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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:MERCATINO DEL BROCANTAGE
DESCRIPTION:MERCATINO PERIODICO DEL BROCANTAGE ANNO 2026 \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:Arcana - Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Dove la pietra diventa cammino\, tra San Francesco e simboli eterni: a Fabriano la mostra di Andrea da Montefeltro \nFabriano\, città creativa UNESCO e antico crocevia tra Appennino e Adriatico\, accoglie una delle più intense e significative esposizioni europee dedicate al dialogo tra arte\, natura e dimensione interiore: ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte\, grande mostra personale dello scultore Andrea da Montefeltro\, Premio della Pace nell’Arte.\nL’esposizione è allestita nelle sale gotiche del Palazzo del Podestà dal 24 gennaio al 30 marzo 2026. La mostra si inserisce nel programma nazionale dedicato all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi\, una ricorrenza che a Fabriano assume un significato particolarmente profondo. Proprio qui\, secondo la tradizione\, San Francesco fece tappa durante i suoi cammini\, lasciando un’impronta spirituale che ancora oggi attraversa il territorio\, i sentieri\, le pietre e il silenzio dei luoghi. ARCANA nasce idealmente da quel passaggio: non come celebrazione storica\, ma come esperienza viva di ascolto\, essenzialità e riconnessione. Patrocinata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona\, e co-organizzata dal Comune di Fabriano in collaborazione con il Gruppo AUSER di Fabriano e il Club per l’UNESCO di Firenze\, la mostra propone un percorso che intreccia scultura contemporanea\, simbolismo arcaico e ricerca spirituale. \nLe oltre cinquanta sculture in mostra sono realizzate con pietre provenienti dal Montefeltro e dalla Valtiberina\, territori profondamente legati alla spiritualità francescana e a una relazione primordiale con il paesaggio. In ARCANA\, la pietra non è materia inerte né semplice supporto formale: è presenza viva\, memoria geologica e specchio dell’essere umano. \nOgni opera nasce da un processo di ascolto e di sottrazione. Andrea da Montefeltro non impone una forma\, ma la accompagna\, lasciando emergere segni\, proporzioni auree\, geometrie sacre e iscrizioni arcaiche. La scultura diventa così atto simbolico\, strumento di conoscenza e di trasformazione. Attraverso la pietra\, l’artista esplora il tema universale della ricerca di sé\, invitando il visitatore a riconoscere nel peso\, nella resistenza e nella durata della materia una metafora del proprio cammino interiore. La direzione artistica è affidata ad Annalisa Di Maria\, studiosa di fama internazionale di estetica rinascimentale e tra i massimi esperti di Leonardo da Vinci. Il suo progetto curatoriale costruisce un percorso rigoroso e al tempo stesso profondamente esperienziale\, in cui la dimensione simbolica guida il visitatore attraverso una narrazione fatta di luce\, silenzio e tempo rallentato. \nLe sale gotiche del Palazzo del Podestà diventano così uno spazio di meditazione attiva: non un semplice contenitore espositivo\, ma una soglia. ARCANA non si attraversa: si abita. \nFabriano è da sempre una città di passaggi: di mercanti\, di pellegrini\, di artigiani\, di idee. I boschi che salgono verso l’Appennino\, le valli\, i sentieri che conducono agli eremi e alle sorgenti raccontano un rapporto antico con il paesaggio\, fondato sulla lentezza\, sul rispetto e sulla cura. \nRiconosciuta dall’UNESCO come polo internazionale della creatività\, Fabriano è oggi un laboratorio di sostenibilità culturale e ambientale. ARCANA si inserisce pienamente in questa visione\, proponendo l’arte come pratica di consapevolezza e responsabilità. L’Assessore alla Cultura Maura Nataloni ha sottolineato come la mostra rappresenti un ponte tra arte e spiritualità. Vittorio Gasparrini\, Presidente del Club per l’UNESCO di Firenze\, ha evidenziato il dialogo tra territori creativi: Fabriano\, città della carta e dell’ingegno\, e la Valtiberina\, custode di antichi saperi e spiritualità profonda. \nC’è un momento\, entrando nelle sale del Palazzo del Podestà\, in cui il tempo cambia ritmo. Le sculture non occupano lo spazio: lo trasformano. La pietra diventa bussola\, soglia\, compagna di viaggio. ARCANA – Il Leone del Nuovo Orizzonte non è una mostra da visitare in fretta\, ma un invito a rallentare\, a respirare\, a riconnettersi. \nÈ un viaggio interiore ed ecologico\, che ricorda come la sostenibilità non sia una tendenza\, ma un modo di abitare il mondo. Un cammino che parte dalla pietra e arriva alla coscienza.\nUn viaggio lento\, necessario\, profondamente umano. \nINFORMAZIONI \nLuogo: Palazzo del Podestà\, Fabriano (AN)\, Italia\nDate: 24 gennaio – 30 marzo 2026\nOrari: Sabato e Domenica 11:00–12:30 | 15:00–18:00\nVisite guidate con l’artista (anche nei giorni feriali):\nPrenotazione obbligatoria\n📧 info@andreadamontefeltro.it\n📞 +39 388 827 4551
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SUMMARY:MERCATINI DI ARTE E CULTURA
DESCRIPTION:Artigianato\, hobbistica\, antiquariato\, modernariato\, prodotti gastronomici e PassalibrO.Ogni prima domenica del mese\, dalle 9:00 alle 18:00\, da marzo a luglio e da ottobre a dicembre 2026. \nFonte: Regione Lombardia Open Data – Sagre e fiere su area pubblica.
