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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:MERCATINO DEL BROCANTAGE
DESCRIPTION:MERCATINO PERIODICO DEL BROCANTAGE ANNO 2026 \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:Arcana - Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Dove la pietra diventa cammino\, tra San Francesco e simboli eterni: a Fabriano la mostra di Andrea da Montefeltro \nFabriano\, città creativa UNESCO e antico crocevia tra Appennino e Adriatico\, accoglie una delle più intense e significative esposizioni europee dedicate al dialogo tra arte\, natura e dimensione interiore: ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte\, grande mostra personale dello scultore Andrea da Montefeltro\, Premio della Pace nell’Arte.\nL’esposizione è allestita nelle sale gotiche del Palazzo del Podestà dal 24 gennaio al 30 marzo 2026. La mostra si inserisce nel programma nazionale dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, una ricorrenza che a Fabriano assume un significato particolarmente profondo. Proprio qui\, secondo la tradizione\, San Francesco fece tappa durante i suoi cammini\, lasciando un’impronta spirituale che ancora oggi attraversa il territorio\, i sentieri\, le pietre e il silenzio dei luoghi. ARCANA nasce idealmente da quel passaggio: non come celebrazione storica\, ma come esperienza viva di ascolto\, essenzialità e riconnessione. Patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona\, e co-organizzata dal Comune di Fabriano in collaborazione con il Gruppo AUSER di Fabriano e il Club per l’UNESCO di Firenze\, la mostra propone un percorso che intreccia scultura contemporanea\, simbolismo arcaico e ricerca spirituale. \nLe oltre cinquanta sculture in mostra sono realizzate con pietre provenienti dal Montefeltro e dalla Valtiberina\, territori profondamente legati alla spiritualità francescana e a una relazione primordiale con il paesaggio. In ARCANA\, la pietra non è materia inerte né semplice supporto formale: è presenza viva\, memoria geologica e specchio dell’essere umano. \nOgni opera nasce da un processo di ascolto e di sottrazione. Andrea da Montefeltro non impone una forma\, ma la accompagna\, lasciando emergere segni\, proporzioni auree\, geometrie sacre e iscrizioni arcaiche. La scultura diventa così atto simbolico\, strumento di conoscenza e di trasformazione. Attraverso la pietra\, l’artista esplora il tema universale della ricerca di sé\, invitando il visitatore a riconoscere nel peso\, nella resistenza e nella durata della materia una metafora del proprio cammino interiore. La direzione artistica è affidata ad Annalisa Di Maria\, studiosa di fama internazionale di estetica rinascimentale e tra i massimi esperti di Leonardo da Vinci. Il suo progetto curatoriale costruisce un percorso rigoroso e al tempo stesso profondamente esperienziale\, in cui la dimensione simbolica guida il visitatore attraverso una narrazione fatta di luce\, silenzio e tempo rallentato. \nLe sale gotiche del Palazzo del Podestà diventano così uno spazio di meditazione attiva: non un semplice contenitore espositivo\, ma una soglia. ARCANA non si attraversa: si abita. \nFabriano è da sempre una città di passaggi: di mercanti\, di pellegrini\, di artigiani\, di idee. I boschi che salgono verso l’Appennino\, le valli\, i sentieri che conducono agli eremi e alle sorgenti raccontano un rapporto antico con il paesaggio\, fondato sulla lentezza\, sul rispetto e sulla cura. \nRiconosciuta dall’UNESCO come polo internazionale della creatività\, Fabriano è oggi un laboratorio di sostenibilità culturale e ambientale. ARCANA si inserisce pienamente in questa visione\, proponendo l’arte come pratica di consapevolezza e responsabilità. L’Assessore alla Cultura Maura Nataloni ha sottolineato come la mostra rappresenti un ponte tra arte e spiritualità. Vittorio Gasparrini\, Presidente del Club per l’UNESCO di Firenze\, ha evidenziato il dialogo tra territori creativi: Fabriano\, città della carta e dell’ingegno\, e la Valtiberina\, custode di antichi saperi e spiritualità profonda. \nC’è un momento\, entrando nelle sale del Palazzo del Podestà\, in cui il tempo cambia ritmo. Le sculture non occupano lo spazio: lo trasformano. La pietra diventa bussola\, soglia\, compagna di viaggio. ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte non è una mostra da visitare in fretta\, ma un invito a rallentare\, a respirare\, a riconnettersi. \nÈ un viaggio interiore ed ecologico\, che ricorda come la sostenibilità non sia una tendenza\, ma un modo di abitare il mondo. Un cammino che parte dalla pietra e arriva alla coscienza.\nUn viaggio lento\, necessario\, profondamente umano. \nINFORMAZIONI \nLuogo: Palazzo del Podestà\, Fabriano (AN)\, Italia\nDate: 24 gennaio – 30 marzo 2026\nOrari: Sabato e Domenica 11:00–12:30 | 15:00–18:00\nVisite guidate con l’artista (anche nei giorni feriali):\nPrenotazione obbligatoria\n📧 info@andreadamontefeltro.it\n📞 +39 388 827 4551
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SUMMARY:MERCATINI DI ARTE E CULTURA
DESCRIPTION:Artigianato\, hobbistica\, antiquariato\, modernariato\, prodotti gastronomici e PassalibrO.Ogni prima domenica del mese\, dalle 9:00 alle 18:00\, da marzo a luglio e da ottobre a dicembre 2026. \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:Imi KNOEBEL. Dorme un canto in ogni cosa
