague Air Gallery – Vento dipinto” dedicata all’Olanda\, scelta da ARTEVENTO Festival Internazionale dell’Aquilone per dare il via alla sua 46° edizione. La mostra\, che si avvale del Patrocinio dell’Ambasciata e del Consolato Generale dei Paesi Bassi\, anticiperà\, già nel weekend di Pasqua\, lo storico festival in scena dal 23 aprile al 3 maggio sulla spiaggia di Pinarella. \nLa mostra esibisce\, per la prima volta in Italia\, una straordinaria collezione composta da 17 aquiloni di modello giapponese edo dipinti da pittori olandesi. Presentata per la prima volta in volo sulla spiaggia di Scheveningen (The Hague\, L’Aja) nel 1987\, ricostruisce la genesi di un progetto destinato ad esercitare un impatto decisivo nel panorama artistico internazionale\, promuovendo lo sviluppo di quella corrente dell’environmental art che individua nel vento il proprio interlocutore\, creando una nuova relazione dinamica tra opera\, natura e spettatore. \n  \nORIGINI E STORIA \n  \nLa scelta dei Paesi Bassi come protagonista di questa anteprima artistica non è casuale. Se l’aquilone nasce in Oriente oltre 2.500 anni fa\, è anche attraverso le rotte commerciali olandesi\, che esso giunge stabilmente in Europa. Il contributo dell’Olanda nel fungere da ponte tra Asia e Occidente e trasportare fisicamente l’oggetto dal Giappone e dalla Malesia\, fra il XVI e il XVII secolo\, è tanto importante quanto l’aver successivamente contribuito alla trasformazione dell’aquilone in un medium artistico contemporaneo\, capace di dialogare con le avanguardie occidentali. È proprio nei Paesi Bassi che si concepì per la prima volta in Europa un progetto capace di coniugare la forma tradizionale giapponese dell’edo con il linguaggio pittorico occidentale e con la dimensione ambientale del vento\, dando vita a un’esperienza pionieristica che pochi anni dopo ispirò la European Air Gallery in Inghilterra\, sviluppata con l’intento di coinvolgere artisti provenienti da diversi Paesi europei e trasformare l’aquilone dipinto in simbolo di cooperazione culturale e unità nella diversità. \nLa straordinaria collezione di aquiloni olandesi che verrà esposta al Magazzino del Sale Torre fu sviluppata all’inizio degli anni ‘80\, ed è il risultato tangibile del progetto nato dall’idea originale di Gerard Van der Loo\, fondatore dello storico negozio Vlieger Op\, e di Els Lubbers. Il loro intento era di rendere tangibile il nesso tra oggetto aquilone ed espressione pittorica\, già implicito nelle pratiche artigianali tradizionali di Cina e Giappone\, in una visione concettualmente nuova. Grazie alla partecipazione di un gruppo di pittori olandesi nell’esperimento\, la vela dell’aquilone si trasformò in una vera e propria tela e il cielo divenne uno spazio pubblico e dinamico\, capace di accogliere l’opera d’arte in dialogo diretto con la natura e con lo spettatore. \nPer la realizzazione delle vele\, Van der Loo si avvalse dell’esperienza tecnica dei membri dell’Holland Kite Team\, coinvolgendoli nella messa a punto di una interpretazione del tradizionale aquilone giapponese adatto al progetto. Guidò personalmente la squadra di costruttori nella definizione delle “tele volanti”\, coordinando ricerca tecnica e sperimentazione sui materiali. Van der Loo prestò particolare attenzione ai materiali pittorici\, poiché il colore scelto avrebbe dovuto affrontare la sfida di un supporto complesso come il tessuto sintetico\, adottato al posto della tradizionale carta washi giapponese. Insieme a Els Lubbers mise\, inoltre\, a punto un sofisticato sistema di pilotaggio composto da 17 cavi di trattenuta lunghi 30 metri per ciascuna opera\, permettendo il controllo stabile delle vele dipinte durante l’esposizione aerea. \n  \nChiamati a misurarsi con una sfida inedita\, gli artisti olandesi coinvolti si confrontarono non solo con un supporto completamente nuovo\, ma soprattutto con un diverso contesto espositivo: il cielo. Ciò li spinse a ripensare profondamente la propria pratica\, interrogandosi sulla percezione dell’opera a distanza\, sulla sua leggibilità nello spazio aperto e sul dialogo imprescindibile con il vento\, divenuto parte integrante del processo creativo. Gerard Van der Loo e Els Lubbers anticiparono di due anni il celebre progetto “Immagini per il Cielo” promosso dal Goethe-Institut di Osaka\, al quale parteciparono artisti di fama internazionale come Robert Rauschenberg e Mimmo Paladino. \n  \nDALL’IDEA AL VOLO: IL PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA \nDopo anni di meticolosa sperimentazione\, nel 1987\, The Hague Air Gallery vede per la prima volta la luce e prende letteralmente il volo sulla spiaggia di Scheveningen all’Aia. Si tratta del PRIMO VERNISSAGE NEL CIELO DELLA STORIA\, attraverso il quale Gerard Van del Loo inaugura un nuovo concetto di esposizione dinamica e collettiva di aquiloni d’arte\, con l’obiettivo