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SUMMARY:Imi KNOEBEL. Dorme un canto in ogni cosa
DESCRIPTION:IMI KNOEBEL\nDorme un canto in ogni cosa\nA cura di Gianluca Ranzi \nOpening day 3 marzo\, dalle 12.00 alle 20.00 \nMilano\, Dep Art Gallery\nwww.depart.it \nDep Art Gallery presenta Dorme un canto in ogni cosa (Schläft ein Lied in allen Dingen)\, mostra dedicata a Imi Knoebel\, uno dei protagonisti dell’astrazione europea del secondo Novecento. L’esposizione\, a cura di Gianluca Ranzi\, apre al pubblico martedì 3 marzo 2026 con un opening day dalle 12.00 alle 20.00\, e sarà visitabile fino al 30 maggio 2026. \nIl titolo della mostra riprende un verso del poeta romantico Joseph von Eichendorff\, e suggerisce un’idea semplice e potente: esiste una “musica” silenziosa nelle cose\, che può emergere quando si incontra la chiave giusta. In questo spirito\, la mostra invita il pubblico a un’esperienza diretta e sensibile con l’opera di Imi Knoebel: tempo\, sguardo e attenzione diventano strumenti per lasciarsi guidare da ritmo\, equilibrio e intensità. \nImi Knoebel da sempre si muove sotto il segno di un’astrazione che spinge verso la più pura percezione: sono forme sensibili che l’artista sa “far cantare” attraverso il colore\, la linea\, lo spazio e i materiali. Il suo è un approccio multi-mediale\, antigerarchico e anticonvenzionale che fin dalla fine degli anni Sessanta ha saputo oltrepassare i confini tra i generi artistici\, facendo dialogare disegno\, pittura\, scultura\, architettura\, proiezione\, fotografia e installazione. \nCome evidenziato dalla cronologia delle opere in mostra\, che parte da un Senza Titolo del 1983 fino ad alcune serie del 2025\, il metodo seguito dall’artista è aperto e composito\, consta di frequenti richiami e spesso si basa sulla riconsiderazione dei cicli precedenti\, che diventano così il punto di partenza per quelli successivi\, finestre che aprono altre finestre. \nLa bellezza insita nelle opere di Knoebel\, ovvero il canto che egli sa far scaturire dalle cose\, non nasce dalla logica o dall’espressione di contenuti esistenziali\, così come non richiede spiegazioni spiritualiste o metafisiche\, ma si appoggia alla pura percezione estetica sensoriale ed alle relazioni che l’artista fa scaturire dagli elementi compositivi. La mostra ricorda questo concetto abbinando una serie degli inizi degli anni Novanta (Portrait\, 1991-92) e una dei primi anni duemila (Düsseldorf-Paris\, 2001 e Dusseldorf-Reykjavik IV\, 2000) con i lavori del 2016 (Tafel) e quelli del 2025\, quali Zeichen\, Ligatur ed Etcetera.  Da questi accostamenti risalta con forza un vocabolario di forme che spazia dal rigore analitico alla gestualità\, dalla linearità euclidea all’irregolarità dei contorni\, dalla visibilità alla smaterializzazione\, dal contrasto simultaneo alla fusione poetica di forme\, colori e superfici. \nIl suo tipico metodo creativo\, che si svolge attraverso gruppi o serie di opere\, parte dalla fertilissima sperimentazione in studio fino ad arrivare alla creazione di opere dotate ciascuna di un carattere irripetibile: i Portrait ad esempio articolano l’asciutta essenzialità dei margini colorati in “ritratti” individuali\, gli Zeichen posseggono la singolarità ineguagliabile e fluida di nuvole in volo\, Ligatur ricorda i caratteri mobili di una grammatica visiva articolata in immagine poetica\, le pennellate degli Etcetera evocano lettere\, numeri e segni che affiorano in superficie come un’ennesima sfida alle consuetudini della visione: l’ennesimo canto di libertà di uno dei più radicali e significativi artisti contemporanei. \nAccompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano e inglese)\, con un testo critico di Gianluca Ranzi.
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SUMMARY:Trovare le parole - Dialoghi per ripudiare la guerra
DESCRIPTION:DAL 5 AL 17 MARZO TORNA LA RASSEGNA CULTURALE  \n“TROVARE LE PAROLE”\, DIALOGHI PER R1PUD1ARE LA GUERRA \n  \nIN PROGRAMMA INCONTRI CON AUTORI\, DOCENTI E GIORNALISTE PER COSTRUIRE UNA CULTURA DELLA PACE \n  \nOSPITI A CASA EMERGENCY: ROBERTO DE VOGLI\, ITALA VIVAN\, RICCARDO BOTTAZZO\, RAUL PANTALEO   \nPER TUTTO IL PERIODO DELLA RASSEGNA NEL GIARDINO DI CASA EMERGENCY L’INSTALLAZIONE “UN NOME\, UN BAMBINO. UN NOME\, UNA BAMBINA” \n  \nDal 5 al 17 marzo torna a Casa EMERGENCY la rassegna culturale “Trovare le parole” che con una serie di incontri e dibattiti animerà la sede dell’associazione\, in via Santa Croce 19\, a Milano. \n  \nPossono le parole costruire la pace? È possibile ricreare una società fondata sui valori del vivere comune a partire dal ripudio della guerra? Da queste domande traggono spunto i quattro appuntamenti in programma\, durante i quali in compagnia di autori\, docenti\, professionisti del mondo dell’informazione e operatori di EMERGENCY\, si proverà ad ispirare l’impegno che ciascun individuo può mettere nel costruire una società più giusta e senza guerra. \n  \nLa rassegna prenderà il via giovedì 5 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Empatia selettiva di Roberto De Vogli\, professore all’Università di Padova. Il libro racconta la crisi morale dell’Occidente di fronte a Gaza. Attraverso un’analisi critica\, ricerche e testimonianze\, l’autore smaschera i doppi standard dell’informazione e del discorso pubblico\, dove Gaza emerge come punto cieco morale e specchio delle gerarchie della compassione. L’incontro sarà moderato da Bianca Senatore\, giornalista freelance e\, oltre alla presenza dell’autore\, vedrà la partecipazione in collegamento di Safwat Kahlout\, giornalista Al Jazeera e Giorgio Monti\, coordinatore medico di EMERGENCY a Gaza. \nNel secondo appuntamento della rassegna\, martedì 10 marzo alle ore 19.00\, si parlerà di Sudan e di una guerra che continua a restare ai margini del dibattito pubblico. Parteciperanno all’incontro Itala Vivan\, prof.ssa dell’Università degli Studi di Milano\, Rossella Miccio\, presidente di EMERGENCY e Michele Collareta\, già anestesista di EMERGENCY che\, con Claudio Lambruschi\, giornalista di Avvenire\, dialogheranno sul ruolo che possono avere il giornalismo\, la letteratura e il pensiero postcoloniale nel restituire memoria e dignità a quegli aspetti dell’informazione globale che vengono rimossi dallo sguardo occidentale. \n\nSi prosegue giovedì 12 marzo alle ore 19.00 con la presentazione del libro Disarmati di Riccardo Bottazzo\, giornalista e scrittore\, che percorre un viaggio tra i Paesi che hanno scelto di vivere senza esercito. Attraverso esempi concreti\, il libro mostra come il disarmo possa essere una scelta politica consapevole e sostenibile. La nonviolenza emerge come strategia reale\, capace di generare stabilità\, diritti e benessere sociale. Insieme all’autore\, interverranno all’incontro Roberta Leoni\, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione nelle scuole e Jacopo Mocchi\, giornalista freelance\, moderatore dell’incontro. \nA chiudere la rassegna\, martedì 17 marzo alle ore 19:00 sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo\, architetto cofondatore dello studio di architettura TAMassociati che ha collaborato alla realizzazione di diversi