DESCRIPTION:IMI KNOEBEL\nDorme un canto in ogni cosa\nA cura di Gianluca Ranzi \nOpening day 3 marzo\, dalle 12.00 alle 20.00 \nMilano\, Dep Art Gallery\nwww.depart.it \nDep Art Gallery presenta Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen)\, mostra dedicata a Imi Knoebel\, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’esposizione\, a cura di Gianluca Ranzi\, apre al pubblico martedì 3 marzo 2026 con un opening day dalle 12.00 alle 20.00\, e sarà visitabile fino al 30 maggio 2026. \nIl titolo della mostra riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff\, e suggerisce un’idea semplice e potente: esiste una “musica” silenziosa nelle cose\, che può emergere quando si incontra la chiave giusta. In questo spirito\, la mostra invita il pubblico a un’esperienza diretta e sensibile con l’opera di Imi Knoebel: tempo\, sguardo e attenzione diventano strumenti per lasciarsi guidare da ritmo\, equilibrio e intensità. \nImi Knoebel da sempre si muove sotto il segno di un’astrazione che spinge verso la più pura percezione: sono forme sensibili che l’artista sa “far cantare” attraverso il colore\, la linea\, lo spazio e i materiali. Il suo è un approccio multi-mediale\, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici\, facendo dialogare disegno\, pittura\, scultura\, architettura\, proiezione\, fotografia e installazione. \nCome evidenziato dalla cronologia delle opere in mostra\, che parte da un Senza Titolo del 1983 fino ad alcune serie del 2025\, il metodo seguito dall’artista è aperto e composito\, consta di frequenti richiami e spesso si basa sulla riconsiderazione dei cicli precedenti\, che diventano così il punto di partenza per quelli successivi\, finestre che aprono altre finestre. \nLa bellezza insita nelle opere di Knoebel\, ovvero il canto che egli sa far scaturire dalle cose\, non nasce dalla logica o dall’espressione di contenuti esistenziali\, così come non richiede spiegazioni spiritualiste o metafisiche\, ma si appoggia alla pura percezione estetica sensoriale ed alle relazioni che l’artista fa scaturire dagli elementi compositivi. La mostra ricorda questo concetto abbinando una serie degli inizi degli anni Novanta (Portrait\, 1991-92) e una dei primi anni duemila (Düsseldorf-Paris\, 2001 e Dusseldorf-Reykjavik IV\, 2000) con i lavori del 2016 (Tafel) e quelli del 2025\, quali Zeichen\, Ligatur ed Etcetera.  Da questi accostamenti risalta con forza un vocabolario di forme che spazia dal rigore analitico alla gestualità\, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni\, dalla visibilità alla smaterializzazione\, dal contrasto simultaneo alla fusione poetica di forme\, colori e superfici. \nIl suo tipico metodo creativo\, che si svolge attraverso gruppi o serie di opere\, parte dalla fertilissima sperimentazione in studio fino ad arrivare alla creazione di opere dotate ciascuna di un carattere irripetibile: i Portrait ad esempio articolano l’asciutta essenzialità dei margini colorati in “ritratti” individuali\, gli Zeichen posseggono la singolarità ineguagliabile e fluida di nuvole in volo\, Ligatur ricorda i caratteri mobili di una grammatica visiva articolata in immagine poetica\, le pennellate degli Etcetera evocano lettere\, numeri e segni che affiorano in superficie come un’ennesima sfida alle consuetudini della visione: l’ennesimo canto di libertà di uno dei più radicali e significativi artisti contemporanei. \nAccompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese)\, con un testo critico di Gianluca Ranzi.
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SUMMARY:Trovare le parole - Dialoghi per ripudiare la guerra
DESCRIPTION:DAL 5 AL 17 MARZO TORNA LA RASSEGNA CULTURALE  \n“TROVARE LE PAROLE”\, DIALOGHI PER R1PUD1ARE LA GUERRA \n  \nIN PROGRAMMA INCONTRI CON AUTORI\, DOCENTI E GIORNALISTE PER COSTRUIRE UNA CULTURA DELLA PACE \n  \nOSPITI A CASA EMERGENCY: ROBERTO DE VOGLI\, ITALA VIVAN\, RICCARDO BOTTAZZO\, RAUL PANTALEO   \nPER TUTTO IL PERIODO DELLA RASSEGNA NEL GIARDINO DI CASA EMERGENCY L’INSTALLAZIONE “UN NOME\, UN BAMBINO. UN NOME\, UNA BAMBINA” \n  \nDal 5 al 17 marzo torna a Casa EMERGENCY la rassegna culturale “Trovare le parole” che con una serie di incontri e dibattiti animerà la sede dell’associazione\, in via Santa Croce 19\, a Milano. \n  \nPossono le parole costruire la pace? È possibile ricreare una società fondata sui valori del vivere comune a partire dal ripudio della guerra? Da queste domande traggono spunto i quattro appuntamenti in programma\, durante i quali in compagnia di autori\, docenti\, professionisti del mondo dell’informazione e operatori di EMERGENCY\, si proverà ad ispirare l’impegno che ciascun individuo può mettere nel costruire una società più giusta e senza guerra. \n  \nLa rassegna prenderà il via giovedì 5 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Empatia selettiva di Roberto De Vogli\, professore all’Università di Padova. Il libro racconta la crisi morale dell’Occidente di fronte a Gaza. Attraverso un’analisi critica\, ricerche e testimonianze\, l’autore smaschera i doppi standard dell’informazione e del discorso pubblico\, dove Gaza emerge come punto cieco morale e specchio delle gerarchie della compassione. L’incontro sarà moderato da Bianca Senatore\, giornalista freelance e\, oltre alla presenza dell’autore\, vedrà la partecipazione in collegamento di Safwat Kahlout\, giornalista Al Jazeera e Giorgio Monti\, coordinatore medico di EMERGENCY a Gaza. \nNel secondo appuntamento della rassegna\, martedì 10 marzo alle ore 19.00\, si parlerà di Sudan e di una guerra che continua a restare ai margini del dibattito pubblico. Parteciperanno all’incontro Itala Vivan\, prof.ssa dell’Università degli Studi di Milano\, Rossella Miccio\, presidente di EMERGENCY e Michele Collareta\, già anestesista di EMERGENCY che\, con Claudio Lambruschi\, giornalista di Avvenire\, dialogheranno sul ruolo che possono avere il giornalismo\, la letteratura e il pensiero postcoloniale nel restituire memoria e dignità a quegli aspetti dell’informazione globale che vengono rimossi dallo sguardo occidentale. \n\nSi prosegue giovedì 12 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo\, giornalista e scrittore\, che percorre un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti\, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale\, capace di generare stabilità\, diritti e benessere sociale. Insieme all’autore\, interverranno all’incontro Roberta Leoni\, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e Jacopo Mocchi\, giornalista freelance\, moderatore dell’incontro. \nA chiudere la rassegna\, martedì 17 marzo