di trasformare il cielo in una galleria pubblica\, spazio democratico di fruizione accessibile. L’esposizione delle opere si configura in una performance che fa dell’accettazione dell’imprevedibilità delle forze della natura da parte dell’artista un elemento imprescindibile e determinante nel coinvolgimento immersivo dello spettatore. \nLa scelta di aprire il 46° anno di iniziative legate al più longevo Festival Internazionale dell’Aquilone del mondo proprio con il recupero di questa collezione olandese e con il suo debutto in una sede museale in collaborazione con Holland Kite Team esprime la visione della curatrice Caterina Capelli\, Art Director di ARTEVENTO\, e anticipa gli appuntamenti che renderanno il 2026 un anno decisivo nel suo percorso\, che culminerà con l’inaugurazione del centro di formazione permanente Museo dell’Aquilone il prossimo autunno.   Nominata interlocutrice dell’ICPI del Ministero della Cultura per il progetto sull’aquilone come patrimonio immateriale dell’umanità in qualità di “testimone vivente” – per il merito di tramandare il festival come un dispositivo di salvaguardia e scambio di pratiche e saperi oltre che come principale presidio internazionale per la promozione dell’arte eolica – Capelli intende restituire visibilità ad una straordinaria collezione d’aquiloni dipinti rimasta a lungo nell’oblio\,  omaggiare Gerard Van der Loo e Els Lubbers come precursori dell’environmental art e attribuire a The Hague Air Gallery il giusto valore\, riconoscendone il merito di rappresentare una pietra miliare nella storia del Movimento dell’Arte Eolica. \nL’omaggio a Gerard van der Loo assume un significato particolarmente prezioso\, rafforzando il legame con l’Olanda anche in merito al progetto di salvaguardia del patrimonio promosso da ARTEVENTO. Il 2026\, infatti\, segna anche l’acquisizione\, da parte del Museo dell’Aquilone\, della collezione di opere etniche appartenute a Van der Loo\, scomparso nel 2002. Quello stesso anno\, sono state esposte al Tropenmuseum di Amsterdam e oggi donate a Caterina Capelli\, a supporto del suo progetto di testimone vivente dal designer e aquilonista Stephen Versteegh\, che continua nei Paesi Bassi l’avventura dell’Holland Kite Team. \nARTEVENTO 2026 invita\, così\, il pubblico internazionale a vivere un’esperienza unica\, dove la storia dell’arte eolica incontra il presente e dove il cielo\, da sempre simbolo di libertà\, diventa ancora una volta spazio condiviso di creatività\, dialogo e unità tra culture diverse. \n  \nIl programma completo di ARTEVENTO CERVIA sarà consultabile sul sito della manifestazione: https://artevento.com/
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LOCATION:Cervia\, Cervia\, Ravenna\, Italia
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SUMMARY:Blue Baroque - Personale di Piero Campanini
DESCRIPTION:Il progetto artistico Blue Baroque nasce da interrogativi antichi quanto l’uomo: da dove veniamo? quale forza ha generato la vita? quale linguaggio può raccontare il mistero?\nAttraverso le sue opere\, Piero Campanini intraprende un viaggio alle origini dell’esistenza e dei suoi simboli più profondi\, una ricerca personale che mette in dialogo mito spiritualità e scienza.\nLe grandi narrazioni della Genesi e della mitologia\, confrontate con la teoria della selezione naturale scientifica elaborata da Charles Darwin\, ridefiniscono il modo in cui comprendiamo l’evoluzione. Sono visioni apparentemente distanti ma accomunate dal medesimo obiettivo: dare forma all’inspiegabile.\n\nPresente l’artista all’inaugurazione\, Martedì 14 dalle h\, 18.30
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SUMMARY:Codici e Seni – mostra collettiva a cura di Silvia Ceffa
DESCRIPTION:L’esposizione nasce dall’idea di indagare il rapporto tra linguaggio\, simbolo e\nidentità visiva attraverso percorsi artistici differenti ma accomunati da una riflessione\nsul segno come forma primaria di comunicazione. “Codici e Segni” mette in\ndialogo sensibilità\, tecniche e visioni contemporanee attraversano pittura\, materia\,\ngesto e ricerca concettuale.\nLa mostra riunisce le opere di:\nMariapace Gritti Morlacchi\, Giuseppe Pavia\, Piero Bertalli\, Stefan Velund\, Letizia\nOmodeo Salè\, Rosella De Cicco\, Claudio Donghi\, Elena Rizzardi\, Rudy Di Pasquale\,\nMarcello Manca\, Melina Merlino\, Franco Pulacini\, Gianluigi Serravalli\, Rosella\nTapella\, Mariam Cremades e Romano Campalani.\nAttraverso una pluralità di linguaggi artistici\, il percorso espositivo invita il pubblico a\nriflettere sul significato del codice – inteso come struttura\, traccia\, memoria e\ninterpretazione – e sul segno quale espressione immediata dell’esperienza umana\ne creativa.\nLa collettiva si propone come uno spazio aperto di confronto tra artisti e visitatori\,\ndove l’arte contemporanea diventa occasione di dialogo e lettura del presente.
