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SUMMARY:Cascata delle Marmore
DESCRIPTION:Nel cuore dell’Umbria\, la Cascata delle Marmore si inserisce in un’area naturale protetta di straordinaria bellezza\, scrigno di biodiversità e meta da vivere in ogni stagione.Le acque del fiume Velino\, incanalate artificialmente già in epoca romana\, formano un sistema idraulico regolato che unisce la forza della natura alla storia dell’ingegno umano.Acquista il biglietto online e scopri i sentieri\, i belvederi e le meraviglie del parco.Pianifica la tua visita consultando gli orari di rilascio dell’acqua.
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SUMMARY:Galleria Nazionale dell'Umbria
DESCRIPTION:La Galleria Nazionale dell’Umbria è ospitata nel Palazzo dei Priori di Perugia\, sede del Comune fin dall’epoca medievale e significativo esempio di architettura civile gotica.Con un percorso museale completamente rinnovato\, la Galleria nelle sue 39 sale presenta importanti opere del Medioevo e del Rinascimento dovute ad artisti come Arnolfo di Cambio\, Nicola e Giovanni Pisano\, Duccio di Boninsegna\, Gentile da Fabriano\, Beato Angelico\, Benozzo Gozzoli\, Giovanni Boccati e Piero della Francesca\, di cui si conserva il polittico di Sant’Antonio con la celebre Annunciazione sulla cimasa. Una particolare attenzione è dedicata agli artisti umbri Benedetto Bonfigli\, Bartolomeo Caporali\, Fiorenzo di Lorenzo\, Perugino\, Pinturicchio e ai loro allievi e seguaci. Il percorso prosegue con opere del Sei\, Sette e Ottocento per le quali spiccano i nomi Gian Lorenzo Bernini\, Pietro da Cortona\, Jean-Baptiste Wicar e si conclude con una sala dedicata al Novecento della quale sono protagonisti Gerardo Dottori e Alberto Burri. \nOrariDall’1 marzo all’11 giugno 2023da lunedì a domenica dalle 8:30 alle 19:30 (chiusura biglietteria 18:30) \nINFO ridotti:Il ridotto è valido per cittadini UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni \nOmaggio è valido per: visitatori di età inferiore a 18 anni\, docenti e studenti UE delle facoltà di architettura\, di conservazione dei beni culturali\, di scienze della formazione e dei corsi di laurea di lettere e materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia\, portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria\, giornalisti con tesserino in corso di validità\, guide turistiche\, soci ICOM\, dipendenti MiBact – Per maggiori informazioni Clicca qui
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SUMMARY:Bryan Hunt - Solo Show
DESCRIPTION:Bryan Hunt\nSolo Show \nOpening lunedì 10 agosto 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nIn collaborazione con Thomas Brambilla Gallery \nDep Art Out\, in collaborazione con la Galleria Thomas Brambilla\, è lieta di annunciare la mostra personale dell’artista americano Bryan Hunt (n. 1947)\, che inaugurerà il 10 agosto 2026. \nPer questa mostra\, Hunt ha creato una straordinaria scultura site-specific dal titolo Standing Spiral. L’opera\, alta due metri\, è stata concepita in diretta risposta alla geometria architettonica iconica e primordiale del trullo. \nL’opera presenta una caratteristica base conica che omaggia poeticamente le chiancarelle\, i tradizionali tetti in pietra che definiscono il paesaggio della Valle d’Itria. Hunt mette\, così\, in dialogo la memoria del territorio con i linguaggi dell’astrazione contemporanea\, intrecciando la fluidità tipica della sua ricerca scultorea con questa storica architettura rurale. \nCollocata all’interno del trullo\, la scultura dialoga con i volumi interni\, guidando lo sguardo dello spettatore verso la volta zenitale. \nHunt sovverte la gravità architettonica\, trasformando uno storico simbolo di rifugio rurale in un’eterea ricerca che si sviluppa verso l’alto. L’opera funge da vero e proprio axis mundi\, canalizzando l’energia dello spazio interno e proiettandola verso l’apertura della volta\, in un continuo gioco di tensioni verticali. \nNota biografica \nBryan Hunt (1947\, USA) è da sempre stato interessato all’architettura e all’esplorazione spaziale e ha lavorato come assistente tecnico al Kennedy Space Center e successivamente come disegnatore per un ingegnere meccanico. Nel 1968\, Hunt si trasferì a Los Angeles e studiò all’Otis Art Institute. Continuò a vivere e lavorare a Los Angeles fino al 1976\, e fece parte di una scena dinamica che includeva Allan McCollum\, Lynda Benglis\, Bruce Naumann e Chris Burden. Durante questi anni a Los Angeles\, Hunt produsse un corpus di opere straordinario. La curatrice Sue Scott ha definito il 1974 l’anno cruciale della carriera di Hunt. “In soli dodici mesi\, ha creato cinque importanti sculture che hanno portato il suo lavoro in una nuova direzione\, gettando una solida base per anni di intensa creatività. Queste cinque opere – Empire State with Hindenburg\, Nankow Pass (Wall of China)\, Hoover Dam\, Tower of Babel\, e la prima di una serie di aeronavi – con il loro curioso mix di arte\, scienza\, tecnologia e filosofia erano radicalmente diverse dalle sculture allora esposte in gallerie e musei”. Dagli anni 70 in poi Hunt si è dedicato alla serie iconica degli “Airships” che ha sviluppato grazie al suo interesse per l’architettura e lo spazio. Gli Airships sono formati da strutture a forma di dirigibile e sono montate direttamente a muro\, dando l’impressione di essere sospese nello spazio. \nQueste opere rappresentavano una sfida per i seguaci del Minimalismo e della Land Art e una risposta sofisticata e idiosincratica alla scultura classica e moderna. A seguito di queste prime opere\, Hunt si dedicò ad una serie di sculture che rappresentano i volumi di laghi\, cave e cascate\, che sono diventate iconiche. \nChristoph Brockhaus ha scritto che Hunt “è stato