alle ore 19:00 sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo\, architetto cofondatore dello studio di architettura TAMassociati che ha collaborato alla realizzazione di diversi centri sanitari di EMERGENCY. Di fronte alla distruzione\, il costruire è un gesto primordiale\, è la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra: secondo l’autore\, anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge\, l’odore dell’intonaco fresco\, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare\, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano. L’incontro con l’autore sarà moderato da Valentina Lonati\, giornalista freelance\, con il contributo di Roberto Crestan\, area director ANME di EMERGENCY. \nPer tutto il periodo della rassegna il giardino di Casa EMERGENCY ospiterà l’installazione “Un nome\, un bambino. Un nome\, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata\, come opera collettiva\, da genitori\, insegnanti\, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia\, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20.000 bimbi e bimbe uccisi a Gaza. \nPer rimanere aggiornati sulla rassegna “Trovare le parole” è possibile consultare il sito: www.emergency.it/trovareleparole \n  \nTutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.  \nPer riservare un posto: www.emergency.it/trovareleparole
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SUMMARY:Cena con sorpresa
DESCRIPTION:“Cena con sorpresa” è una commedia firmata dai 4 autori del Golden Augusto Fornari\, Toni Fornari\, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli che hanno già realizzato insieme numerose pièce come “Terapia terapia”\, “ La casa di famiglia”\, “Il prete e il bandito”\, “Ritorno al presente”. \nStefania e Arnaldo\, sono marito e moglie\, coppia affiatata e benestante sposata da molti anni. Lui è un avvocato penalista affermato\, mentre lei è un architetto che da tempo si occupa quasi esclusivamente di beneficienza. I due sono i genitori di Angelica\, una giovane ragazza di vent’anni. \nUna sera a cena invitano il loro migliore amico\, Francesco De Palma\, architetto. \nI due coniugi non sanno che Francesco\, cinquantenne come loro\, ha una relazione da ormai un anno con la loro figlia. La serata è per Angelica il momento propizio per rivelare ai genitori il loro legame e per questo spinge Francesco a raccontare la verità sul loro rapporto ai due ignari genitori. \nCome farà Francesco a trovare il coraggio di raccontare ai suoi amici la verità sulla sua relazione con la loro giovane figlia? Ma soprattutto come reagiranno i due ignari genitori? \nDivertente\, ironica\, comica questa commedia racconta una realtà che sempre più fa parte della nostra vita. Come reagiscono le nostri menti benpensanti alle novità e alle realtà che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere\, quando\, in particolar modo una situazione ci tocca così da vicino e stravolge la nostra vita?
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DESCRIPTION:I concerti in programma ad Eboli(Palasele) il 19 e 20 dicembre 2025 sono stati posticipati in un’unica data in programma il 23 marzo 2026\, nella stessa location. I biglietti restano validi per la nuova data. \nLUCHÈ\, tra i padri dell’urban nazionale\, con le sue barre riesce sempre a conquistare tutti\, spaziando e dimostrando che non c’è limite né confine territoriale alla sua musica. Una cifra stilistica impossibile da non riconoscere\, che mette insieme una street credibility con pochi pari e\, allo stesso tempo\, una grande trasversalità dal respiro internazionale. \nPer arricchire un anno già straordinario\, Luchè ha annunciato nuove date nei palasport per portare la potenza de “Il Mio Lato Peggiore” e i grandi successi di tutta la sua carriera in giro per l’Italia nel suo “LUCHÈ ARENA TOUR”.
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DESCRIPTION:di Jean Anouilh\nadattamento Roberto Latini\ncon (in o.a.)  Silvia Battaglio\, Ilaria Drago\, Manuela Kustermann\, Roberto Latini\, Francesca Mazza\nmusica e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\nregia Roberto Latini \nDi Antigone\, Anouilh\, non ha riscritto le parole\, ha scritto la voce.\nAntigone o della disputa della ragione\, delle ragioni. \nDi quelle trasversali\, dimesse dall’identità individuale a favore di un corpo-coro che le comprenda tutte.\nOltre l’appartenenza\, l’anagrafica\, il genere\, sono parole che vengono da noi stessi: le ascoltiamo nella nostra stessa voce: siamo Antigone e Creonte insieme\, o lo siamo già stati più volte\, di più in certe fasi della vita e meno in altre e viceversa o in alternanza.\nLe leggi devono regolare il vivere o la vita dovrebbe regolare le leggi che regolano la vita? Uno di fronte all’altro\, a farsi carico di una ragione giusta\, di una giustizia\, o di un’altra giustizia\, incontriamo noi di fronte a noi\, a scegliere le domande da infilare nelle tasche del tempo\, dell’età\, della speranza; ad aspettare le risposte che il tempo\, guardandoci\, sceglierà di farci dire.\nPenso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta\, nella verità vera\, scomoda\, incapace\, parziale\, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi\, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi.\nAnche per questo\, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. \nAlcuni personaggi corrispondono a se stessi\, altri al proprio riflesso.\nAntigone e Creonte\, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone.
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SUMMARY:Il Barbiere di Siviglia
DESCRIPTION:Nota bene: Prima dello spettacolo dalle h.18:30 verrà offerto un piccolo rinfresco presso il Salone del Cervo della Palazzina di Caccia di Stupinigi. \nMusicata su libretto di Cesare Sterbini tratto dall’omonima commedia di Beaumarchais del 1775\, Il barbiere di Siviglia mette in scena la forza dell’amore giovanile che supera convenzioni e convenienze sociali\, interessi economici e intrighi di palazzo.