centri sanitari di EMERGENCY. Di fronte alla distruzione\, il costruire è un gesto primordiale\, è la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra: secondo l’autore\, anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge\, l’odore dell’intonaco fresco\, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare\, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano. L’incontro con l’autore sarà moderato da Valentina Lonati\, giornalista freelance\, con il contributo di Roberto Crestan\, area director ANME di EMERGENCY. \nPer tutto il periodo della rassegna il giardino di Casa EMERGENCY ospiterà l’installazione “Un nome\, un bambino. Un nome\, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata\, come opera collettiva\, da genitori\, insegnanti\, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia\, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20.000 bimbi e bimbe uccisi a Gaza. \nPer rimanere aggiornati sulla rassegna “Trovare le parole” è possibile consultare il sito: www.emergency.it/trovareleparole \n  \nTutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.  \nPer riservare un posto: www.emergency.it/trovareleparole
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SUMMARY:Emergency: rassegna culturale
DESCRIPTION:È disponibile la locandina dell’evento \n  \nCOMUNICATO STAMPA \nEMERGENCY | MILANO \n  \nMARTEDÌ 17 MARZO LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “ARCHITETTURE DEL NOI” DI RAUL PANTALEO \n  \nA CASA EMERGENCY LA RASSEGNA CULTURALE  \n“TROVARE LE PAROLE. DIALOGHI PER R1PUD1ARE LA GUERRA” \nDAL 5 AL 25 MARZO NEL GIARDINO DELL’ONG L’INSTALLAZIONE “UN NOME\, UN BAMBINO. UN NOME\, UNA BAMBINA” \n  \nMartedì 17 marzo alle ore 19.00 a Casa EMERGENCY\, in via Santa Croce 19\, ci sarà la presentazione del libro Architetture del Noi di Raul Pantaleo\, architetto cofondatore dello studio TAMassociati\, che ha collaborato con EMERGENCY nella realizzazione di vari centri sanitari nel mondo. A dialogare con l’autore sulla dimensione emotiva dell’architettura\, ci saranno Roberto Crestan\, area director ANME di EMERGENCY\, e gli architetti Maria Vittoria Capitanucci e Jacopo Muzio. Modererà l’incontro Valentina Lonati\, giornalista freelance. \nDi fronte alla distruzione\, il costruire è un gesto primordiale. È la risposta naturale dell’uomo al vuoto lasciato dalla guerra. Secondo l’autore anche l’architettura può essere un balsamo per lenire le ferite della guerra. Un tetto che protegge\, l’odore dell’intonaco fresco\, sono piccoli segni che parlano di ciò che troppo spesso diamo per scontato: la possibilità di contare su un luogo da abitare\, su uno spazio che custodisca la vita e restituisca dignità al quotidiano. Soprattutto nei momenti in cui le guerre costringono le persone a fuggire e lasciare le proprie case\, appare evidente il legame che unisce alla propria abitazione\, luogo sicuro e popolato da ricordi. \nL’incontro è organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Milano e avrà la durata di 2 ore. Agli architetti che parteciperanno saranno riconosciuti 2 CFP (Codice: ARMI5302\, frequenza minima: 100%). \nL’appuntamento rientra nella rassegna culturale “Trovare le parole. Dialoghi per R1PUD1ARE la guerra” di EMERGENCY che\, con una serie di incontri con docenti\, autori e giornaliste vuole stimolare una riflessione sul potere delle parole nel costruire la pace ed ispirare l’impegno che ciascun individuo può impiegare nel creare una società più giusta e senza guerra. \nFino al 25 marzo\, inoltre\, Casa EMERGENCY ospiterà l’installazione “Un nome\, un bambino. Un nome\, una bambina” di La scuola per la Palestina. L’esposizione è stata realizzata\, come opera collettiva\, da genitori\, insegnanti\, bambini e bambine di diversi servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia\, che hanno scritto su strisce bianche di tessuto i nomi e le età dei 20.000 bimbi e bimbe uccisi a Gaza. \nTutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.  \nPer riservare un posto: www.emergency.it/trovareleparole \nPer rimanere aggiornati sulla rassegna “Trovare le parole” è possibile consultare il sito: www.emergency.it/trovareleparole \nRaul Pantaleo è architetto e cofondatore di TAMassociati\, che segue la filosofia dell’impact design. Ha studiato a Venezia e insegna alla facoltà di Architettura di Trieste. Ha realizzato molti degli ospedali di EMERGENCY in Africa\, come il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan e il Centro pediatrico ugandese di Entebbe\, lavorando con Renzo Piano. Nel 2014 è stato nominato architetto italiano dell’anno e nel 2016 ha curato il Padiglione Italia alla mostra Biennale di architettura di Venezia. Ha pubblicato diversi libri\, come Architetture resistenti\, Terre perse. Un viaggio nell’Italia del dissesto e nella speranza e Architettura della felicità. Futuro come sostanza di cose sperate. \nRoberto Crestan dirige la Rete sanitaria d’eccellenza in Africa di EMERGENCY\, con cui lavora da più di venti anni. Ha lavorato per anni come geometra nella sua città natale\, Sacile. Oggi coordina per l’ong la costruzione e la manutenzione di tutti gli edifici gestiti direttamente dall’organizzazione. \nValentina Lonati è una giornalista freelance milanese. Ha studiato Scienze Politiche a Berlino e oggi collabora con testate nazionali e internazionali come Living del Corriere della Sera e Forbes. Scrive per The Wom\, occupandosi di storie di donne forti e ribelli. Scrive spesso di design e arte e della loro relazione con le dinamiche sociali e culturali.
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SUMMARY:Massimo Ghini - Noi Giuda
DESCRIPTION:Giuda è il prototipo dell’essere abbietto e ambiguo. Ed è ambigua tutta la vicenda che lo lega indissolubilmente a Gesù. Giuda è l’umano con le sue infinite contraddizioni. Gesù è il divino con la sua perfezione. Ma narrativamente il tradimento è indispensabile alla morte di Gesù e alla diffusione della parola di Dio. Giuda è quindi anche l’esecutore del disegno divino. Ma si può eseguire la volontà divina e al contempo essere colpevole? Possiamo davvero considerare Giuda come siamo abituati a fare da secoli? \nOggi Giuda\, stanco della reputazione di cui soffre da due millenni\, ritorna tra noi per dire la sua. La dice con il linguaggio e gli strumenti dei nostri giorni\, in una impossibile e fantasiosa “conferenza”. Finalmente ci dirà cosa pensa dei famosi trenta denari\, della sua iniziale speranza in un Messia liberatore e ci parlerà di un suo Vangelo. Giuda sa essere ironico\, a volte tenero. La tradizionale malvagità attribuitagli non fa per lui. Gli è più congeniale l’indagine da investigatore e la ricerca delle contraddizioni narrative e di un movente credibile per difendere la propria reputazione. \nL’ironica assurdità della situazione\, si fonda sempre sui fatti\, su una visione rispettosa della fede e su una documentazione accuratamente controllata. Giuda non accetta di essere il simbolo di coloro che hanno crocifisso Gesù\, desidera una riabilitazione. In fondo dovremmo tutti provare simpatia per questo personaggio\, disprezzato anche per essersi tolto la vita ed essere morto praticamente insieme a Gesù.