interessato alla struttura superficiale di Rodin\, al dialogo tra scultura e piedistallo di Brancusi\, alle forme geometriche del Costruttivismo e al gesto dell’Espressionismo Astratto”. \nBryan Hunt vive e lavora a New York City. Ha esposto in diversi musei e istituzioni tra cui: The Institute for Art and Urban Resources\, The Clocktower\, New York (1974)\, “Young American Artists” al Solomon R. Guggenheim Museum (1978)\, “made by sculptors” allo Stedelijk Museum\, Amsterdam (1978)\, “Decade in Review” al Whitney Museum of American Art (1979) e “Visionary Images” alla Renaissance Society presso l’Università di Chicago (1979). Il suo lavoro è incluso nelle collezioni museali\, tra cui il Museum of Modern Art\, New York; il Whitney Museum of American Art\, New York; l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden\, Washington; il Los Angeles County Museum of Art; e il Museum of Contemporary Art\, Los Angeles. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nThomas Brambilla Gallery \nhttps://www.thomasbrambilla.com/it/\n@thomasbrambillagallery \n Bryan Hunt\nhttps://www.bryanhunt.com\n@bryan9hunt \nL’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
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SUMMARY:Beatriz Morales
DESCRIPTION:Beatriz Morales  \nOpening martedì 21 luglio 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nDal 22 al 26 luglio. Su appuntamento \nA cura di Virginie Puertolas-Syn\nIn collaborazione con Giuliana Schiavone \n  \nNell’ambito della rassegna Puglia Art Project il trullo di Dep Art Out è lieto di ospitare un progetto site-specific dell’artista messicana Beatriz Morales. Visitabile su appuntamento dal 22 al 26 luglio 2026. \nPuglia Art Project invita tre artisti contemporanei di rilievo internazionale a confrontarsi con l’identità unica della Puglia: la sua storia millenaria\, il suo paesaggio e il delicato equilibrio tra natura e cultura che ne caratterizza il territorio. A ciascun artista è stata data carta bianca\, offrendo piena libertà creativa per sviluppare un’opera site-specific ispirata agli elementi fondamentali che definiscono questa regione: il mare\, gli alberi e la pietra. \nSviluppato in tre sedi tra Ostuni\, Ceglie Messapica e Carovigno\, il progetto mette in dialogo Beatriz Morales\, Giovanni Ozzola e David Rickard con il territorio pugliese e le sue molteplici stratificazioni: gli uliveti secolari e i muretti a secco\, la memoria messapica e mediterranea\, la luce intensa e il paesaggio costiero. Attraverso un processo di osservazione e ascolto\, gli artisti sono invitati a lasciarsi guidare dai materiali\, dalle storie e dalle atmosfere del Sud Italia\, trasformandoli in nuove forme espressive. \nCurato da Virginie Puertolas-Syn\, Puglia Art Project nasce dalla collaborazione con Copperfield (Londra)\, Galleria Michela Rizzo (Venezia e Milano)\, Suburbia Contemporary (Barcellona e Lipsia)\, Galleria 32 (Carovigno)\, Giuliana Schiavone e Dep Art (Milano e Ceglie Messapica). \nNota biografica \nBeatriz Morales (Città del Messico\, 1981)\, Beatriz Morales vive e lavora tra Berlino e Hidalgo\, in Messico. In gran parte autodidatta\, ha sviluppato una pratica che fonde una sensibilità astratto-espressionista con materiali artigianali tradizionali\, dalle stratificate “pelli” acriliche alla fibra di agave intrecciata. Il colore e il gesto della mancha — la macchia — sono al centro del suo lavoro\, che si è evoluto in installazioni immersive di grande scala. Tra le presentazioni recenti figurano il Museo Frieder Burda\, Baden-Baden\, e una commissione monumentale al museo MACAY di Mérida. La sua monografia Color Archaeology è stata pubblicata da Kerber nel 2021. Tra le mostre recenti: For Your Oceans da Sotheby’s\, Londra; Bienal Sur\, Città del Messico; e Unbound alla Praxis Gallery\, New York. Le sue opere sono presenti in collezioni internazionali. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083\nout@depart.it \nDep Art OUT – \nVirginie Puertolas-Syn \n@virginie_puertolas_syn \nBeatriz Morales\nwww.beatrizmorales. com \n@beatriz__morales \nL’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
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SUMMARY:Stefano Arienti\, Europa Libera
DESCRIPTION:Stefano Arienti\nEuropa Libera  \nA cura di Carmelo Cipriani \nOpening giovedì 2 agosto 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nDep Art Out è lieta di presentare Europa Libera\, il nuovo intervento site-specific di Stefano Arienti\, concepito appositamente per il trullo di Ceglie Messapica\, a cura di Carmelo Cipriani. \nDa oltre trent’anni Stefano Arienti sviluppa una ricerca che mette in relazione immagine\, materia e territorio\, attraverso gesti essenziali di raccolta\, trasformazione e ricomposizione. La sua pratica si fonda sulla capacità di rivelare il potenziale poetico di materiali ordinari e di elementi naturali\, facendo emergere connessioni inattese tra esperienza e rappresentazione. Carte geografiche\, paesaggi\, fenomeni naturali\, memorie dei luoghi e immagini della cultura visiva vengono continuamente reinterpretati\, dando origine a opere in cui non solo il risultato visivo ma lo stesso processo di costruzione diventa uno strumento collettivo di confronto e conoscenza. \nPer Dep Art Out\, Arienti realizza una monumentale mappa politica dell’Europa utilizzando esclusivamente materiali raccolti nel terreno circostante il trullo. Pietre e altri elementi naturali vengono ricomposti in un grande disegno percorribile dal pubblico\, trasformando il suolo in un’immagine. L’opera è pensata come uno spazio da attraversare fisicamente\, nel quale il visitatore entra letteralmente all’interno della geografia europea. Il disegno colloca simbolicamente la Puglia al centro della