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SUMMARY:Dalla Soglia del Visibile ai Soft Cores: la Vibrazione del Presente –  Luca Bonfanti
DESCRIPTION:Il percorso espositivo di Luca Bonfanti si configura come un viaggio filosofico e materico\nattraverso gli strati della percezione\, un’indagine profonda sul confine tra ciò che è\nmanifesto e ciò che si cela nel profondo del nostro sentire. La mostra delinea una vera e\npropria parabola ascendente: un cammino che parte dall’assoluta sottrazione interiore\nper approdare all’esplosione vibrante e sensoriale della contemporaneità.\nIl punto di partenza spirituale è affidato ai Silenti / RGB. Questi lavori\, che costituiscono il\ncuore della ricerca presentata nella sua mostra personale alla Fondazione Stelline nel\n2023-2024\, operano attraverso la poetica del “togliere”. Sono monocromi totali in cui\nl’artista azzera il rumore del mondo attraverso la triade cromatica e alchemica della\npittura: il Rosso\, il Giallo e il Blu. Il silenzio visivo diventa qui uno spazio di meditazione pura\,\nun vuoto fertile in cui l’osservatore è costretto a guardarsi dentro\, spogliandosi del\nsuperfluo attraverso un profondo percorso di sottrazione interiore.\nDa questa purificazione intima si giunge alla soglia dei Fringe. Se i Silenti erano l’invisibile e\nl’essenza\, i Fringe rappresentano il limite\, la frangia\, il confine esatto in cui la percezione si\nfa complessa. Le superfici si stratificano e si sovrappongono. I Fringe sono finestre liminali\nche raccontano la nostra costante tensione verso il superamento del limite\, il tentativo di\ncogliere ciò che sta oltre il velo della realtà ordinaria.\nQuesto lungo cammino di svelamento trova il suo culmine e il suo massimo peso specifico\nnell’attualità dirompente delle Vibe-flavored Candy. Definite dall’artista come veri e propri\nSoft Cores\, queste opere polimateriche introducono l’estetica del morbido\, del sinuoso\, di\nun’attrazione quasi ipnotica che stimola simultaneamente il vedere e il sentire. In esse\nrisiede il concetto archetipico e vitale della dualità: ciò che all’occhio appare rigido\,\nsolido e tagliente\, rivela in realtà una natura morbida\, duttile\, accogliente. È la\ncontraddizione stessa dell’esistenza e dell’attualità. Sotto le sembianze di un seducente\nfeticcio Pop – accattivante\, lucido e gommoso – si nasconde una profonda energia\nuniversale e una critica sottile alla cecità del nostro tempo. Le Candy sono nuclei vibranti\ndi risveglio collettivo: dal silenzio dell’anima alla densità della materia\, Bonfanti ci\nriconnette\, infine\, con la linfa vitale e profonda del presente
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SUMMARY:SALON PRIMO 2026
DESCRIPTION:“Mi ricordo\, nel 1994\, da studente di Brera\, di aver fatto l’esposizione Salon Primo; in\nquesta occasione gli studenti dell’Accademia esponevano per la prima volta in una\nGalleria.\nPresentai i miei lavori allo Studio Invernizzi. Mi ricordo l’emozione\, la tensione ma anche la\nfelicità di quella piccola mostra.\nAdesso\, che dell’Accademia di Brera sono professore di Pittura\, grazie alla diponibilità\ndell’amico Andrea Colombo e della sua iKonica Art Gallery di Milano e con il Patrocinio\ndell’Accademia di Belle Arti di Brera\, ho deciso di ricambiare\, di dare l’opportunità agli\nstudenti più talentuosi e preparati di “rompere il ghiaccio”.\nSono i miei “ragazzi e ragazze”\, con cui abbiamo lavorato per tre anni\, sono bravi\, sono\nseri nel lavoro e hanno talento. Come tutti hanno bisogno di occasioni per emergere e di\nvisibilità.\nDa tempo con Andrea giravamo intorno a questa idea e finalmente i nostri entusiasmi\nhanno generato questa prima iniziativa nel Giugno del 2025 e\, con assoluto piacere\, la\nripetiamo il prossimo venerdì 12 Giugno 2026 al fine di presentare giovani artisti validi\,\navvicinare nuovi collezionisti\, aprire una nuova porta alla pittura\, al dialogo e alla cultura\nin città”
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SUMMARY:Contemporary Art in Milano