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SUMMARY:L'Attimo Fuggente
DESCRIPTION:In un collegio tradizionale\, un insegnante introduce una visione della vita fondata sulla libertà di pensiero e sull’espressione personale. I giovani studenti\, toccati da questo nuovo sguardo\, scoprono il valore dell’immaginazione e del coraggio. Tale risveglio\, tuttavia\, si confronta con il peso delle regole e delle aspettative sociali.
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SUMMARY:Natale Galletta
DESCRIPTION:Voce storica della musica neomelodica napoletana\, Natale Galletta è un artista che ha saputo mantenere intatta nel tempo la sua autenticità\, conquistando diverse generazioni con un repertorio che parla d’amore\, passione e appartenenza. Nato a Napoli nel 1965\, ha iniziato la sua carriera negli anni ’80\, affermandosi rapidamente grazie alla sua voce intensa e al suo stile inconfondibile che unisce il pathos della tradizione partenopea con sonorità moderne. Con oltre 30 album pubblicati\, tra cui ‘Na Storia Senza Fine\, Permettete signori\, Guerra d’ammore e il più recente Come l’acqua e il vento (2023)\, Galletta continua a essere un punto di riferimento per la scena musicale napoletana e per un pubblico che non smette di seguirlo con affetto. \nIl suo stile è diretto\, viscerale\, fortemente emotivo\, e si muove tra ballad strappacuore e brani più ritmati\, spesso accompagnati da testi che raccontano storie di vita vera\, gelosie\, perdoni e legami indissolubili. Le influenze musicali sono evidenti: Galletta si ispira alla grande scuola melodica napoletana di Mario Merola\, Nino D’Angelo e Gigi Finizio\, ma riesce sempre a distinguersi grazie a una vocalità potente e un’interpretazione sentita\, che dà spessore anche alle melodie più semplici. Il 2024 lo ha visto tornare in tour in diverse città italiane con concerti sold out in teatri e locali del Sud Italia\, dove l’atmosfera è calda\, quasi familiare: fan che cantano a squarciagola\, dediche improvvisate dal palco\, e un contatto umano che oggi pochi artisti riescono ancora a garantire. \nChi ha assistito ai suoi live parla di emozioni forti\, “come tornare indietro nel tempo\, ma con il cuore che batte ancora più forte”\, scrive un utente su Facebook dopo una serata al Teatro Troisi. L’esperienza di un concerto di Natale Galletta non è solo musicale\, è culturale: un ritorno alle radici\, al dialetto\, a valori semplici ma eterni. È proprio questa connessione autentica col pubblico\, unita a una carriera solida e coerente\, che rende Natale Galletta non solo una voce storica\, ma ancora oggi un artista imprescindibile da vedere dal vivo.
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SUMMARY:Schumann: Montanari\, Manara - Concerto per violino
DESCRIPTION:Robert Schumann (1810 – 1856)\nConcerto per violino e orchestra in Re minore op. post.\nSinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 \ndirettore Stefano Montanari\nviolino Francesco Manara\nOrchestra I Pomeriggi Musicali
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SUMMARY:L'Antidote
DESCRIPTION:Dopo il concerto di novembre a JAZZMI e una serie di date sold out nei principali club e festival europei\, L’Antidote torna in Italia per un appuntamento speciale a Milano: sabato 19 aprile 2026\, all’Auditorium San Fedele\, nell’ambito del Soul Festival. \nIn dialogo con il tema “Mistero. Il canto del mondo”\, la musica de L’Antidote apre uno spazio di ascolto che supera il razionale e il dicibile. Una soglia sonora da attraversare\, in cui il suono non si possiede né si spiega\, ma si abita\, come esperienza condivisa di apertura e relazione. \nIl trio\, Redi Hasa al violoncello\, Bijan Chemirani alle percussioni e Rami Khalifé al pianoforte si conferma come una delle realtà più originali emerse negli ultimi anni nel panorama crossover tra jazz contemporaneo\, musiche del Mediterraneo e scrittura d’autore. Un progetto che nasce dall’incontro di percorsi artistici e biografici differenti e che si traduce in un linguaggio musicale fortemente identitario. \nUn progetto dal forte respiro mediorientale\, nato dall’incontro di sonorità\, mondi e culture geograficamente distanti\, che prende forma in una sinergia musicale inedita. La musica de L’Antidote si configura come un viaggio sensoriale tra città e paesaggi remoti\, capace di restituire immagini\, colori e atmosfere differenti nell’immaginario dell’ascoltatore. \nIl pianoforte di Khalifé\, lieve ma sempre presente\, dialoga con le trame ritmiche dello zarb di Chemirani\, guidate con precisione e mistero. Al centro\, il violoncello di Hasa si fa voce narrante\, profonda ed emotiva\, capace di dare corpo e anima alla tessitura musicale. \nNarrante\, profonda ed emotiva\, la musica di L’Antidote dà corpo e anima a una tessitura sonora in continua trasformazione. Pubblicato il 19 settembre 2025\, l’album d’esordio L’Antidote è stato anticipato da una serie di singoli che ne hanno progressivamente rivelato l’universo: da Pomegranate\, manifesto di armonia e unione\, a The Orchard e Rosée\, che esplorano paesaggi sonori stratificati e atmosfere sospese. Con Nanana\, il trio apre a sonorità più uptempo e dinamiche\, dando avvio anche a una serie di remix in collaborazione con DJ internazionali\, che ne ampliano ulteriormente il respiro espressivo.