composizione\, facendo coincidere il trullo con uno dei punti nevralgici della carta. Il luogo che ospita l’intervento diventa il fulcro stesso della rappresentazione\, suggerendo un ribaltamento della prospettiva geografica: l’Europa è ripensata a partire da un luogo concreto\, periferico solo in apparenza\, storicamente affacciato sul Mediterraneo e naturalmente proiettato verso Oriente. \n«L’intervento – sostiene il curatore Carmelo Cipriani – s’inserisce in una linea di ricerca che attraversa da anni il lavoro dell’artista: la costruzione di immagini complesse mediante l’accumulazione di elementi naturali o di recupero\, capaci di conservare la propria identità pur contribuendo a una figura o struttura di valenza collettiva. Ne è un esempio Gocce\, installazione site-specific realizzata nel Museo Nazionale di San Marino\, in cui Arienti ha delineato la geografia d’Europa attraverso una moltitudine di vasetti di vetro. A Ceglie Messapica questa ricerca in cui il materiale non è mai un semplice mezzo espressivo\, ma determina il significato stesso dell’immagine\, trova una declinazione inedita. La pietra sostituisce il vetro\, introducendo una dimensione geologica e storica profondamente radicata nel paesaggio pugliese. Sono le stesse pietre che\, raccolte nei campi nel corso dei secoli\, hanno dato forma ai muri a secco\, ai terrazzamenti e ai trulli\, trasformando un materiale naturale in un elemento identitario del territorio. La mappa dell’Europa nasce così dalla stessa materia che costruisce il paesaggio locale\, mettendo in relazione la scala continentale con quella più intima e quotidiana della campagna murgiana. L’unico elemento cromatico adottato è l’azzurro\, identificativo di mare e cielo\, ma anche della bandiera europea. È una presenza minima ma decisiva\, capace di unire la dimensione naturale del paesaggio con quella simbolica e istituzionale della costruzione europea. Il colore diventa così un segno di appartenenza\, ma anche un invito a riflettere sul significato stesso dell’idea di Europa». \nL’opera ha una connotazione apertamente politica. La carta geografica non viene utilizzata per affermare la stabilità dei confini\, ma per interrogare il ruolo dell’Unione Europea nel presente. Arienti propone un’immagine del continente come spazio condiviso\, fondato sulla responsabilità collettiva più che sull’appartenenza nazionale. L’intervento richiama il valore delle istituzioni sovranazionali come strumenti di cooperazione\, di pace e di mediazione tra i popoli\, contrapponendo la costruzione di una comunità politica solidale alla logica degli imperi e delle opposizioni geopolitiche. Più che disegnare una carta geografica\, Stefano Arienti costruisce una geografia della materia\, nella quale il paesaggio di Ceglie Messapica diventa il punto da cui ripensare l’Europa\, la sua identità e il suo futuro. \nNota biografica \nStefano Arienti (Asola\, Mantova\, 1961) vive e lavora a Milano. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri\, dove incontra Corrado Levi\, il suo primo maestro. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano\, assieme ad altri giovani artisti\, nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia. La sua ricerca affonda le radici nel gesto manuale e nella sperimentazione tecnica. Collage\, piegatura\, cancellatura o incisione diventano strumenti di trasformazione al pari delle tecniche tradizionali come la pittura o la scultura. Il suo lavoro si nutre di immagini tratte tanto dalla storia dell’arte quanto dalla cultura popolare\, sottoposte a processi di manipolazione e riscrittura. \nHa tenuto una lunga serie di mostre personali in musei e istituzioni d’arte italiane e straniere\, fra cui il MAXXI di Roma\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino\, le Fondazioni Querini Stampalia e Bevilacqua La Masa di Venezia\, il Palazzo Ducale di Mantova\, la Galleria Civica di Modena\, il Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova\, i Chiostri di Sant’Eustorgio a Milano e la Galleria Nazionale di San Marino. Negli Stati Uniti: ArtPace San Antonio\, Texas e Isabella Stewart Gardner Museum\, Boston. Ha altresì partecipato a numerose mostre collettive in Italia ed all’estero\, fra cui le Biennali di Venezia\, Istanbul e Gwanjiu. Ha viaggiato soprattutto in Europa\, Nord America e Asia\, partecipando anche a programmi di residenza per artisti negli Stati Uniti\, a San Francisco\, Boston e San Antonio\, in India\, a Nuova Delhi e in Francia\, a Clisson. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo \nDep Art OUT – out@depart.it | +39 388 8550083 \nStefano Arienti\nwww.stefanoarienti.it \nL’evento è patrocinato dell’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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SUMMARY:Milan Art Exhibtion
DESCRIPTION:Come tutti gli anni l’organizzatore riunisce artisti di varia provenienza (Corea\, Giappone\, Slovacchia\, Germania\, Italia\, Francia) che accompagna in un percorso espositivo che vede le proprie tappe a Roma\, Firenze\, Milano e Venezia. \nUna formula questa che trova riscontro da parte degli artisti che hanno l’opportunità di conoscere nuove estimatori del pubblico che ha l’opportunità di entrare in contatto con linguaggi artisti anche molto lontani dalla nostra tradizione.
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SUMMARY:Collettiva 04/BLUE
DESCRIPTION:mostra collettiva a cura di Giacomo Gentilcore. \nL’esposizione presenterà i lavori di 22 artisti\, legati dal comune riferimento del colore blu\, creando un dialogo visivo immediato tra opere di linguaggi e stili anche molto distanti. \nIl vernissage si terrà martedì 1 Settembre alle ore 18:00 presso la sede della nostra galleria in via Nicola Antonio Porpora 16/A.