DESCRIPTION:Mostra collettiva internazionale realizzata in collaborazione con la Patricia\nCancelo Art Gallery BCN.\nL’esposizione\, che si terrà dal 10 al 18 luglio\, vedrà il suo momento inaugurale con il\nVernissage di sabato 11 luglio a partire dalle ore 17.30\, con ingresso libero per il\npubblico.\nCurata da Patricia Cancelo\, la mostra offre un affascinante spaccato sull’arte\ncontemporanea globale\, riunendo le ricerche di otto artisti provenienti da diversi\nbackground culturali. Il percorso espositivo si articola attraverso una varietà di\nlinguaggi espressivi e stili\, spaziando dalla pittura alla scultura\, per esplorare le\nmolteplici sfaccettature della creatività odierna.\nSotto la guida critica della curatrice\, l’evento si propone come un punto di\nincontro e di confronto culturale\, dove la pluralità delle voci artistiche si fonde in\nun racconto visivo unico e coerente.\nGli otto artisti protagonisti di questo dialogo visivo sono:\nEkaterina Zag – Neus Pino – Esperanza García – Camilla Fransrud – Carmen\nCarrasco – Enrique Sama – Joanmanel Matas – Priya Selvarasa
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SUMMARY:Collettiva 04/BLUE
DESCRIPTION:mostra collettiva a cura di Giacomo Gentilcore. \nL’esposizione presenterà i lavori di 22 artisti\, legati dal comune riferimento del colore blu\, creando un dialogo visivo immediato tra opere di linguaggi e stili anche molto distanti. \nIl vernissage si terrà martedì 1 Settembre alle ore 18:00 presso la sede della nostra galleria in via Nicola Antonio Porpora 16/A.
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SUMMARY:Milan Art Exhibtion
DESCRIPTION:Come tutti gli anni l’organizzatore riunisce artisti di varia provenienza (Corea\, Giappone\, Slovacchia\, Germania\, Italia\, Francia) che accompagna in un percorso espositivo che vede le proprie tappe a Roma\, Firenze\, Milano e Venezia. \nUna formula questa che trova riscontro da parte degli artisti che hanno l’opportunità di conoscere nuove estimatori del pubblico che ha l’opportunità di entrare in contatto con linguaggi artisti anche molto lontani dalla nostra tradizione.
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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SUMMARY:Presentazione del libro “Te sire certa”\, di Antonella Aman Manni
DESCRIPTION:Nella Casa degli Artisti di Gallipoli proseguono le celebrazioni per i vent’anni di attività dedicata all’arte\, all’accoglienza e alla creatività. Il prossimo 18 aprile 2026 alle ore 18.00\, la residenza d’artista ospiterà la presentazione del libro “Te sire certa”\, progetto letterario dell’autrice Antonella Aman Manni\, poetessa melissanese. \nDurante la serata\, Antonella Aman Manni dialogherà con Raffaella Scorrano\, scrittrice\, poetessa e filosofa ripercorrendo con la poesia e con la narrazione   la vita contadina e un mondo passato di cui rivendica usi e costumi\, mestieri e valori. Un mondo antico sempre attuale perché radicato nel lievito madre che è il dialetto salentino. \nA moderare l’incontro sarà l’operatrice culturale Selenia Stoppa\, presidente dell’Associazione Nero e Bianco. \nL’evento sarà arricchito dalla proiezione di un video ideato dall’ autrice che porta la firma di Alessio Errico\, su gentile concessione   di un brano di Mino De Santis\, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. Le letture saranno eseguite da Sabrina Abatelillo\, Anna Pia Merico\, Luigina Parisi\, Maria Rosaria Portaccio . \nLa proposta culturale proseguirà con un’importante esperienza artistica: al termine della presentazione sarà possibile visitare gratuitamente la galleria permanente dell’artista Giorgio De Cesario\, artista salentino e creatore del movimento alienista. \nLa visita sarà guidata da Maria Cristina Maritati\, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere e del percorso artistico dell’autore. \nUna serata che unisce letteratura\, filosofia\, musica e arte\, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione\, dialogo e scoperta nel cuore culturale della città di Gallipoli. \nLa serata è inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione di Biblioidee di Lettura\, dell’Associazione Culturale Bianco e Nero\,  dell’ Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano.