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SUMMARY:Nel blu - avere tra le braccia tanta felicita' - Mario Perrotta
DESCRIPTION:Avere tra le braccia tanta felicità\ndi Mario Perrotta\ncollaborazione alla regia Paola Roscioli\nmusiche Domenico Modugno\narrangiamenti ed ensemble musicale Vanni Crociani\, Giuseppe Franchellucci\, Massimo Marches\, Mario Perrotta  \nC’è stato un momento in cui il nostro paese – e una gran parte di mondo – è apparso felice. Sono gli anni a cavallo del 1958\, gli anni subito prima e subito dopo l’inizio del boom economico. La gente era – o sembrava – felice\, carica di futuro negli occhi.\nE se c’è un uomo che incarna tutto questo nel suo corpo\, se c’è uno che con la sua voce\, con la spinta vitale che ha abitato ogni suo passo\, rappresenta appieno quegli anni\, quest’uomo è Domenico Modugno.\nCon una sola canzone rende l’intero occidente felice di esistere. Eppure\, lui sapeva di lavorare sull’effimero\, sull’impalpabile ma\, nonostante tutto\, si ostinava a crederci: «Io voglio cantare la felicità. Anche se non esiste\, mi voglio illudere che esista\, devo credere che esista». E lo fa con ostinazione\, con tormento interiore\, ma fino in fondo.\nNel blu è il racconto intimo di un uomo di una terra dimenticata da Dio – quella Puglia che sarebbe rimasta alla periferia del regno ancora per decenni\, almeno fino a quando anche io la lasciai per cercare una vita artistica altrove – che parte all’avventura per “fare l’attore” e si ritrova\, dopo pochi anni\, a insegnare a tutto il mondo a “volare”: apre la bocca e trascina via con un urlo irrefrenabile ogni residuo fosco del dopoguerra.\nProverò ad accostare la sua storia con tutta la cura possibile\, per non tradire un uomo della mia terra\, per non tradire la mia terra stessa.\nUn racconto di un’esistenza guascona e testarda in cui i musicisti/compositori con me sul palco sono l’altra voce di Domenico Modugno\, quella voce che le parole non riescono e non possono rappresentare.
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SUMMARY:The Dead South
DESCRIPTION:The Dead South non hanno mai puntato sulla continua reinvenzione\, ma su un impegno totale verso il loro stile unico. Con fiducia nel proprio suono e nel proprio stile\, e un forte legame reciproco\, The Dead South si trovano ora sull’orlo di un successo globale esplosivo in una posizione invidiabile e ben meritata: l’autonomia totale. Non importa davvero come si voglia definire la loro musica – bluegrass progressivo\, Americana alternativa\, country\, folk o western – ciò che conta è che è qualcosa di profondamente loro\, e che persone di ogni estrazione\, credo\, esperienza\, lingua ed età la amano. \nFedelmente autentici fino in fondo\, The Dead South non si tirano indietro dal provocare\, di tanto in tanto\, i tradizionalisti\, eseguendo con maestria rulli di banjo e tremoli fulminei di mandolino\, armonie a tre voci e canzoni dai temi classici – ballate di omicidi\, tradimenti\, fantasmi e simili – il tutto con un sorriso e un pizzico di ironia. Proseguendo nella loro scalata al successo\, The Dead South hanno imparato una lezione importante: se vuoi essere un outsider\, devi essere eccellente. \nLo dimostra la passione dei fan che si travestono come loro\, seguendoli ai concerti con il look caratteristico della band. Questo quartetto acustico\, proveniente dalle praterie canadesi\, ha trovato il proprio pubblico. Good Company\, come si fanno chiamare\, è una comunità globale composta da persone estremamente diverse tra loro\, che magari non condividono le stesse opinioni\, ma che ai concerti si trovano fianco a fianco.
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SUMMARY:Moving Shadows
DESCRIPTION:Un viaggio emozionante attraverso luci e ombre\, dove il corpo si fa poesia\, paesaggio\, architettura\, creatura. Dopo aver conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo\, la compagnia tedesca The Mobilés approda a teatro con il suo acclamato spettacolo Moving Shadows – Our World!\, una meraviglia visiva che incanta pubblici di tutte le età. Vincitori di talent internazionali come Supertalent in Francia\, finalisti a Tú sí que vales in Italia e premiati al Festival della Commedia di Montreal\, gli artisti dei Moving Shadows danno vita a un teatro delle ombre sorprendente e coinvolgente. Con una sorprendente precisione e leggerezza\, creano immagini e storie evocative\, utilizzando solo il proprio corpo dietro a un velo di luce: paesaggi che prendono forma\, animali che si animano\, città che si costruiscono e si dissolvono nello spazio. Lo spettacolo\, diretto e coreografato da Stefan Südkamp e Michaela Köhler Schaer\, alterna poesia\, umorismo\, danza e stupore in una narrazione visiva che guarda il nostro mondo da prospettive nuove: la bellezza e la complessità del pianeta\, il lato luminoso e quello oscuro della nostra epoca\, il desiderio di meraviglia e di cambiamento. Un’esperienza teatrale unica\, capace di emozionare\, divertire e lasciare senza fiato.
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SUMMARY:Pink Floyd Immersion
DESCRIPTION:PINK FLOYD IMMERSION – ECLIPSE TOURUn’esperienza completamente rivisitata e ancora più emozionante \nDopo il grande successo del tour precedente\, “Immersion Tour”\, riconosciuto dalla stampa come uno degli show più emozionanti mai visti\, i Pink Floyd Immersion tornano con uno spettacolo completamente rinnovato e ancora più spettacolare: Eclipse Tour. \nUn nuovo show rivoluzionatoL’Eclipse Tour è una reinvenzione totale delle performance dal vivo\, che guida il pubblico in un viaggio ancora più profondo\, tra suoni\, visioni e emozioni. Un’esperienza che spinge i confini di ciò che un tribute show può essere\, offrendo un’atmosfera più intensa e coinvolgente che mai. Impianto audio quadrifonico in alta fedeltà firmato Zingali Acoustics Come nel tour precedente\, anche l’Eclipse Tour avrà un impianto audio quadrifonico in alta fedeltà realizzato da Zingali Acoustics\, una delle realtà più prestigiose nel campo dell’audio professionale. La qualità sonora straordinaria crea un ambiente perfetto per immergersi completamente nella musica dei Pink Floyd. Un viaggio completo nella discografia dei Pink Floyd Lo spettacolo toccherà tutta la discografia floydiana\, partendo dalle prime opere di Syd Barrett\, passando attraverso gli album pionieristici dei primi anni ’70\, fino agli ultimi capolavori della carriera dei Pink Floyd. Dall’album “The Piper at the Gates of Dawn” fino a “The Division Bell”\, i fan potranno rivivere l’intera evoluzione artistica della band. Un capolavoro visivo ed emozionale Oltre alla musica\, lo spettacolo include una produzione visiva straordinaria\, con luci dinamiche\, proiezioni mozzafiato e una scenografia immersiva che riporta in vita l’universo visivo dei Pink Floyd. Un’incredibile fusione di suono e immagine che lascerà il pubblico senza fiato. Uno show che ridefinirà la tua percezione dei concerti dei Pink Floyd. Con un rinnovato focus sull’intensità emotiva\, sulla qualità del suono e su effetti visivi all’avanguardia\, l’Eclipse Tour è un viaggio nel cuore dell’eredità dei Pink Floyd. Per chi desidera vivere l’ultimate tribute band di una delle band più leggendarie della storia del rock\, questo è l’evento da non perdere.