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SUMMARY:Le Acque degli Etruschi - Trekking a Cerveteri
DESCRIPTION:Un archeo-trekking sulle tracce di un popolo enigmatico\, lungo antiche necropoli e spettacolari salti d’acqua. \nPercorri insieme a noi le millenarie strade di Caere (odierna Cerveteri)\, dove storia\, archeologia e il mito sono indissolubilmente fusi con la natura circostante. \nLungo la suggestiva Via degli Inferi entreremo nel regno senza tempo degli Etruschi; 3000 anni di storia incastonati e stratificati nel tufo.\nScopriremo un luogo dominato da timore e meraviglia\, tra tombe dimenticate ed una straordinaria biodiversità. \nA seguire\, lasciati alle spalle pace e silenzio\, guidati dal lontano richiamo dell’acqua\, scenderemo lungo strette ed ombrose forre\, tra basolati romani e centenari ponti di pietra. \nQuando il canto del fiume sarà più forte\, la vista si aprirà sulle maestose Cascate di Castel Giuliano: un imponente e fragoroso spettacolo naturale. \nAltri quattro vertiginosi salti d’acqua ci aspettano lungo il percorso\, insieme alle rovine di antichi insediamenti produttivi ormai inghiottiti dalla vegetazione. \nUn’incessante sinfonia “liquida” sarà la colonna sonora di questa giornata particolare\, interrotta solo dal canto degli uccelli. \nA meno di un’ora dalla capitale\, un luogo magico\, misterioso e senza tempo ti aspetta\, per regalarti emozioni uniche ed indimenticabili. \nVieni con noi per godere di questa meraviglia in buona compagnia! \nPrenotazione (obbligatoria) aperta fino a Sabato 14 Marzo 2026\, ore 15:00 \nATTREZZATURA OBBLIGATORIA: \n\nScarponcini alti da trekking con suola scolpita (obbligatori: NO scarpe basse di qualunque tipo)\,\nBastoncini da Trekking (per presenza di guadi)\nPantaloni\, scarpe e calzini di riserva per fine escursione (caldamente consigliati)\nAcqua: 1\,5 litri minimo\,\nPranzo al sacco.\n\nCLICCA QUI PER INFO COMPLETE e PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
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SUMMARY:Non tutte le intolleranze fanno male - One Woman Show
DESCRIPTION:DOMENICA 15 MARZO ALLE ORE 17:00\nTeatro S. Carlo Lwanga – Via Adolfo Ravà\, 31 – Roma\nInfo e prenotazione al seguente link:\nhttps://artistinaty.it/non-tutte-le-intolleranze-fanno-male/#prenota\nLo spettacolo “Non tutte le intolleranze fanno male” affronta in modo comico\, ironico ma anche riflessivo il tema delle intolleranze. Infatti\, viviamo in un mondo dove diventiamo sempre più intolleranti\, non soltanto al cibo (e a tutto ciò che tocchiamo e respiriamo)\, ma anche a qualsiasi situazione\, tipo di persona e persino alla vita stessa.\nDall’intolleranza personale a uno sguardo universale.\nIn particolare\, questo spettacolo nasce da un’intolleranza che la protagonista ha scoperto di avere. Da lì\, si arriva alle intolleranze per alcuni tipi di uomini e a diverse situazioni assurde che accadono nel mondo dello spettacolo di oggi. Inoltre\, il viaggio prosegue tra gli accenti e le varie regioni d’Italia e del mondo.\nPer di più\, questo tema viene affrontato dall’interprete in modo variegato\, grazie al suo essere un’artista poliedrica. Molti momenti musicali saranno presenti\, visto che si parlerà anche delle varie intolleranze che hanno colpito molte vip\, le quali sembrano apparentemente perfette\, ma anche loro vivono con delle intolleranze che le tormentano.\nInoltre\, ci saranno parti recitate\, cantate e molte imitazioni\, che renderanno questo spettacolo completo. Interverranno anche diversi personaggi sullo schermo\, con i quali l’interprete interagirà direttamente.\nInfine\, dopo una bella scorpacciata di risate — che\, fortunatamente\, non provocheranno nessuna intolleranza — la parte finale sarà più riflessiva e darà dei consigli utili su come affrontare tutte le varie intolleranze.
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SUMMARY:The Opera Locos
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SUMMARY:Il confine per Xelindor
DESCRIPTION:Liberio e Sismondo Michelotti sono due fratelli che vivono lontano dalla città\, ai confini del loro regno.\nSi sono recati sotto le mura del confine per Xelindor\, la terra proibita\, per seppellire lì il loro fratello maggiore Fredrerico\, come ultimo suo desiderio.\nMa una donna scombina tutti i loro piani. Dice di essere la Gran Strega della Limeta\, in realtà è una rivoluzionaria e convincerà Liberio a Sismondo ad aprire le mura de lo confine e vivere liberi da ogni costrizione morale imposta dal loro Re.\nMa hanno poco tempo\, lui sta arrivando.
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SUMMARY:Maria Grazia Cucinotta e Daiana Guspero - Malena e il tango
DESCRIPTION:In una milonga senza nome\, di una città senza nome\, in una terra agli antipodi della nostra\, una donna\, Malena\, siede al bordo della pista da ballo. Aspetta. Un amore? Un compagno di ballo? Una scelta? Qualcuno che l’ascolti? La prossima canzone? A farle compagnia una piccola orchestrina e le ombre della sua vita. \nMalena. Una donna aspetta e\, aspettando\, racconta. Racconta di se stessa e della sua vita\, in un turbinio di ricordi e aneddoti che – non importa se siano realmente la sua vita\, o solo fantasie – tassello dopo tassello vanno a formare una storia ben più vasta: quella del tango. Ballo\, racconto mai interrotto\, poesia\, sfida\, scommessa e musica… il tango ha tante facce e infiniti nomi. Ha in sé i nomi di tutti i musicisti che ne hanno scritto le melodie e le parole; i nomi degli uomini e delle donne\, di cui racconta le storie; riecheggia di luoghi lontani\, luminosi e ariosi; di parole provenienti da infinite lingue. \nMalena canta il tango. E Malena balla il tango: lo balla con il racconto della sua vita e lo balla accompagnata dalla musica. \nMaria Grazia Cucinotta dà voce e cuore a una storia che Daiana Guspero balla e respira. Le chitarre di GianVito Pulzone\, e Oscar Bellomo riarrangiano e presentano le più famose melodie di una storia di vita e passione. Il tango.