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LOCATION:La Casa degli Artisti B&B\, Via Lepanto\, Gallipoli\, Lecce\, Italia
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SUMMARY:DIARIO DI UN BRUTTO ANATROCCOLO
DESCRIPTION:Da H.C. Andersen – di Tonio De Nitto \nUn anatroccolo oltre Andersen che usa la fiaba come pretesto per raccontare una sorta di diario di un piccolo cigno\, creduto anatroccolo\, che attraversa varie tappe della vita come quelle raccontate nella storia originale\, e compie un vero viaggio di formazione alla ricerca di se stesso e del proprio posto nel mondo e alla scoperta della diversità come elemento qualificante e prezioso. \nLa nascita e il rifiuto da parte della famiglia\, la scuola e il bullismo\, il mondo del lavoro\, l’amore che nasce improvvisamente e rapidamente può scomparire\, la caccia e poi la guerra come orrore inspiegabile\, tappe di un mondo ostile\, forse\, ma che resterà tale solo sino a quando il nostro “anatroccolo” non sarà in grado di guardarsi negli occhi e accettarsi così come è.
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SUMMARY:Tosca
DESCRIPTION:Nota bene: Prima dello spettacolo dalle h.18:30 verrà offerto un piccolo rinfresco presso il Salone del Cervo della Palazzina di Caccia di Stupinigi. \nTratta dal dramma teatrale La Tosca di Victorien Sardou (1887)\, l’opera ci porta nell’Ottocento della stagione napoleonica\, tra attese libertarie e oppressione poliziesca del dissenso.
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SUMMARY:Misurare il salto delle rane
DESCRIPTION:Uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo\ndrammaturgia Gabriele Di Luca \ncon Elsa Bossi\, Marina Occhionero e Chiara Stoppa \nregia Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti\nmusiche originali Massimiliano Setti \nscene Enzo Mologni \ncostumi Elisabetta Zinelli  \nuna produzione Fondazione Teatro Due\, Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Teatro Stabile d’Abruzzo\, Teatri di Bari e Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival in collaborazione con Asti Teatro 47  \nMisurare il salto delle rane è una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori tra gli anni ’80 e ’90. Protagoniste sono tre donne di diverse generazioni – Lori\, Betti e Iris – unite da un tragico lutto avvenuto vent’anni prima e ancora avvolto in un’aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato\, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno\, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità\, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate.\nPartendo da questo habitat\, Misurare il salto delle rane\, la nuova produzione di Carrozzeria Orfeo\, senza rinunciare all’ironia che la contraddistingue\, vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell’intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che\, in modo diverso\, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età\, tre mondi\, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze\, scavate da lutti e assenze\, ma anche da rinascite\, alleanze e complicità profonde. Un’ode alla complessità dell’essere umano\, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi\, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera.
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SUMMARY:Tinariwen
DESCRIPTION:I Tinariwen tornano in Italia per tre concerti speciali. La band simbolo del “desert blues” farà tappa nel nostro paese per una tournée primaverile che prenderà il via il 20 aprile 2026 all’Alcatraz di Milano\, proseguirà il 21 aprile all’Auditorium Parco della Musica di Roma\, e si concluderà il 22 aprile all’Hall di Padova. \nAvvolti nelle loro lunghe vesti del deserto e con i tradizionali turbanti tuareg\, i Tinariwen sono i pionieri di quello che oggi è conosciuto come desert blues: un linguaggio musicale inconfondibile che loro stessi chiamano assuf\, parola della lingua Tamasheq che significa “nostalgia” o “malinconia di casa”. \nNati dall’esperienza della ribellione tuareg del 1990\, quando decisero di scambiare i kalashnikov con le chitarre\, i Tinariwen hanno saputo fondere l’anima ribelle del rock’n’roll con le sonorità ipnotiche del Sahara\, dando vita a un suono magnetico fatto di voci ruvide\, chitarre avvolgenti e ritmi scanditi dal battito delle mani. \nIn oltre due decenni di carriera\, la band è diventata una presenza fissa nei principali festival del mondo\, contribuendo a diffondere e valorizzare la cultura e l’identità del popolo tuareg. \nNel corso del loro cammino musicale\, i Tinariwen hanno collaborato con alcuni dei più importanti artisti internazionali — tra cui Kurt Vile\, Cass McCombs\, Micah Nelson (figlio di Willie Nelson)\, Cat Power\, Wilco\, Bon Iver e Jack White.