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SUMMARY:Herbert Ballerina - Come una catapulta
DESCRIPTION:Lo spettacolo in programma il 25 ottobre 2025 a Montecatini\, Teatro Verdi\, è stato posticipato al 19 aprile 2026. I biglietti già acquistati restano validi per la nuova data. \nLo spettacolo in programma il 18 febbraio 2025 presso il Teatro Puccini di Firenze è stato posticipato al 2 aprile 2025. I biglietti già acquistati restano validi per la nuova data. \nA causa di impegni televisivi dell’artista\, lo spettacolo in programma a Rende (Cinema Teatro Garden) il 9 aprile\, è stato posticipato al 10 maggio.Sappiamo cosa state pensando\, e avete ragione: è proprio così! Il solo\, unico (più unico che raro!) e inimitabile Herbert Ballerina ha finalmente uno spettacolo teatrale tutto suo! \nÈ il primissimo (di quella che sarà una lunga serie\, statene certi!). Il titolo – Come una catapulta – è già divertente di suo. Ma non basta. Perché Herbert ci parla di mille (e una) cose\, a ruota libera\, con il suo stile dimesso ma terribilmente ironico. La verità è che nessuno di noi/voi è pronto per questo spettacolo: tra scatoloni di ogni dimensione disseminati sul palco e un immancabile busto di Fred Bongusto\, Herbert ci apre la mente su temi come il Molise (che esiste davvero!)\, i tatuaggi di coppia\, i traslochi\, i riflettori (o erano le riflessioni?)\, gli architetti satanici\, i medici e gli psicologi allucina(n)ti\, gli amici pelosetti (animali\, chiaro!)\, i documentaristi mancati e Robocop in analisi. E ancora\, sferzate di istrionismo su personaggi famosi come Michael Jordan\, Elon Musk\, Will Smith\, Pablo Picasso. \nInsomma\, un mosaico di assurdità ordinarie e quotidiane\, tanto divertenti quanto realistiche! Raccontate come solo Herbert sa fare: strappando risate\, dall’inizio alla fine. In pratica\, se avete voglia di essere catapultati nell’orbita del sano divertimento o degli esilaranti nonsense\, Herbert è l’uomo giusto per voi e questo è decisamente il vostro spettacolo!
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SUMMARY:La moglie perfetta - Giulia Trippetta
DESCRIPTION:drammaturgia e regia Giulia Trippetta\nmusiche originali Andrea Cauduro \nUna lavagna in scena\, una sedia di scuola\, una donna vestita anni ‘50.\nLa storia è quella di Luisa\, una ragazza giovane e piena di sogni\, in un mondo vecchio quanto un cartellone pubblicitario ormai sbiadito\, Luisa diventa poi la docente di un singolare corso di comportamento e buone maniere: il suo è un seminario intensivo (solo per donne) di preparazione al matrimonio dal titolo “Si può far”. Il corso è volto all’istruzione delle giovani aspiranti sposine: quali sono le 10 regole da seguire per potersi trasformare nella moglie perfetta? La docente le mostra al pubblico come in una vera e propria lezione in cui ogni regola viene mostrata e spiegata in ogni sua parte\, in un crescendo di ironia\, surrealtà e gioco; ma\, come nella vita\, a volte la linea sottile tra gioco e realtà si confonde\, si offusca\, sbiadisce. Cosa si nasconde dietro la maschera di questa donna apparentemente perfetta? Crede davvero alle regole che impartisce con tanta dedizione\, o è semplicemente vittima di un sistema che la accetta solo perché sottomessa a stereotipi e chili di mascara? E può questa donna\, uscita da un’epoca che sembra non appartenerci più\, parlare alle donne di tutti i tempi?
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SUMMARY:Les Etoiles
DESCRIPTION:Les Étoiles – ROMA – 20\, 21 marzo 2026Il 20 e 21 marzo 2026 torna a incantare la Capitale Les Étoiles\, l’eccezionale gala ideato e curato da Daniele Cipriani\, tra gli appuntamenti più attesi e celebrati del panorama coreutico internazionale. Un evento che\, anno dopo anno\, si conferma punto di riferimento per gli appassionati di balletto e per chi desidera immergersi in uno spettacolo di assoluta eccellenza.Sul prestigioso palcoscenico della Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica\, si esibiranno alcune delle più luminose stelle della danza mondiale. I protagonisti offriranno al pubblico due serate di emozioni rare\, virtuosismi sublimi e momenti di pura magia scenica\, attraverso assoli\, duetti e interpretazioni che celebrano l’arte del movimento nella sua forma più alta. \nArtisti protagonisti dell’edizione 2026:Bleuenn Battistoni – Opéra de ParisSergio Bernal – Sergio Bernal Dance Company\, EspañaRoman Mejia – New York City BalletTiler Peck – New York City BalletSimone Repele – Riva&Repele\, GinevraSasha Riva – Riva&Repele\, GinevraAndrea Sarri – Opéra de ParisCon la partecipazione straordinaria di:Svetlana Zakharova – Teatro Bolshoi\, Mosca \nUn cast d’eccezione che riunisce sensibilità artistiche\, scuole coreutiche e personalità provenienti da alcune delle istituzioni più prestigiose al mondo\, rendendo Les Étoiles un appuntamento imperdibile per il pubblico romano e per tutti gli amanti della grande danza. \nLes Étoiles – MILANO – 11\, 12 aprile 2026Provenienti dalle compagnie e dai teatri più importanti del mondo\, le grandi stelle della danza brilleranno nuovamente a Milano nel gala che porta il loro nome: Les Étoiles. Dopo il successo dell’anno scorso\, l’appuntamento si rinnova al Teatro Arcimboldi con un cast prestigioso\, che sarà annunciato prossimamente\, e un programma vario\, composto di assolo e passi a due tratti dai più celebri balletti del repertorio classico e contemporaneo. Les Étoiles sarà anche un’occasione per vedere in anteprima creazioni di coreografi sulla cresta dell’onda\, per ritrovare nomi celeberrimi\, ma anche per scoprire le nuove stelle del panorama mondiale.