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SUMMARY:Ashes
DESCRIPTION:Ashes è una riflessione immersiva sul potere immaginifico del suono e della parola. Un flusso sensoriale di attimi che si sovrappongono senza soluzione di continuità: brevi frammenti di vite private che passano e non restano\, ma che definiscono e conferiscono un significato preciso all’esistenza di noi esseri umani. È attraverso la voce che si avvera la presenza\, si creano mondi\, relazioni\, visioni.
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SUMMARY:Umberto Galimberti - L'utopia della felicità
DESCRIPTION:Per far meglio comprendere il concetto di felicità e quali fattori influenzano la nostra percezione del benessere Galimberti compirà un viaggio a ritroso nella storia analizzando le diverse epoche e i cambiamenti di visione della felicità e ciò che spinge l’uomo nella sua costante ricerca. Il percorso inizia dal mondo greco con un senso di tragicità nel quale il dolore è inevitabile e va affrontato senza lasciarsi travolgere dalle emozioni. Aristotele considerava la felicità il fine ultimo della vita\, ma al tempo stesso la riteneva una condizione difficile da realizzare. In greco antico la parola felicità\, eudaimonia\, è formata da eu che significa bene e da daimon che significa demone. Il grande filosofo di Stagira affermava: “fai riferimento alla tua natura\, alla tua vocazione come buona realizzazione della tua capacità”.
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SUMMARY:DR. JORDAN B. PETERSON
DESCRIPTION:Il tour di conferenze An Evening to Transform Your Life del Dr. Jordan B. Peterson è rinviato al 2026\, insieme all’unico appuntamento italiano previsto per martedì 10 giugno 2025. Lo spettacolo è programmato per martedì 17 marzo\, sempre al Teatro Repower di Milano. \n I biglietti già emessi saranno validi per la nuova data. \n  Lo Show\nAttenzione! Lo spettacolo è in lingua inglese\, non ci saranno traduzioni o sottotitoli. \nIl noto accademico dr. Jordan B. Peterson porta in Italia il suo ciclo di conferenze An Evening to Transform Your Life in un’unica occasione\, martedì 10 giugno 2025 al Teatro Repower di Milano. \nIl dott. Jordan B. Peterson è un autore di bestseller\, psicologo clinico noto intellettuale e Professore Emerito alla University of Toronto. The Jordan B. Peterson Podcast è spesso in cima alle classifiche della categoria Educazione nelle maggiori piattaforme di streaming audio. \nAd oggi ha pubblicato tre libri: Maps of Meaning – un’opera accademica che presenta una nuova teoria scientifica sulla fede religiosa e politica – e i bestseller 12 Regole per la vita e Oltre l’ordine che hanno venduto oltre 14 milioni di copie. Il suo quarto libro\, We Who Wrestle with God\, uscirà a novembre. \nIl tour internazionale di conferenze del dott. Peterson ha registrato il tutto esaurito in più di 400 sedi\, offrendo approfondimenti dal vivo sulla struttura della mitologia e della narrazione a centinaia di migliaia di persone. Per vent’anni ha insegnato in alcuni dei corsi più apprezzati ad Harvard e alla University of Toronto\, pubblicando al contempo più di cento articoli scientifici con i suoi studenti e coautori.Il dott. Peterson ha co-fondato la Peterson Academy\, l’unica piattaforma di istruzione superiore online al mondo\, accessibile a livello internazionale\, con professori selezionati dalle migliori università di tutto il mondo e oltre 30mila studenti iscritti dal lancio della versione beta\, a settembre 2024.
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SUMMARY:Improvvisamente l'estate scorsa
DESCRIPTION:Dopo Lo zoo di vetro\, di cui Leonardo Lidi firmò adattamento e regia nella stagione 2019/20\, il LAC torna a produrre un testo di Tennessee Williams\, Improvvisamente l’estate scorsa\, un dramma carico di simboli e visioni\, che si sviluppa come un thriller psicologico in un vortice claustrofobico di tensione e violenza.Per il suo debutto registico al LAC\, Stefano Cordella\, che ha scelto di confrontarsi con la lettura di uno dei testi più personali\, sorprendenti e meno frequentati del celebre drammaturgo statunitense\, affida la traduzione a Monica Capuani\, studiosa che indaga la scena anglofona da anni\, e dirige un cast di cui è protagonista Laura Marinoni.Molte opere di Williams sono fortemente segnate da episodi di vita vissuta: nel 1943\, Rose\, sorella amatissima\, subì un intervento di lobotomia effettuato con il consenso della madre; un vero e proprio trauma che segnò indelebilmente la vita dell’autore americano al punto da suggerire la scrittura di Improvvisamente l’estate scorsa\, uno dei suoi lavori più autobiografici. Come spesso accade nei testi di Williams\, il conflitto tra apparenza e verità diventa il fulcro della storia. L’episodio che dona l’abbrivio alla pièce è il mistero che avvolge la morte improvvisa del giovane Sebastian\, spirito gentile che ambiva a essere un poeta. La disgrazia viene narrata da due punti di vista diversi e contrapposti: quello di Mrs Violet Venable\, madre di Sebastian\, e quello di sua cugina Catharine Holly\, con cui il giovane trascorse l’ultima estate della sua esistenza a Cabeza de Lobo. Al Dottor Cukrowicz\, lo psichiatra incaricato di lobotomizzare Catharine\, spetta il compito di scoprire la verità. Mrs Violet\, nel disperato tentativo di difendere la reputazione di Sebastian e della famiglia\, è disposta a tutto pur di far tacere la nipote\, unica testimone della morte di suo figlio. Mrs Holly\, madre di Catharine\, e George\, suo fratello\, spinti da interessi personali più che da un reale desiderio di giustizia\, complicano ulteriormente la vicenda.“Improvvisamente l’estate scorsa” è una disturbante discesa agli inferi animata da personaggi che ne sono al contempo vittime e carnefici. I gesti d’affetto diventano strumenti di manipolazione per ottenere soldi\, sesso o per nascondere la verità. La scena si fa spazio della memoria\, luogo in cui ricordi e traumi si confondono in una sovrapposizione di simboli che rimanda al meccanismo dei sogni.