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SUMMARY:Ute Lemper - Last Tango in Berlin
DESCRIPTION:Il concerto in programma al Teatro Goldoni di Venezia il 24 ottobre 2025\, è rinviato al 13 giugno 2026\, a causa di un infortunio dell’artista. I biglietti già acquistati rimarranno validi per la nuova data. \n“Il sempre è fatto di attimi”. Fedele a questo motto\, Ute Lemper ha celebrato il suo 60° compleanno con un progetto speciale. I traguardi di una vita – 45 anni – raccontati con le storie e le canzoni dai palchi calcati durante il suo percorso creativo. \nUte ci trasporta in un viaggio musicale e poetico attraverso il tempo\, passando da Weimar\, Berlino\, Parigi\, Londra\, New York e Buenos Aires\, toccando luoghi e culture di tutto il mondo. Time Traveler è un mosaico che rispecchia la vita di Ute in momenti ed epoche diverse\, con memorie\, musica e aneddoti. Oltre ai brani composti da Weill\, Piazzolla\, Brel\, Kan-der\, Gershwin\, Waits e Alberstein\, il programma è arricchito dalle sue composizioni. Ute Lemper ha infatti scritto canzoni ispirandosi ai testi di Bukowski\, Neruda e Coelho\, per citarne alcuni. In particolare\, le sue composizioni più recenti riflettono il suo sentirsi una “time traveler”. “A volte la musica e i sogni sono più belli della realtà”. \nUte Lemper ha lasciato il segno sul palco\, nei film\, in concerti e con gli album pubblicati nell’arco della sua lunga carriera. É stata universalmente acclamata per le sue interpretazioni uniche\, per le sue composizioni\, così come per le rappresentazioni in musical e altri spettacoli nel West End di Londra e sui palchi di Broadway. Grazie alla sua versatilità artistica\, ha interpretato i brani di Kurt Weill e Berthold Brecht così come quelli di star internazionali del calibro di Marlene Dietrich\, Edith Piaf\, Jacques Brel\, Léo Ferré\, Jacques Prevert\, Nino Rota e Astor Piazzolla.
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SUMMARY:MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE
DESCRIPTION:di Arthur Miller \ncon la regia di Carlo Sciaccaluga. \nL’opera offre al pubblico un’esperienza intensa e universale\, capace di collegare le inquietudini del dopoguerra con quelle del mondo contemporaneo. \nDebuttata a Broadway nel 1949\, l’opera di Miller descriveva un’America ottimista ma contraddittoria\, immersa nel boom economico e nel mito dell’ascesa sociale. Dietro la facciata del successo\, lo spettacolo rivelava la solitudine\, la brutalità e la disperazione di chi non poteva permettersi il fallimento. \nOggi\, “Morte di un commesso viaggiatore” mantiene intatta la sua forza. Non è più soltanto una storia americana\, ma un dramma globale che racconta l’umanità schiacciata da un capitalismo che è diventato anche forma di vita interiore. \nLa regia di Carlo Sciaccaluga mette in luce il valore attuale del testo\, trasformandolo in un doloroso scavo nel presente. Il protagonista Willy Loman\, interpretato da Luca Lazzareschi\, non appare come un relitto del passato\, ma come l’immagine viva del nostro tempo. La sua ostinata ricerca di dignità diventa un grido che\, pur lanciato oltre settant’anni fa\, conserva oggi un’urgenza drammatica. \nLo spettacolo offre così una riflessione sul fallimento\, sulla fragilità e sul bisogno di legami autentici. Non propone una morale definitiva\, ma lascia emergere la forza di un amore che resiste anche nella caduta.
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SUMMARY:Si\, Viaggiare - Battisti\, la Storia
DESCRIPTION:Battisti\, La Storia\, è lo spettacolo su una delle più grandi personalità nella storia della musica italiana: Lucio Battisti\, straordinario compositore e interprete dei propri brani\, e grande autore! \nStage11 porta in scena un tributo\, che ripercorre le atmosfere della carriera indimenticabile di questo cantautore\, dai successi degli anni ’60 fino a quelli dei primi anni ’80\, dai brani più energici come Acqua azzurra\, Acqua chiara a quelli capaci di sviscerare le fragilità e le ansie del quotidiano come Emozioni\, Mi ritorni in mente e molti altri. \nBattisti\, la Storia è un viaggio intenso e rispettoso nel percorso artistico di uno dei cantautori più amati e controversi della tradizione italiana\, attraverso canzoni iconiche eseguite da musicisti formidabili\, video proiezioni che raccontano la storia di un artista e della sua epoca.
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SUMMARY:Susy Graziano - Mai ''Senza e Te'' Mai Senza Voi...
DESCRIPTION:Susy Graziano in concerto al Teatro Palapartenope di Napoli. \nLa data21 aprile 2026 Napoli\, Teatro Palapartenope
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SUMMARY:Ruggero De I Timidi
DESCRIPTION:Per sopraggiunti motivi logistici\, la data del 18 ottobre 2025 prevista al Teatro Comunale di Catanzaro è stata annullata. Gli spettatori che hanno acquistato il loro biglietto sul sito TicketOne.it o tramite Call Center riceveranno il riaccredito automaticamente sullo stesso strumento di pagamento utilizzato in fase di acquisto senza la necessità di procedere ad alcuna richiesta di rimborso.\nGli spettatori che hanno acquistato il loro biglietto presso uno dei Punti Vendita fisici TicketOne dovranno fare richiesta di rimborso da lunedì 14 luglio ed entro e non oltre il 30 settembre 2025\, secondo le procedure riportate alla pagina https://www.rimborsi-ticketone.it/.