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SUMMARY:Contemporary Art in Milano
DESCRIPTION:Mostra collettiva internazionale realizzata in collaborazione con la Patricia\nCancelo Art Gallery BCN.\nL’esposizione\, che si terrà dal 10 al 18 luglio\, vedrà il suo momento inaugurale con il\nVernissage di sabato 11 luglio a partire dalle ore 17.30\, con ingresso libero per il\npubblico.\nCurata da Patricia Cancelo\, la mostra offre un affascinante spaccato sull’arte\ncontemporanea globale\, riunendo le ricerche di otto artisti provenienti da diversi\nbackground culturali. Il percorso espositivo si articola attraverso una varietà di\nlinguaggi espressivi e stili\, spaziando dalla pittura alla scultura\, per esplorare le\nmolteplici sfaccettature della creatività odierna.\nSotto la guida critica della curatrice\, l’evento si propone come un punto di\nincontro e di confronto culturale\, dove la pluralità delle voci artistiche si fonde in\nun racconto visivo unico e coerente.\nGli otto artisti protagonisti di questo dialogo visivo sono:\nEkaterina Zag – Neus Pino – Esperanza García – Camilla Fransrud – Carmen\nCarrasco – Enrique Sama – Joanmanel Matas – Priya Selvarasa
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SUMMARY:Geometria e Natura di Annamaria Gelmi
DESCRIPTION:Annamaria Gelmi\nGEOMETRIA e NATURA\na cura di Federico Sardella\nin collaborazione con LOOM GALLERY\, Milano\nOpening martedì 7 luglio 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00\nDopo la mostra di Alex Dorici\, la stagione estiva 2026 di Dep Art Out prosegue con Geometria e natura\, una mostra dedicata ad Annamaria Gelmi che presenta\, sotto ai coni del trullo di Dep Art Out\, un’installazione site specific concepita appositamente per questo luogo. \nLa mostra\, a cura di Federico Sardella e realizzata in collaborazione con Loom Gallery (Milano)\, si inserisce nella programmazione di Dep Art Out\, confermando la vocazione di questo spazio ad accogliere il lavoro degli artisti stimolandoli a confrontarsi con la sua architettura e favorendo la produzione di opere realizzate sul posto. Qui\, tra muri a secco e cielo aperto\, l’arte non si adagia: si mette alla prova. Il trullo diventa laboratorio\, dispositivo e scena. Un luogo che non solo accoglie\, ma partecipa. \nNasce da questo dialogo l’installazione site specific di Annamaria Gelmi: un lavoro che l’artista stessa ha scelto di considerare un work in progress\, aperto alle possibilità offerte dallo spazio. Il progetto prevede un intervento a terra\, dove sarà collocato uno specchio quadrato circondato da elementi blu-verdi\, in relazione con un’opera sospesa in carta giapponese\, una striscia lunga circa cinque metri realizzata nel 1978. La trasparenza della carta\, sulla cui superficie compaiono tracce di acquerello e gessetti che evocano il fogliame mosso dal vento\, il suo peso quasi inesistente\, la struttura impalpabile e la collocazione aerea\, insieme alla presenza dello specchio che occupa il suolo\, contribuiscono a una ulteriore dilatazione dello spazio. \nCome osserva la stessa artista\, l’opera resta volutamente aperta alle condizioni dell’allestimento: «Questa installazione è da definire in fase di allestimento… la striscia di carta giapponese si può appendere al soffitto\, può essere sospesa in modo che si possa specchiare. Diversamente\, in alternativa potrei aggiungere una catena ugualmente sospesa in corrispondenza del centro dello specchio\, per rendere palpabile una possibile idea di infinito nella profondità…». \nÈ proprio questa apertura il cuore del progetto: l’opera non si chiude prima di nascere. Accoglie l’architettura\, la luce e il movimento delle forme che la circondano. Si adatta\, respira\, decide insieme alle strutture portanti\, nelle quali può arrivare a insinuarsi\, come fosse un’edera. \nNel trullo\, architettura ancestrale simbolo di equilibrio tra uomo e natura\, le opere di Annamaria Gelmi trovano una risonanza inedita. La geometria alla quale\, da sempre\, l’artista si riferisce\, qui non è rigidità\, ma ritmo. È ordine e tensione. Il cerchio della pietra incontra il quadrato dello specchio. La verticale della carta incontra l’orizzonte del suolo\, in un dialogo di forme che non si combattono\, ma si ascoltano. \nGeometria e natura mette così in relazione tempi\, materiali e percezioni: il presente e il passato dell’artista\, la solidità luminosa dei materiali specchianti e l’etereità di quelli sospesi\, la perfezione della forma geometrica e la sostanza vitale della natura. Chi entra nel trullo è invitato a confrontarsi con lo spazio e con il proprio riflesso\, diventando parte dell’opera. \nAnnamaria Gelmi\, con il suo linguaggio rigoroso e poetico\, ci ricorda che natura e geometria non sono opposte. Sono due modi di osservare lo stesso mistero\, due forme attraverso cui si manifesta un medesimo principio di equilibrio e trasformazione. \n\nNota biografica\nAnnamaria Gelmi (Trento\, 1943) vive e lavora a Trento. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte di Trento\, all’Accademia di Brera con Cantatore e all’Accademia di Venezia con Saetti\, avvia nel 1968 una ricerca incentrata su plexiglas\, metacrilato e materiali plastici\, creando opere basate su trasparenza\, luce\, ombra e relazione con lo spazio. Negli anni Ottanta introduce il colore e richiami all’architettura classica\, mentre negli anni Novanta tali elementi si trasformano in segni simbolici e in una riflessione sullo spazio come dimensione mentale. Parallelamente realizza sculture e installazioni in ferro\, pietra\, ottone e vetro. Dal 2000 sviluppa soprattutto opere in ferro\, esponendo in musei\, gallerie e istituzioni in Italia e all’estero. Ha partecipato a importanti rassegne internazionali\, tra cui la Biennale di Venezia\, Manifesta 7 e numerose biennali di scultura\, affermandosi come figura significativa dell’arte contemporanea italiana. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT | out@depart.it \nLOOMGALLERY\nwww.loomgallery.com | @loom_gallery \nAnnamaria Gelmi\nwww.annamariagelmi.com | @gelmi.annamaria
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SUMMARY:Alex Dorici