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SUMMARY:Romeo e Giulietta - Balletto di Milano
DESCRIPTION:La più grande storia d’amore in una nuova e straordinaria produzione fedele alla tragedia di William Shakespeare. Una sinfonia di oro e argento domina la scena sia per gli splendidi costumi delle due famiglie rivali simboleggiate dai due colori\, sia per le scenografie di Marco Pesta.\nLo sfavillante oro dei Capuleti brilla nella festa in cui si conoscono i due giovani amanti che si incontreranno nuovamente sotto la dimora di Giulietta. \nNella coreografia di Federico Veratti la ricchezza di passi trionfa nelle danze d’assieme\, la ricerca di un’estetica personale si accentua negli emozionanti passi a due\, i virtuosismi classici si fondono con armonia con espressioni moderne rivelando l’eccezionale padronanza della tecnica per giungere a dinamiche diverse e di diverso approccio.
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DESCRIPTION:Uno spettacolo di Mirko Baldassarre. Un racconto multisensoriale che intreccia arte\, suono e visione. Un’esperienza estetica ed emotiva.
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SUMMARY:Emergency: rassegna culturale
DESCRIPTION:È disponibile la locandina dell’evento \n  \nCOMUNICATO STAMPA \nEMERGENCY | MILANO \n  \nMARTEDÌ 17 MARZO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ARCHITETTURE DEL NOI” DI RAUL PANTALEO \n  \nA CASA EMERGENCY LA RASSEGNA CULTURALE  \n“TROVARE LE PAROLE. DIALOGHI PER R1PUD1ARE LA GUERRA” \nDAL 5 AL 25 MARZO NEL GIARDINO DELL’ONG L’INSTALLAZIONE “UN NOME\, UN BAMBINO. UN NOME\, UNA BAMBINA” \n  \nMartedì 17 marzo alle ore 19.00 a Casa EMERGENCY\, in via Santa Croce 19\, ci sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo\, architetto cofondatore dello studio TAMassociati\, che ha collaborato con EMERGENCY nella realizzazione di vari centri sanitari nel mondo. A dialogare con l’autore sulla dimensione emotiva dell’architettura\, ci saranno Roberto Crestan\, area director ANME di EMERGENCY\, e gli architetti Maria Vittoria Capitanucci e Jacopo Muzio. Modererà l’incontro Valentina Lonati\, giornalista freelance. \nDi fronte alla distruzione\, il costruire è un gesto primordiale. È la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra. Secondo l’autore anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge\, l’odore dell’intonaco fresco\, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare\, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano. Soprattutto nei momenti in cui le guerre costringono le persone a fuggire e lasciare le proprie case\, appare evidente il legame che unisce alla propria abitazione\, luogo sicuro e popolato da ricordi. \nL’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e avrà la durata di 2 ore. Agli architetti che parteciperanno saranno riconosciuti 2 CFP (Codice: ARMI5302\, frequenza minima: 100%). \nL’appuntamento rientra nella rassegna culturale “Trovare le parole. Dialoghi per R1PUD1ARE la guerra” di EMERGENCY che\, con una serie di incontri con docenti\, autori e giornaliste vuole stimolare una riflessione sul potere delle parole nel costruire la pace ed ispirare l’impegno che ciascun individuo può impiegare nel creare una società più giusta e senza guerra. \nFino al 25 marzo\, inoltre\, Casa EMERGENCY ospiterà l’installazione “Un nome\, un bambino. Un nome\, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata\, come opera collettiva\, da genitori\, insegnanti\, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia\, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20.000 bimbi e bimbe uccisi a Gaza. \nTutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.  \nPer riservare un posto: www.emergency.it/trovareleparole \nPer rimanere aggiornati sulla rassegna “Trovare le parole” è possibile consultare il sito: www.emergency.it/trovareleparole \nRaul Pantaleo è architetto e cofondatore di TAMassociati\, che segue la filosofia dell’impact design. Ha studiato a Venezia e insegna alla facoltà di Architettura di Trieste. Ha realizzato molti degli ospedali di EMERGENCY in Africa\, come il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan e il Centro pediatrico ugandese di Entebbe\, lavorando con Renzo Piano. Nel 2014 è stato nominato architetto italiano dell’anno e nel 2016 ha curato il Padiglione Italia alla mostra Biennale di architettura di Venezia. Ha pubblicato diversi libri\, come Architetture resistenti\, Terre perse. Un viaggio nell’Italia del dissesto e nella speranza e Architettura della felicità. Futuro come sostanza di cose sperate. \nRoberto Crestan dirige la Rete sanitaria d’eccellenza in Africa di EMERGENCY\, con cui lavora da più di venti anni. Ha lavorato per anni come geometra nella sua città natale\, Sacile. Oggi coordina per l’ong la costruzione e la manutenzione di tutti gli edifici gestiti direttamente dall’organizzazione. \nValentina Lonati è una giornalista freelance milanese. Ha studiato Scienze Politiche a Berlino e oggi collabora con testate nazionali e internazionali come Living del Corriere della Sera e Forbes. Scrive per The Wom\, occupandosi di storie di donne forti e ribelli. Scrive spesso di design e arte e della loro relazione con le dinamiche sociali e culturali.