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SUMMARY:Parole di Faber - Il grande tributo a Fabrizio De André
DESCRIPTION:Spettacolo tributo a Fabrizio De André. Un evento dedicato alla sua musica e poesia con arrangiamenti fedeli alle versioni originali e una voce che richiama quella del cantautore.
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SUMMARY:La scalata al cielo
DESCRIPTION:L’appartenenza a un ceto sociale\, piuttosto che a un altro\, può condizionare il naturale bisogno dei figli adottivi di ricercare le proprie origini? Angela\, una giovane dell’alta borghesia\, in occasione del matrimonio\, si ritrova sulla scrivania\, lasciato imprudentemente dal loro autista\, il certificato di battesimo col suo vecchio cognome. La lettura di quel foglio la spingerà a recarsi nel paese natio per conoscere i suoi genitori biologici\, ciò che porterà un notevole scompiglio nella sua famiglia\, scatenando in particolare l’ira del padre Attilio. Ma non meno trambusto ci sarà anche in quella di origine\, ritornando a galla una dolorosa storia che sembrava ormai dimenticata e che\, con l’arrivo inatteso dell’avvocato di Attilio\, sembra rivelarsi ancora più drammatica.
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SUMMARY:O DI UNO O DI NESSUNO
DESCRIPTION:Tito e Carlino\, amici di vecchia data cominciano una frequentazione parallela con Melina\, una prostituta. Quando Melina scopre di essere incinta\, senza poter stabilire chi dei due sia il padre\, il legame tra i due amici si incrina irrimediabilmente. Ne scaturiscono scenate di gelosie\, rivalità e giochi di potere\, che non tengono minimamente in considerazione il volere della giovane donna. Melina\, tuttavia\, non resta in silenzio\, rivendica con determinazione la propria indipendenza prendendo in mano il proprio destino. La storia pirandelliana ci presenta un riflesso della società in cui viviamo: il ménage-a trois raccontato\, evidenzia nello specifico la prevaricazione dell’uomo sulla donna. Tito e Carlino sono il prototipo dei giovani analfabeti emotivi e sentimentali\, incapaci di empatizzare con i problemi degli altri\, dominati infine\, da una visione fortemente patriarcale. Melina è una prostituta che vive ai margini e fa di tutto per salvaguardare la convenienza sociale. Il lavoro sulla drammaturgia\, le scelte linguistiche ed estetiche\, riflettono la capacità del Teatro Pirandelliano di raccontare la contemporaneità\, qui e ora.
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SUMMARY:Sarto per signora
DESCRIPTION:Dopo una gioventù molto libertina\, il dottor Moulineaux conduce una vita tranquilla e rispettabile con la moglie Yvonne. Sopraffatto però dai suoi vecchi demoni\, accetta un appuntamento galante al Ballo dell’Opera con una sua paziente\, Suzanne Aubin. Ma\, nonostante le maldestre distrazioni del suo domestico Etienne\, Yvonne ha scoperto tutto! Chiede allora aiuto al suo goffo e poco collaborativo amico Bassinet\, che gli affitta un piccolo appartamento\, occupato precedentemente da una sarta\, da usare per i suoi incontri amorosi. Appena installato con la sua amante nell’appartamento\, il nostro stimato dottore si ritrova coinvolto in una successione di visitatori stravaganti e indesiderati: dalla suocera al marito della sua amante\, dal proprietario del locale alle clienti della sarta\, da una sua ex amante per finire a sua moglie stessa. Questi “invasori” trascineranno Moulineaux in un vortice di bugie\, stratagemmi\, colpi di scena\, equivoci esilaranti e situazioni rocambolesche dal ritmo frenetico. \nNon c’è molto da aggiungere a questa pièce (Tailleur pour dames) di Georges Feydeau\, scritta nel 1886. Un vaudeville frizzante di uno dei maestri della commedia francese\, che vanta innumerevoli messe in scene e anche alcune trasposizioni cinematografiche\, e che è forse la più divertente di tutte le sue fortunatissime pièce. Nella nostra messa in scena l’adattamento dei dialoghi è stato reso leggermente più moderno\, favorendo così l’immediatezza del linguaggio e la fruibilità da parte del pubblico odierno\, l’ambientazione spostata appena qualche anno avanti\, ai primi del novecento\, la colonna sonora sarà originale e sottolineerà i momenti più salienti e divertenti\, contribuendo al ritmo rutilante di questa commedia dai meccanismi perfetti.
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SUMMARY:BENETTON RUGBY vs OSPREYS
DESCRIPTION:Il Benetton Rugby Treviso è un club professionistico italiano di rugby a 15 fondato nel 1932 come GUF Treviso.
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SUMMARY:Andrea Pennacchi - Pojana e i suoi fratelli
DESCRIPTION:Il personaggio di Pojana\, noto ai telespettatori di “Propaganda Live”\, è nato dalla necessità di raccontare alla nazione le storie del nordest che fuori dai confini della neonata Padania nessuno conosceva. È significativo e terribile che i veneti siano diventati\, oggi\, i cattivi: evasori\, razzisti\, ottusi.Di colpo. Da provinciali buoni\, gran lavoratori che per miseria migravano a Roma a fare le servette o i carabinieri (cliché di molti film in bianco e nero) ad avidi padroncini\, così\, di colpo\, con l’ignoranza a fare da denominatore comune agli stereotipi. Un enigma\, che si risolve in racconto che passa in rassegna maschere\, più o meno goldoniane\, specchio di una società intera. Ed eccolo qui\, Franco Ford detto il Pojana\, a raccontare storie con un po’ di verità e un po’ di falsità mescolate\, per guardarsi allo specchio.
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SUMMARY:4 5 6
DESCRIPTION:456 è la storia comica e violenta di una famiglia che\, isolata e chiusa\, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre\, madre e figlio sono ignoranti\, diffidenti\, nervosi. Si lanciano accuse\, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima\, litigano\, pregano\, si odiano. Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. \nE tuttavia occorre una tregua\, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo\, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto\, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.