DESCRIPTION:Alex Dorici\nInstallation Rope 98 Meters – Slack  \nOpening sabato 27 giugno 2026\nDalle ore 19.30 alle 21.30 \nIn collaborazione con Arte 50\, Cureglia (Svizzera) \nDep Art Out è lieta di presentare Installation Rope 98 Meters – Slack\, progetto inedito di Alex Dorici realizzato appositamente per il trullo di Ceglie Messapica. \nCon questo intervento\, Dorici segna un nuovo capitolo all’interno della serie Installation Rope\, sviluppata negli anni attraverso linee tese\, geometrie rigide e strutture capaci di ridefinire architettura e spazio mediante una forte tensione costruttiva. La poetica di Dorici si fonda sull’idea che lo spazio non sia un contenitore neutro\, ma una materia attiva che si può ri-costruire\, alterare e percepire diversamente.\nNella sua serie più iconica\, la corda diventa una linea spaziale che sostituisce il segno tradizionale del disegno. Grazie a questi progetti necessariamente site-specific le sue opere sono entrate a far parte di collezioni pubbliche e private\, con realizzazioni sia indoor che outdoor. \nNel progetto concepito per Dep Art Out\, l’artista abbandona per la prima volta la rigidità della linea retta per confrontarsi con la curva\, con il peso e con la gravità. La corda non viene più utilizzata come elemento che impone ordine e controllo allo spazio\, ma si lascia attraversare dalla sospensione\, dal cedimento\, dall’instabilità.\nQuesta svolta radicale nasce da un confronto diretto con l’architettura del trullo: uno spazio ancestrale costruito in pietra a secco\, dove dimensione vernacolare e tensione quasi sacrale convivono in equilibrio. Di fronte a una struttura tanto forte e identitaria\, Dorici rinuncia volutamente a qualsiasi gesto monumentale o invasivo\, scegliendo invece una presenza leggera\, organica\, silenziosa\, magicamente sospesa. \nLe corde scendono dalla cupola centrale formando grandi catenarie che attraversano lo spazio in modo libero e instabile. Alcune rimangono a mezz’aria\, una sfiora il pavimento\, un’altra eccede volutamente lasciando parte del cordame disteso a terra. Un nodo sospeso al centro dello spazio può essere raggiunto dal visitatore che\, interagendo con l’opera\, modifica lievemente il disegno e l’equilibrio delle linee. \nLa scelta del bianco nasce dalla volontà di instaurare con il trullo una convivenza visiva discreta: durante il giorno la corda tende a confondersi con l’architettura e con la luce naturale\, generando una relazione sottile fatta di apparizioni\, vuoti e tensioni minime. Questo dialogo appartiene da tempo alla ricerca di Dorici\, in cui la luce non è mai un semplice elemento scenografico\, ma un dispositivo capace di modificare radicalmente il comportamento dell’opera e il rapporto tra presenza e assenza. \nCon l’attivazione delle lampade UV\, l’equilibrio percettivo tra architettura e installazione si ribalta completamente. Se durante il giorno è la corda a lasciare spazio alla forza materica del trullo\, nella dimensione notturna è invece l’architettura a ritirarsi visivamente\, lasciando emergere la presenza luminosa della corda che sembra galleggiare nello spazio come un disegno sospeso e immateriale. \nInstallation Rope 98 Meters – Slack segna così un momento decisivo nella ricerca dell’artista: la linea perde il proprio carattere autoritario e costruttivo per diventare vulnerabile\, mutevole e sensibile alla gravità\, al tempo e alla presenza umana.\nPiù che occupare lo spazio\, l’opera sembra ascoltarlo.
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SUMMARY:Dep Art Gallery. 20 Anni
DESCRIPTION:DEP ART GALLERY | 20 ANNI\n2006 – 2026\nA cura di Antonio Addamiano\nMilano\, Dep Art Gallery\n24 giugno 2026 – 19 settembre 2026\nOpening 23 giugno\, dalle 18.00 \nDep Art Gallery celebra il ventesimo anniversario della sua attività con una mostra che è insieme bilancio e manifesto. Non una retrospettiva\, ma una ricognizione visiva: ventisei artisti\, ventisei mostre personali che hanno segnato la storia della galleria\, ciascuno rappresentato da un’opera scelta a testimoniare la coerenza di un percorso. \nL’allestimento segue una logica spaziale e narrativa precisa. Ad aprire il percorso espositivo è un’opera di Mario Nigro\, artista che il fondatore e direttore Antonio Addamiano scelse di esporre in occasione dell’inaugurazione della galleria 20 anni fa\, nel 2006\, nella sede di Via Giuriati. La mostra continua al piano interrato dove si dispiega la storia delle origini: da Alberto Gianquinto a Pino Pinelli\, ma anche Salvo\, Alberto Biasi ed Emilio Scanavino\, così\, in ordine cronologico\, la galleria ripercorre i suoi primi anni attraverso le opere di artisti che ne hanno definito l’identità. Non è casuale che Pinelli chiuda questo piano: la sua personale fu l’ultima mostra nella sede storica della galleria\, un congedo e insieme una soglia. \nAl piano superiore il racconto continua: nel 2015 la galleria inaugurò la nuova sede di Via Comelico con una mostra di Turi Simeti\, e da lì prosegue il percorso\, da Piero Fogliati a Gerold Miller\, passando per Alighiero Boetti\, Wolfram Ullrich\, Carlos Cruz-Diez\, Regine Schumann\, Imi Knoebel\, a mostrare come la ricerca si sia evoluta senza mai perdere il filo: quello di un’arte che interroga la percezione\, lo spazio\, la materia\, la memoria. \nAlcune di queste mostre sono state possibili grazie a collaborazioni con curatori di straordinaria competenza e sensibilità\, con i quali si è costruito nel tempo un rapporto di fiducia e stima reciproca. La condivisione di una visione\, di relazioni\, di studio\, di rischio intellettuale è ciò che ha orientato ogni scelta in questi vent’anni\, e continua a farlo.
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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SUMMARY:Milan Art Exhibtion
DESCRIPTION:Come tutti gli anni l’organizzatore riunisce artisti di varia provenienza (Corea\, Giappone\, Slovacchia\, Germania\, Italia\, Francia) che accompagna in un percorso espositivo che vede le proprie tappe a Roma\, Firenze\, Milano e Venezia. \nUna formula questa che trova riscontro da parte degli artisti che hanno l’opportunità di conoscere nuove estimatori del pubblico che ha l’opportunità di entrare in contatto con linguaggi artisti anche molto lontani dalla nostra tradizione.
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SUMMARY:Collettiva 04/BLUE
DESCRIPTION:mostra collettiva a cura di Giacomo Gentilcore. \nL’esposizione presenterà i lavori di 22 artisti\, legati dal comune riferimento del colore blu\, creando un dialogo visivo immediato tra opere di linguaggi e stili anche molto distanti. \nIl vernissage si terrà martedì 1 Settembre alle ore 18:00 presso la sede della nostra galleria in via Nicola Antonio Porpora 16/A.