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SUMMARY:Massimo Ghini - Noi Giuda
DESCRIPTION:Giuda è il prototipo dell’essere abbietto e ambiguo. Ed è ambigua tutta la vicenda che lo lega indissolubilmente a Gesù. Giuda è l’umano con le sue infinite contraddizioni. Gesù è il divino con la sua perfezione. Ma narrativamente il tradimento è indispensabile alla morte di Gesù e alla diffusione della parola di Dio. Giuda è quindi anche l’esecutore del disegno divino. Ma si può eseguire la volontà divina e al contempo essere colpevole? Possiamo davvero considerare Giuda come siamo abituati a fare da secoli? \nOggi Giuda\, stanco della reputazione di cui soffre da due millenni\, ritorna tra noi per dire la sua. La dice con il linguaggio e gli strumenti dei nostri giorni\, in una impossibile e fantasiosa “conferenza”. Finalmente ci dirà cosa pensa dei famosi trenta denari\, della sua iniziale speranza in un Messia liberatore e ci parlerà di un suo Vangelo. Giuda sa essere ironico\, a volte tenero. La tradizionale malvagità attribuitagli non fa per lui. Gli è più congeniale l’indagine da investigatore e la ricerca delle contraddizioni narrative e di un movente credibile per difendere la propria reputazione. \nL’ironica assurdità della situazione\, si fonda sempre sui fatti\, su una visione rispettosa della fede e su una documentazione accuratamente controllata. Giuda non accetta di essere il simbolo di coloro che hanno crocifisso Gesù\, desidera una riabilitazione. In fondo dovremmo tutti provare simpatia per questo personaggio\, disprezzato anche per essersi tolto la vita ed essere morto praticamente insieme a Gesù.
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SUMMARY:L'Attimo Fuggente
DESCRIPTION:In un collegio tradizionale\, un insegnante introduce una visione della vita fondata sulla libertà di pensiero e sull’espressione personale. I giovani studenti\, toccati da questo nuovo sguardo\, scoprono il valore dell’immaginazione e del coraggio. Tale risveglio\, tuttavia\, si confronta con il peso delle regole e delle aspettative sociali.
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SUMMARY:Natale Galletta
DESCRIPTION:Voce storica della musica neomelodica napoletana\, Natale Galletta è un artista che ha saputo mantenere intatta nel tempo la sua autenticità\, conquistando diverse generazioni con un repertorio che parla d’amore\, passione e appartenenza. Nato a Napoli nel 1965\, ha iniziato la sua carriera negli anni ’80\, affermandosi rapidamente grazie alla sua voce intensa e al suo stile inconfondibile che unisce il pathos della tradizione partenopea con sonorità moderne. Con oltre 30 album pubblicati\, tra cui ‘Na Storia Senza Fine\, Permettete signori\, Guerra d’ammore e il più recente Come l’acqua e il vento (2023)\, Galletta continua a essere un punto di riferimento per la scena musicale napoletana e per un pubblico che non smette di seguirlo con affetto. \nIl suo stile è diretto\, viscerale\, fortemente emotivo\, e si muove tra ballad strappacuore e brani più ritmati\, spesso accompagnati da testi che raccontano storie di vita vera\, gelosie\, perdoni e legami indissolubili. Le influenze musicali sono evidenti: Galletta si ispira alla grande scuola melodica napoletana di Mario Merola\, Nino D’Angelo e Gigi Finizio\, ma riesce sempre a distinguersi grazie a una vocalità potente e un’interpretazione sentita\, che dà spessore anche alle melodie più semplici. Il 2024 lo ha visto tornare in tour in diverse città italiane con concerti sold out in teatri e locali del Sud Italia\, dove l’atmosfera è calda\, quasi familiare: fan che cantano a squarciagola\, dediche improvvisate dal palco\, e un contatto umano che oggi pochi artisti riescono ancora a garantire. \nChi ha assistito ai suoi live parla di emozioni forti\, “come tornare indietro nel tempo\, ma con il cuore che batte ancora più forte”\, scrive un utente su Facebook dopo una serata al Teatro Troisi. L’esperienza di un concerto di Natale Galletta non è solo musicale\, è culturale: un ritorno alle radici\, al dialetto\, a valori semplici ma eterni. È proprio questa connessione autentica col pubblico\, unita a una carriera solida e coerente\, che rende Natale Galletta non solo una voce storica\, ma ancora oggi un artista imprescindibile da vedere dal vivo.
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SUMMARY:Schumann: Montanari\, Manara - Concerto per violino
DESCRIPTION:Robert Schumann (1810 – 1856)\nConcerto per violino e orchestra in Re minore op. post.\nSinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 \ndirettore Stefano Montanari\nviolino Francesco Manara\nOrchestra I Pomeriggi Musicali
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SUMMARY:L'Antidote
DESCRIPTION:Dopo il concerto di novembre a JAZZMI e una serie di date sold out nei principali club e festival europei\, L’Antidote torna in Italia per un appuntamento speciale a Milano: sabato 19 aprile 2026\, all’Auditorium San Fedele\, nell’ambito del Soul Festival. \nIn dialogo con il tema “Mistero. Il canto del mondo”\, la musica de L’Antidote apre uno spazio di ascolto che supera il razionale e il dicibile. Una soglia sonora da attraversare\, in cui il suono non si possiede né si spiega\, ma si abita\, come esperienza condivisa di apertura e relazione. \nIl trio\, Redi Hasa al violoncello\, Bijan Chemirani alle percussioni e Rami Khalifé al pianoforte si conferma come una delle realtà più originali emerse negli ultimi anni nel panorama crossover tra jazz contemporaneo\, musiche del Mediterraneo e scrittura d’autore. Un progetto che nasce dall’incontro di percorsi artistici e biografici differenti e che si traduce in un linguaggio musicale fortemente identitario. \nUn progetto dal forte respiro mediorientale\, nato dall’incontro di sonorità\, mondi e culture geograficamente distanti\, che prende forma in una sinergia musicale inedita. La musica de L’Antidote si configura come un viaggio sensoriale tra città e paesaggi remoti\, capace di restituire immagini\, colori e atmosfere differenti nell’immaginario dell’ascoltatore. \nIl pianoforte di Khalifé\, lieve ma sempre presente\, dialoga con le trame ritmiche dello zarb di Chemirani\, guidate con precisione e mistero. Al centro\, il violoncello di Hasa si fa voce narrante\, profonda ed emotiva\, capace di dare corpo e anima alla tessitura musicale. \nNarrante\, profonda ed emotiva\, la musica di L’Antidote dà corpo e anima a una tessitura sonora in continua trasformazione. Pubblicato il 19 settembre 2025\, l’album d’esordio L’Antidote è stato anticipato da una serie di singoli che ne hanno progressivamente rivelato l’universo: da Pomegranate\, manifesto di armonia e unione\, a The Orchard e Rosée\, che esplorano paesaggi sonori stratificati e atmosfere sospese. Con Nanana\, il trio apre a sonorità più uptempo e dinamiche\, dando avvio anche a una serie di remix in collaborazione con DJ internazionali\, che ne ampliano ulteriormente il respiro espressivo.