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SUMMARY:Pino Strabioli e Sabrina Knafiltz
DESCRIPTION:Con Pino Strabioli e Sabrina Knaflitz \nRegia di Pino Strabioli \nI protagonisti Teresa e Agostino\, sono due fratelli immersi nel loro laboratorio di carta artigianale\, molto lontani dagli accadimen= rivoluzionari del 1968 che cambieranno nel profondo il volto del mondo. Teresa e Agostino saranno sorpresi dal giovane Remo\, un nipote inaspePato il cui arrivo cela un personale segreto\, destabilizzante come la Rivoluzione che avanza.\nE’ il 1968 e Roma vibra a tempo di musica\, cinema\, moda\, proteste studentesche. Le donne chiedono a gran voce un radicale cambiamento. Patty Pravo è la regina del Piper. E’ l’inizio di una rivoluzione che muterà il volto della storia. In un piccolo laboratorio di carta artigianale lavorano Teresa e Agostino\, due fratelli che a malincuore\, sono costretti a convivere. Il loro mondo è lì\, tra quelle quattro mura\, a riparo da quella rivoluzione che sembra così distante dalla loro vita che scorre tranquilla. Talmente tranquilla che anche la loro attività ormai sembra un ricordo del passato\, tanto da convincerli a chiudere bottega e ritornare al paese natio\, dove il padre aveva lasciato loro una casa in eredità. Carta Straccia\, inizia proprio da qui; dall’ultimo giorno di apertura del loro piccolo laboratorio di carta artigianale\, quando un periodo della loro vita sembra essere terminato e un altro\, ancora più tranquillo\, pare stia per iniziare.\nMa le strade della vita sono imprevedibili e in quell’anno di svolta tutto sembra possibile. “La svolta” si presenta sotto le sembianze di Remo\, nipote mai conosciuto\, figlio di una sorellastra quasi dimenticata. Remo sembra il personaggio di un romanzo di Palazzeschi\, Remo è come il ’68: una vera rivoluzione per le vite dei due fratelli. Agostino e Teresa decidono di non lasciare più Roma e di accogliere quel nipote gioioso e solare che\, col passare dei giorni\, sembra quasi dominare le loro vite. Tra gelosie e ripicche i due fratelli iniziano a rendersi conto che quel bellissimo ragazzo nasconde un segreto\, un segreto che invano cercano di scoprire. É la storia italiana di quei giorni che irromperà nella vita dei due; la rivoluzione\, tenuta fuori dalla finestra\, è in realtà entrata dalla porta principale. Dopo la fortunata collaborazione de “L’abito da Sposa”\, Pino Strabioli e Mario Gelardi tornano a lavorare insieme per raccontare una piccola fetta d’Italia attraverso il teatro.
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SUMMARY:Eileen Alister
DESCRIPTION:EILEEN ALISTER\, una delle voci emergenti più intense del pop alternativo europeo\, arriva in Italia con il “Honeymoon Motel Tour”  e annuncia la sua prima data italiana\, prodotta da Vivo Concerti. Il live\, previsto il 21 marzo 2026 al Circolo Magnolia di Milano\, sarà un’occasione di portare sul palco italiano tutto il fascino vulnerabile e magnetico della sua musica. \nIl suo debutto ufficiale avviene nel 2020 con il singolo “Sapphire Blue”\, che ha segnato l’inizio di un percorso musicale intimo e raffinato.  Dopo collaborazioni di successo\, come “Voices” con Ddp e Lii – che ha ora superato i 3 milioni di stream – o “I Want…” con Benjamin Amaru ha deciso di abbracciare completamente la dimensione indipendente della sua carriera\, collaborando con il produttore ZID per riscoprire la propria voce artistica. Nel 2024 pubblica il singolo “Lifetime Lover”\, definendosi come una delle voci più originali e promettenti della scena indipendente europea. Nel 2025 Eileen ha annunciato il suo primo tour europeo intitolato “Honeymoon in a Motel”\, con tappe a Manchester\, Amsterdam\, in Germania\, e spettacoli sold-out a Londra e Zurigo\, che partirà ad ottobre 2025. \nCon oltre 67.000 ascoltatori mensili su Spotify e una fanbase in crescita anche sui social\, Eileen Alister si distingue per la capacità di raccontare emozioni autentiche attraverso una musica intima\, avvolgente e profondamente umana.
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LOCATION:Segrate\, Via Enzo Jannacci Via Enzo Jannacci\, Segrate\, Italy\, Milano
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SUMMARY:Cenerentola
DESCRIPTION:L’esclusiva versione creata da Giorgio Madia per il Balletto di Milano è in scena con grande successo dal 2011. Produzione che ha vinto importanti riconoscimenti internazionali tra cui il prestigioso Gold Critics Award\, Cenerentola ha conquistato migliaia di spettatori soprattutto per la genialità della messinscena: dal controluce iniziale che spiega come Cenerentola si ritrovi a vivere con matrigna e sorellastre\, alla tappezzeria della casa identica agli abiti di Cenerentola per sottolinearne lo status all’interno della famiglia\, alla carrozza con i suoi cavalli danzanti\, alla fata sbadata e sensuale\, fino al principe\, naturalmente azzurro. \nSpassosissimo il trio en travesti matrigna/sorellastre: incredibili gag si susseguono dall’inizio alla fine trascinando il pubblico in immancabili applausi a scena aperta. Estrosa ed in linea con lo spettacolo anche la scelta musicale che preferisce Rossini alla consueta partitura di Prokof’ev: il compositore pesarese con la sua musica frizzante\, ironica e spiritosa è perfetto per rappresentare una fiaba fatta di carrozze\, cavalli e scarpette di perraultiana memoria.
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SUMMARY:Rocky - Il Musical
DESCRIPTION:Una iconica storia di riscatto e coraggio come quella di Rocky Balboa\, sembra scritta per un musical. Ispirato all’omonimo film del 1976\, vincitore di tre premi Oscar\, il musical parla del trionfo dello spirito\, della forza e dell’amore. Dai vicoli di Philadelphia al ring leggendario\, con grinta e cuore in parti uguali\, il musical è pieno di poesia\, bellissime canzoni scritte da un grande compositore di Broadway e splendidi numeri di ensemble. Rocky è un musical mozzafiato\,  la musica e le liriche sono dei vincitori del Tony Award e candidati all’Oscar Lynn Ahrens e Stephen Flaherty\, il libretto del pluripremiato Tony Thomas Meehan\, adattato dall’acclamata sceneggiatura nominata all’Oscar di Sylvester Stallone\, lui stesso tra gli autori dello spettacolo. \nRocky Balboa è un piccolo pugile di Filadelfia che viene scelto per affrontare Apollo Creed\, campione mondiale in carica dei pesi massimi\, che doveva invece affrontare un altro campione improvvisamente infortunato.  Mentre Rocky si allena con passione e disciplina per il combattimento\, inizia una relazione con Adriana\, fragile commessa di un piccolo negozio di animali\, stanca di essere maltrattata da suo fratello. Man mano che il loro amore cresce\, Rocky e Adriana trovano ciascuno la propria forza interiore e tirano fuori il meglio l’uno dall’altro. Con grinta e cuore in parti uguali\, Rocky parla del trionfo dello spirito\, della forza e dell’amore.
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LOCATION:Firenze\, Via Delle Cascine\, 41 Via Delle Cascine\, 41\, Firenze\, Italy\, Firenze
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