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SUMMARY:Contemporary Art in Milano
DESCRIPTION:Mostra collettiva internazionale realizzata in collaborazione con la Patricia\nCancelo Art Gallery BCN.\nL’esposizione\, che si terrà dal 10 al 18 luglio\, vedrà il suo momento inaugurale con il\nVernissage di sabato 11 luglio a partire dalle ore 17.30\, con ingresso libero per il\npubblico.\nCurata da Patricia Cancelo\, la mostra offre un affascinante spaccato sull’arte\ncontemporanea globale\, riunendo le ricerche di otto artisti provenienti da diversi\nbackground culturali. Il percorso espositivo si articola attraverso una varietà di\nlinguaggi espressivi e stili\, spaziando dalla pittura alla scultura\, per esplorare le\nmolteplici sfaccettature della creatività odierna.\nSotto la guida critica della curatrice\, l’evento si propone come un punto di\nincontro e di confronto culturale\, dove la pluralità delle voci artistiche si fonde in\nun racconto visivo unico e coerente.\nGli otto artisti protagonisti di questo dialogo visivo sono:\nEkaterina Zag – Neus Pino – Esperanza García – Camilla Fransrud – Carmen\nCarrasco – Enrique Sama – Joanmanel Matas – Priya Selvarasa
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SUMMARY:SALON PRIMO 2026
DESCRIPTION:“Mi ricordo\, nel 1994\, da studente di Brera\, di aver fatto l’esposizione Salon Primo; in\nquesta occasione gli studenti dell’Accademia esponevano per la prima volta in una\nGalleria.\nPresentai i miei lavori allo Studio Invernizzi. Mi ricordo l’emozione\, la tensione ma anche la\nfelicità di quella piccola mostra.\nAdesso\, che dell’Accademia di Brera sono professore di Pittura\, grazie alla diponibilità\ndell’amico Andrea Colombo e della sua iKonica Art Gallery di Milano e con il Patrocinio\ndell’Accademia di Belle Arti di Brera\, ho deciso di ricambiare\, di dare l’opportunità agli\nstudenti più talentuosi e preparati di “rompere il ghiaccio”.\nSono i miei “ragazzi e ragazze”\, con cui abbiamo lavorato per tre anni\, sono bravi\, sono\nseri nel lavoro e hanno talento. Come tutti hanno bisogno di occasioni per emergere e di\nvisibilità.\nDa tempo con Andrea giravamo intorno a questa idea e finalmente i nostri entusiasmi\nhanno generato questa prima iniziativa nel Giugno del 2025 e\, con assoluto piacere\, la\nripetiamo il prossimo venerdì 12 Giugno 2026 al fine di presentare giovani artisti validi\,\navvicinare nuovi collezionisti\, aprire una nuova porta alla pittura\, al dialogo e alla cultura\nin città”
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SUMMARY:Ritorno alla bellezza | Opere pittoriche di Antonella Iris de Pascale
DESCRIPTION:Via G.Lunati\, 14\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \nDal 5 al 14 giugno 2026 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzato da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nOpere di: Antonella Iris de Pascale \nMostra personale del percorso pittorico maturato durante gli anni dall’artista Antonella Iris de Pascale presentata da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale. L’esposizione all’interno dei locali della nuova sede dell’associazione di Frascati è a cura di Alessandro Giansanti. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati i lavori pittorici dell’artista insieme ad una selezione di inediti e di tele storiche. Le anime come iconica firma della pittrice segnano una serie sviluppatasi in circa quarant’anni di costante produzione e ricerca (attiva sin dal 1983). L’artista (in arte Iris)\, Firenze classe ‘64\, viene presentata attraverso una sequenza di quadri che ne immortalano lo sviluppo artistico nel corso degli anni. \nLa mostra segna un punto di ritorno da parte dell’artista dopo un lungo viaggiare: dopo la chiusura della terza tappa del progetto e percorso itinerante e monografico dal titolo “Trasformazioni in viaggio” (ispirato dalla serie prodotta durante alcuni viaggi nel mondo in cui l’artista è riuscita a creare opere di contaminazioni tra il Salento e Buenos Aires\, il Marocco e l’Andalusia)\, la Iris de Pascale crea un incontro che parte da una domanda a lei fondamentale.. Oggi cos’è la bellezza? \nLa mostra aprirà venerdì 05 giugno dalle ore 18 fino alle ore 20.30 nella nuova sede di Via G.Lunati 14\, 00044 Frascati (RM) e proseguirà fino al 14 giugno seguendo l’orario di galleria: martedì\, mercoledì\, venerdì\, sabato: 10-12:30/16-19:30\, giovedì e domenica: 10-12:30 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Ce Sta Sempe Na Via di Roberto Colella
DESCRIPTION:Roberto Colella presenta “Ce Sta Sempe Na Via” a Villa Fiorentino \n​L’esordio solista dell’ex frontman de La Maschera approda a Sorrento tra rinascita ed evoluzione. \n​Sorrento sabato 30 maggio\, la prestigiosa cornice di Villa Fiorentino ospiterà lo showcase e relativo firmacopie di “Ce Sta Sempe Na Via”\, il nuovo attesissimo progetto solista di Roberto Colella. Dopo dodici anni trascorsi alla guida della band napoletana La Maschera\, l’autore\, compositore e polistrumentista intraprende un nuovo percorso artistico\, mettendo a nudo un’anima musicale intima e potente. \n​Il cuore narrativo del disco risiede nel concetto di rinascita\, Colella esplora la metamorfosi dello spirito: dalla solitudine individuale a quella collettiva di un popolo\, dalla passione che consuma a quella che risveglia nuove visioni. L’album si snoda tra ballate delicate e brani energici\, offrendo una pluralità di suoni e atmosfere universali. \n​L’incontro sarà moderato da Mariella Nica e Franco Maresca di Progetti D’autore\, che dialogheranno con l’artista per approfondire la genesi delle canzoni e il significato profondo di questo capitolo da solista. \n​ INFO EVENTO \n\nData: 30 maggio2026\, ore 19:00\nLuogo: Villa Fiorentino\, Sorrento\nIngresso: Libero\nModeratori: Mariella Nica e Franco Maresca (Progetti D’autore)Contatti e Info: 328 200 51 69
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SUMMARY:Kronos Expo 2026 – Summer Edition
DESCRIPTION:L’evento di riferimento per i collezionisti di numismatica e filatelia di qualità. \nSi terrà a Castellammare di Stabia la nuova edizione di Kronos Expo 2026 versione estiva\, una manifestazione di prestigio dedicata alla valorizzazione del patrimonio storico e documentale. \nL’evento rappresenta un punto d’incontro privilegiato per professionisti e appassionati alla ricerca di pezzi rari e materiale per la conservazione delle proprie raccolte. \nL’esposizione\, ospitata presso la sala eventi di Villa Gran Bruro\, offrirà un’ampia selezione nei seguenti settori: \nNumismatica e Filatelia: Monete\, medaglie\, francobolli e documenti di storia postale selezionati per rarità e stato di conservazione. \nStrumenti per il collezionista: Ampio assortimento di cataloghi aggiornati\, raccoglitori di alta qualità e accessori tecnici per la classificazione e la protezione dei vostri beni. \nOggettistica e preziosi: Una sezione dedicata all’oggettistica varia di pregio\, giocattoli\, gioielli vintage e strumenti di scrittura da collezione\, penne stilografiche\, orologi d’epoca. \nProgramma e orari: \nL’ingresso è aperto a tutti con le seguenti date e orari: \nVenerdì 29 maggio: Apertura dalle ore 9\, chiusura alle ore 19 circa (orario continuato). \nSabato 30 maggio: Apertura dalle ore 9\, chiusura alle ore 17 circa. \nLocalità: \nVilla Gran Bruro (Sala eventi) – Via Vecchia Fontanelle n.23\, Castellammare di Stabia (Napoli) \nServizi logistici: \nAl fine di favorire la partecipazione del pubblico\, l’organizzazione garantisce i seguenti servizi: \nIngresso gratuito: Accesso libero all’intera area espositiva per entrambe le giornate. \nParcheggio gratuito: Area di sosta riservata ai visitatori situata nelle immediate vicinanze dell’ingresso. \nVi aspettiamo per condividere l’eccellenza e la passione che da sempre contraddistinguono Kronos Expo. \nUn appuntamento imperdibile per arricchire le vostre collezioni e consultare le ultime novità editoriali e tecniche del settore. \nPer ulteriori dettagli\, si invita a contattare la segreteria organizzativa alla pagina Facebook: ANFC • Associazione Numismatica\, Filatelica e Collezionistica.