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SUMMARY:Nel blu - avere tra le braccia tanta felicita' - Mario Perrotta
DESCRIPTION:Avere tra le braccia tanta felicità\ndi Mario Perrotta\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli\nmusiche Domenico Modugno\narrangiamenti ed ensemble musicale Vanni Crociani\, Giuseppe Franchellucci\, Massimo Marches\, Mario Perrotta  \nC’è stato un momento in cui il nostro paese – e una gran parte di mondo – è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958\, gli anni subito prima e subito dopo l’inizio del boom economico. La gente era – o sembrava – felice\, carica di futuro negli occhi.\nE se c’è un uomo che incarna tutto questo nel suo corpo\, se c’è uno che con la sua voce\, con la spinta vitale che ha abitato ogni suo passo\, rappresenta appieno quegli anni\, quest’uomo è Domenico Modugno.\nCon una sola canzone rende l’intero occidente felice di esistere. Eppure\, lui sapeva di lavorare sull’effimero\, sull’impalpabile ma\, nonostante tutto\, si ostinava a crederci: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste\, mi voglio illudere che esista\, devo credere che esista». E lo fa con ostinazione\, con tormento interiore\, ma fino in fondo.\nNel blu è il racconto intimo di un uomo di una terra dimenticata da Dio – quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del regno ancora per decenni\, almeno fino a quando anche io la lasciai per cercare una vita artistica altrove – che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova\, dopo pochi anni\, a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via con un urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra.\nProverò ad accostare la sua storia con tutta la cura possibile\, per non tradire un uomo della mia terra\, per non tradire la mia terra stessa.\nUn racconto di un’esistenza guascona e testarda in cui i musicisti/compositori con me sul palco sono l’altra voce di Domenico Modugno\, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare.
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LOCATION:Firenze\, Via Delle Cascine\, 41 Via Delle Cascine\, 41\, Firenze\, Italy\, Firenze
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SUMMARY:The Dead South
DESCRIPTION:The Dead South non hanno mai puntato sulla continua reinvenzione\, ma su un impegno totale verso il loro stile unico. Con fiducia nel proprio suono e nel proprio stile\, e un forte legame reciproco\, The Dead South si trovano ora sull’orlo di un successo globale esplosivo in una posizione invidiabile e ben meritata: l’autonomia totale. Non importa davvero come si voglia definire la loro musica – bluegrass progressivo\, Americana alternativa\, country\, folk o western – ciò che conta è che è qualcosa di profondamente loro\, e che persone di ogni estrazione\, credo\, esperienza\, lingua ed età la amano. \nFedelmente autentici fino in fondo\, The Dead South non si tirano indietro dal provocare\, di tanto in tanto\, i tradizionalisti\, eseguendo con maestria rulli di banjo e tremoli fulminei di mandolino\, armonie a tre voci e canzoni dai temi classici – ballate di omicidi\, tradimenti\, fantasmi e simili – il tutto con un sorriso e un pizzico di ironia. Proseguendo nella loro scalata al successo\, The Dead South hanno imparato una lezione importante: se vuoi essere un outsider\, devi essere eccellente. \nLo dimostra la passione dei fan che si travestono come loro\, seguendoli ai concerti con il look caratteristico della band. Questo quartetto acustico\, proveniente dalle praterie canadesi\, ha trovato il proprio pubblico. Good Company\, come si fanno chiamare\, è una comunità globale composta da persone estremamente diverse tra loro\, che magari non condividono le stesse opinioni\, ma che ai concerti si trovano fianco a fianco.
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SUMMARY:Moving Shadows
DESCRIPTION:Un viaggio emozionante attraverso luci e ombre\, dove il corpo si fa poesia\, paesaggio\, architettura\, creatura. Dopo aver conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo\, la compagnia tedesca The Mobilés approda a teatro con il suo acclamato spettacolo Moving Shadows – Our World!\, una meraviglia visiva che incanta pubblici di tutte le età. Vincitori di talent internazionali come Supertalent in Francia\, finalisti a Tú sí que vales in Italia e premiati al Festival della Commedia di Montreal\, gli artisti dei Moving Shadows danno vita a un teatro delle ombre sorprendente e coinvolgente. Con una sorprendente precisione e leggerezza\, creano immagini e storie evocative\, utilizzando solo il proprio corpo dietro a un velo di luce: paesaggi che prendono forma\, animali che si animano\, città che si costruiscono e si dissolvono nello spazio. Lo spettacolo\, diretto e coreografato da Stefan Südkamp e Michaela Köhler Schaer\, alterna poesia\, umorismo\, danza e stupore in una narrazione visiva che guarda il nostro mondo da prospettive nuove: la bellezza e la complessità del pianeta\, il lato luminoso e quello oscuro della nostra epoca\, il desiderio di meraviglia e di cambiamento. Un’esperienza teatrale unica\, capace di emozionare\, divertire e lasciare senza fiato.
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