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SUMMARY:The Wall Live Orchestra
DESCRIPTION:Lo spettacolo in programma a Modena (Teatro Storchi) l’1 ottobre 2025 è stato posticipato al 3 febbraio 2026. I biglietti già acquistati rimangono validi per la nuova data.\nTorna l’appuntamento con la musica che ha segnato un’epoca e continua a parlare al presente. The Wall Live Orchestra è il nuovo spettacolo prodotto da Stage 11 e firmato Pink Floyd History\, dedicato a uno degli album più iconici dei Pink Floyd. \nUn progetto che unisce il suono inconfondibile del rock progressivo alla profondità di una grande orchestra sinfonica e di un coro di 50 voci\, per offrire un’esperienza musicale intensa\, coinvolgente e fedele allo spirito dell’opera originale. \nThe Wall Live Orchestra è molto più di un omaggio: è un modo per rivivere\, attraverso la forza della musica dal vivo e di una produzione curata in ogni dettaglio\, un album che ha saputo raccontare il disagio\, l’alienazione e le domande di intere generazioni. \nRiscoprire The Wall oggi significa confrontarsi con temi ancora attuali e lasciarsi attraversare da suoni che non smettono di emozionare.Una grande produzione per ritrovare\, insieme\, il senso profondo di una musica che ha ancora molto da dire.
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SUMMARY:EMERGENCY: Rassegna Trovare le parole
DESCRIPTION:GIOVEDÌ 23 APRILE A CASA EMERGENCY\,\nPRESENTAZIONE DEL LIBRO\n“BREVISSIMA STORIA DEL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA”\nDELL’INVIATA DEL CORRIERE DELLA SERA MARTA SERAFINI\n \nPROSEGUE IN VIA SANTA CROCE 19\,\nLA RASSEGNA CULTURALE\n“TROVARE LE PAROLE. DIALOGHI PER R1PUD1ARE LA GUERRA”\n\n \nGiovedì 23 aprile alle ore 19.00\, Casa EMERGENCY ospiterà la presentazione del libro Brevissima storia del conflitto tra Russia e Ucraina di Marta Serafini (Fuoriscena 2026)\, giornalista e inviata di esteri de Il Corriere della Sera.\nLa giornalista nel suo libro traccia un collegamento ideale tra le proteste di Maidan del 2013-2014 e la guerra su larga scala iniziata nel 2022\, mostrando il legame tra la resistenza ucraina e il destino dell’Europa. Il libro offre un inquadramento storico e geopolitico degli eventi\, senza dimenticare però la quotidianità e le storie personali. Le testimonianze dirette e i racconti dei cittadini comuni\, la cui vita è stata travolta dal conflitto\, accompagnano le riflessioni sulla portata storica di un evento che ha sconvolto l’Europa intera. A dialogare con l’autrice\, ci saranno Luca Rifiorati\, coordinatore del programma Ucraina di EMERGENCY\, in collegamento da Dnipro\, e Alessio Maurizi\, conduttore radiofonico di Effetto Giorno di Radio24\, moderatore dell’incontro.\n\nL’incontro sarà inoltre occasione per approfondire il recente report della Ong Care and Community in Wartime insieme ad un operatore di EMERGENCY. A quattro anni dall’inizio del conflitto\, il rapporto scatta la fotografia di cosa significhi vivere in guerra\, tra difficoltà di accesso alle cure di base e compressione dei diritti essenziali. EMERGENCY opera in Ucraina dal 2022\, con 14 cliniche territoriali negli oblast di Donetsk e Kharkiv e ha creato una rete di operatrici di comunità (Community Health Workers)\, che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi\, muovendosi porta a porta in bicicletta e dialogando direttamente con la popolazione.\n\n\nPer rimanere aggiornati sulla rassegna “Trovare le parole” è possibile consultare il sito: www.emergency.it/trovareleparole\n \nTutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.\nPer riservare un posto: www.emergency.it/trovareleparole
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SUMMARY:Le ragazze son tornate
DESCRIPTION:Oggi la terza età non esiste più. Le donne non accettano più di essere relegate al ruolo di “nonne” e rivendicano il diritto di vivere con libertà\, indipendenza e ironia. In questa nuova commedia di Diego Ruiz\, tre protagoniste del mondo dello spettacolo si ritrovano\, dopo anni di carriera e rivalità\, per tentare un improbabile ritorno sulle scene. Più agguerrite che mai\, ma con ferite ancora aperte\, sogni da rimettere in gioco e sassolini nelle scarpe da togliersi. Isabella\, Gloria e Margherita – alter ego delle attrici in scena – affrontano con sarcasmo il tempo che passa\, le aspettative disattese\, la competizione e il bisogno di essere ancora viste. Tra battute taglienti e fragilità condivise\, si raccontano senza filtri\, mettendo in discussione ruoli\, stereotipi e illusioni. Una commedia brillante e pungente che getta uno sguardo dietro le quinte del mondo dello spettacolo\, ma soprattutto dentro le vite di tre donne alla ricerca di un riscatto sincero. Un intenso confronto generazionale e umano che\, tra risate e verità scomode\, esplora il significato dell’età\, del successo e dell’autenticità. Perché forse il tempo non rende solo più saggi\, ma anche più coraggiosi.