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SUMMARY:Liminal: between reality and the virtual” & “When the earth speaks from Texas to Milan
DESCRIPTION:La galleria presenta una stimolante doppia esposizione: \n“Liminal: between reality and the virtual”: Una mostra collettiva che esplora il confine tra realtà e virtuale attraverso la fotografia\, le creazioni digitali e l’uso dell’intelligenza artificiale\, con opere di artisti come Anne Avaux\, Carme Gotsens\, Boxados Ruiz\, Oriol Puigdomenech\, Giorgia Art\, Antonio Aguirre\, Dimitrios Paterakis\, Incertagloria\, Mireia Norberto e Arnau Tasies.\n“When the Earth Speaks from Texas to Milan”: La personale dell’artista Marjorie Parker\, che porta in galleria i suoi intensi scatti incentrati sui suggestivi e lontani paesaggi texani
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SUMMARY:Milan Art Exhibtion
DESCRIPTION:Come tutti gli anni l’organizzatore riunisce artisti di varia provenienza (Corea\, Giappone\, Slovacchia\, Germania\, Italia\, Francia) che accompagna in un percorso espositivo che vede le proprie tappe a Roma\, Firenze\, Milano e Venezia. \nUna formula questa che trova riscontro da parte degli artisti che hanno l’opportunità di conoscere nuove estimatori del pubblico che ha l’opportunità di entrare in contatto con linguaggi artisti anche molto lontani dalla nostra tradizione.
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SUMMARY:Collettiva 04/BLUE
DESCRIPTION:mostra collettiva a cura di Giacomo Gentilcore. \nL’esposizione presenterà i lavori di 22 artisti\, legati dal comune riferimento del colore blu\, creando un dialogo visivo immediato tra opere di linguaggi e stili anche molto distanti. \nIl vernissage si terrà martedì 1 Settembre alle ore 18:00 presso la sede della nostra galleria in via Nicola Antonio Porpora 16/A.
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LOCATION:iKonica Art Gallery\, Via N. A. Porpora 16/A\, Milano\, MI\, 20131\, Italy
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SUMMARY:Contemporary Art in Milano
DESCRIPTION:Mostra collettiva internazionale realizzata in collaborazione con la Patricia\nCancelo Art Gallery BCN.\nL’esposizione\, che si terrà dal 10 al 18 luglio\, vedrà il suo momento inaugurale con il\nVernissage di sabato 11 luglio a partire dalle ore 17.30\, con ingresso libero per il\npubblico.\nCurata da Patricia Cancelo\, la mostra offre un affascinante spaccato sull’arte\ncontemporanea globale\, riunendo le ricerche di otto artisti provenienti da diversi\nbackground culturali. Il percorso espositivo si articola attraverso una varietà di\nlinguaggi espressivi e stili\, spaziando dalla pittura alla scultura\, per esplorare le\nmolteplici sfaccettature della creatività odierna.\nSotto la guida critica della curatrice\, l’evento si propone come un punto di\nincontro e di confronto culturale\, dove la pluralità delle voci artistiche si fonde in\nun racconto visivo unico e coerente.\nGli otto artisti protagonisti di questo dialogo visivo sono:\nEkaterina Zag – Neus Pino – Esperanza García – Camilla Fransrud – Carmen\nCarrasco – Enrique Sama – Joanmanel Matas – Priya Selvarasa
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SUMMARY:SALON PRIMO 2026
DESCRIPTION:“Mi ricordo\, nel 1994\, da studente di Brera\, di aver fatto l’esposizione Salon Primo; in\nquesta occasione gli studenti dell’Accademia esponevano per la prima volta in una\nGalleria.\nPresentai i miei lavori allo Studio Invernizzi. Mi ricordo l’emozione\, la tensione ma anche la\nfelicità di quella piccola mostra.\nAdesso\, che dell’Accademia di Brera sono professore di Pittura\, grazie alla diponibilità\ndell’amico Andrea Colombo e della sua iKonica Art Gallery di Milano e con il Patrocinio\ndell’Accademia di Belle Arti di Brera\, ho deciso di ricambiare\, di dare l’opportunità agli\nstudenti più talentuosi e preparati di “rompere il ghiaccio”.\nSono i miei “ragazzi e ragazze”\, con cui abbiamo lavorato per tre anni\, sono bravi\, sono\nseri nel lavoro e hanno talento. Come tutti hanno bisogno di occasioni per emergere e di\nvisibilità.\nDa tempo con Andrea giravamo intorno a questa idea e finalmente i nostri entusiasmi\nhanno generato questa prima iniziativa nel Giugno del 2025 e\, con assoluto piacere\, la\nripetiamo il prossimo venerdì 12 Giugno 2026 al fine di presentare giovani artisti validi\,\navvicinare nuovi collezionisti\, aprire una nuova porta alla pittura\, al dialogo e alla cultura\nin città”
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DESCRIPTION:“Mi ricordo\, nel 1994\, da studente di Brera\, di aver fatto l’esposizione Salon Primo; in\nquesta occasione gli studenti dell’Accademia esponevano per la prima volta in una\nGalleria.\nPresentai i miei lavori allo Studio Invernizzi. Mi ricordo l’emozione\, la tensione ma anche la\nfelicità di quella piccola mostra.\nAdesso\, che dell’Accademia di Brera sono professore di Pittura\, grazie alla diponibilità\ndell’amico Andrea Colombo e della sua iKonica Art Gallery di Milano e con il Patrocinio\ndell’Accademia di Belle Arti di Brera\, ho deciso di ricambiare\, di dare l’opportunità agli\nstudenti più talentuosi e preparati di “rompere il ghiaccio”.\nSono i miei “ragazzi e ragazze”\, con cui abbiamo lavorato per tre anni\, sono bravi\, sono\nseri nel lavoro e hanno talento. Come tutti hanno bisogno di occasioni per emergere e di\nvisibilità.\nDa tempo con Andrea giravamo intorno a questa idea e finalmente i nostri entusiasmi\nhanno generato questa prima iniziativa nel Giugno del 2025 e\, con assoluto piacere\, la\nripetiamo il prossimo venerdì 12 Giugno 2026 al fine di presentare giovani artisti validi\,\navvicinare nuovi collezionisti\, aprire una nuova porta alla pittura\, al dialogo e alla cultura\nin città”
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SUMMARY:Dalla Soglia del Visibile ai Soft Cores: la Vibrazione del Presente –  Luca Bonfanti
DESCRIPTION:Il percorso espositivo di Luca Bonfanti si configura come un viaggio filosofico e materico\nattraverso gli strati della percezione\, un’indagine profonda sul confine tra ciò che è\nmanifesto e ciò che si cela nel profondo del nostro sentire. La mostra delinea una vera e\npropria parabola ascendente: un cammino che parte dall’assoluta sottrazione interiore\nper approdare all’esplosione vibrante e sensoriale della contemporaneità.\nIl punto di partenza spirituale è affidato ai Silenti / RGB. Questi lavori\, che costituiscono il\ncuore della ricerca presentata nella sua mostra personale alla Fondazione Stelline nel\n2023-2024\, operano attraverso la poetica del “togliere”. Sono monocromi totali in cui\nl’artista azzera il rumore del mondo attraverso la triade cromatica e alchemica della\npittura: il Rosso\, il Giallo e il Blu. Il silenzio visivo diventa qui uno spazio di meditazione pura\,\nun vuoto fertile in cui l’osservatore è costretto a guardarsi dentro\, spogliandosi del\nsuperfluo attraverso un profondo percorso di sottrazione interiore.\nDa questa purificazione intima si giunge alla soglia dei Fringe. Se i Silenti erano l’invisibile e\nl’essenza\, i Fringe rappresentano il limite\, la frangia\, il confine esatto in cui la percezione si\nfa complessa. Le superfici si stratificano e si sovrappongono. I Fringe sono finestre liminali\nche raccontano la nostra costante tensione verso il superamento del limite\, il tentativo di\ncogliere ciò che sta oltre il velo della realtà ordinaria.\nQuesto lungo cammino di svelamento trova il suo culmine e il suo massimo peso specifico\nnell’attualità dirompente delle Vibe-flavored Candy. Definite dall’artista come veri e propri\nSoft Cores\, queste opere polimateriche introducono l’estetica del morbido\, del sinuoso\, di\nun’attrazione quasi ipnotica che stimola simultaneamente il vedere e il sentire. In esse\nrisiede il concetto archetipico e vitale della dualità: ciò che all’occhio appare rigido\,\nsolido e tagliente\, rivela in realtà una natura morbida\, duttile\, accogliente. È la\ncontraddizione stessa dell’esistenza e dell’attualità. Sotto le sembianze di un seducente\nfeticcio Pop – accattivante\, lucido e gommoso – si nasconde una profonda energia\nuniversale e una critica sottile alla cecità del nostro tempo. Le Candy sono nuclei vibranti\ndi risveglio collettivo: dal silenzio dell’anima alla densità della materia\, Bonfanti ci\nriconnette\, infine\, con la linfa vitale e profonda del presente
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SUMMARY:Concorso e mostra di auto d’epoca
DESCRIPTION:Al via la sesta edizione del “Concorso di eleganza per auto d’epoca”\, organizzato dal Club Canottieri Roggero di Lauria che si svolgerà domenica 24 maggio sul lungomare di Mondello. Sei esperti e una giuria popolare giudicheranno condizioni di meccanica\, verniciatura e interni\, secondo i criteri definiti dal comitato organizzatore presieduto dal barone Beppe Giaconia di Migaido. Appassionati e turisti potranno ammirare gratuitamente\, dalle ore 10:00\, nella zona antistante la villa del Club Lauria\, in viale Regina Elena\, la mostra a cielo aperto di vetture realizzate nella prima metà del Novecento e di altre di particolare pregio. Tra le auto che parteciperanno\, la Ford Torpedo del 1929 vincitrice del premio “Best of show” dello scorso anno. Alle ore 16:00\, ci sarà la premiazione nella villa del Lauria. Per informazioni 091.6840924\, int. 4. \nIl “Concorso di eleganza per auto d’epoca” \nSono ammessi al concorso tutti i modelli di autovetture costruite sino al 1940 e tutti quelli costruiti dal 1941 al 1996\, suddivisi nelle 3 categorie: Berline\, Coupè e Aperte. Potranno essere ammesse auto di particolare pregio costruite tra il 1996 ed il 2006. Le auto verranno valutate dai componenti della giuria: dal presidente Giuseppe Giaconia di Migaido e dai componenti Beppe Barresi\, Elio Caramazza\, Rino Guarino\, Vittorio Gulisano\, Salvo Requirez e Pippo Scuderi. Verrà anche assegnato un premio determinato dal voto di una giuria popolare composta dai soci del Club Lauria e presieduta dal presidente Andrea Vitale. Verranno premiate le prime auto classificate di ciascuna categoria: Ante 1940\, Berline\, Coupè\, Aperte e la “Best of show”.
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LOCATION:Viale Regina Elena – Palermo\, Viale Regina Elena\, Palermo\, Palermo\, Italia
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