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SUMMARY:La scorta di Enrico - Luca Telese
DESCRIPTION:Quando i supereroi lavoravano per il Pci\nliberamente tratto dal bestseller di Luca Telese “La scorta di Enrico”\ntesti Luca Telese\ncon Francesco Freyrie\, Michela Gallio\, Andrea Zalone \nI protagonisti di questa storia vengono dalla resistenza: al fascismo\, alla violenza\, alla fame. Hanno percorso vie diverse: dalle montagne partigiane alle catene di montaggio. Sono arrivati a una medesima destinazione: il Partito comunista italiano. Che a un certo punto delle loro vite si incarna nella figura di un uomo\, Enrico Berlinguer.\nQuesto spettacolo racconta\, attraverso la vita e la drammatica morte di un leader tra i più amati e rimpianti d’Italia\, la storia di un popolo: in un certo senso\, la storia stessa del nostro paese. Luca Telese fa parlare i fatti\, i testimoni\, i documenti senza rinunciare alla densità dei sentimenti e lega\, con il passo delle grandi narrazioni\, scorci preziosi sul Berlinguer privato e ricostruzioni di eventi che hanno scosso il mondo\, dalla primavera di Praga al golpe cileno. Scorrono così sul palco il delitto Moro\, il terremoto in Irpinia\, i funerali di Andropov; e in questa temperie le scelte e le parole di un uomo che seppe attraversare un tempo difficile “senza mai perdere gli ideali della propria giovinezza”. Così\, nei 75 minuti di questa emozionante narrazione\, si sorride\, si ricorda\, si inghiottono lacrime e si trova ispirazione per il futuro.
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SUMMARY:La Bella Addormentata
DESCRIPTION:Il celebre balletto sulla favola più bella\, torna in scena nella sua versione più famosa. \nI tre atti\, complessi per i virtuosismi dei solisti e per l’insieme a cui sarà chiamato il corpo di ballo\, porteranno il pubblico nel mondo incantato di una favola con la quale siamo tutti cresciuti.\nScenografie di alto livello\, ricchi costumi e qualità tecnica saranno al centro di un grande lavoro di precisione\, sia a livello esecutivo che a livello espressivo. \nSINOSSI:\nAlla corte di re Floristano\, è indetta una festa per il battesimo della principessa Aurora: vengono invitati cavalieri\, dame e le fate buone del regno\, che portano con loro doni per la principessa.\nTra gli invitati manca la strega Carabosse. Per vendicarsi la maga getta una maledizione alla piccola: al sedicesimo anno di età\, la principessa morirà pungendosi con un fuso. La fata dei Lillà\, però\, non avendo ancora fatto il suo regalo\, decide di modificare la maledizione: la principessa non morirà\, ma sprofonderà solamente in un lunghissimo ed eterno sonno\, che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solamente grazie al bacio di un giovane principe. Nonostante le precauzioni prese nel regno\, nel giorno del sedicesimo compleanno della principessa Aurora\, la maga Carabosse\, travestita da vecchia mendicante porge un fuso alla principessa. Aurora tocca la punta del fuso e sviene: la fata dei Lillà\, come promesso\, trasforma la morte in sonno\, con il suo dono. Gli invitati si addormentano e il castello viene avvolto da rovi e circondato da un fitto bosco. Trascorrono cento anni e\, in una radura nei pressi del castello\, una compagnia di nobili è impegnata in una battuta di caccia\, allietandosi nel fitto bosco con pic-nic e danze. Tra questi è presente anche il principe Desiré. A un certo punto\, l’atmosfera cambia e appare la fata dei Lillà\, che in un sogno conduce il principe da Aurora\, avvisandolo dell’accaduto. La visione di questa splendida principessa fa innamorare il giovane principe che risvegliatosi dal sogno si dirige al castello incantato. Trovata la principessa\, le dà un bacio\, spezzando l’incantesimo; la corte allora si risveglia e le danze ricominciano; il principe potrà ora sposare la principessa Aurora.
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