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SUMMARY:Leonardo3 - Il Mondo di Leonardo
DESCRIPTION:Leonardo3 Museum – Il Mondo di Leonardo è una delle principali attrazioni della città: una mostra imperdibile che consente di scoprire il vero Leonardo da Vinci artista e inventore\, grazie a ricostruzioni inedite delle sue macchine e restauri dei suoi dipinti in anteprima mondiale. \nAttivo dal 2004 nello studio e nella comunicazione scientifica dell’opera di Leonardo da Vinci\, il Centro Studi Leonardo3 ha dato vita alla mostra “Il Mondo di Leonardo”. Aperta a Milano nel 2013\, in Piazza della Scala (con ingresso dalla Galleria Vittorio Emanuele II) è ormai diventata un museo de facto e rappresenta un’occasione unica di scoperta e approfondimento del multiforme genio leonardesco. Al pubblico viene offerta la possibilità di interagire con oltre 200 macchine in 3D e ricostruzioni fisiche funzionanti\, quasi tutte mai realizzate prima. \nIl Patrocinio del Comune di Milano e il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica comprovano l’originalità e l’autorevolezza dei contenuti proposti. Dall’analisi dei manoscritti originali sono state ricreate macchine inedite: la Clavi Viola\, il Leone Meccanico\, il Grande Organo Continuo\, la Balestra Veloce\, la Macchina Volante di Milano e molte altre. L’esposizione offre ai visitatori l’opportunità di consultare gli scritti di Leonardo in formato digitale e interagire con le sue invenzioni attraverso modalità inedite (postazioni interattive e realtà virtuale). Ogni anno i contenuti vengono rinnovati e aggiornati\, rendendola coinvolgente anche per coloro che l’hanno già visitata. Per quel che riguarda la produzione artistica\, particolarmente apprezzata dal pubblico è la sala dedicata all’Ultima Cena: il restauro digitale del dipinto murale consente di scoprire dettagli perduti nell’originale e la riproduzione su supporto murario rende il restauro ancor più vicino a quello che doveva essere il capolavoro nel 1498. \nLeonardo3 \nDopo aver esposto i frutti delle loro ricerche inedite in alcuni dei più importanti musei e centri culturali internazionali come il Discovery Times Square Exposition (New York)\, il Museum of Science and Industry (Chicago)\, il Museo d’Arte Islamica (Doha)\, il Sony ExploraScience (Tokyo)\, il Zentrum für Kunst und Medientechnologie (Karlsruhe) e molti altri\, i curatori del centro studi Leonardo3 hanno condiviso con il pubblico di Milano i propri studi\, scoperte e realizzazioni con la mostra “Il Mondo di Leonardo”. \nL’esposizione pone i riflettori sul lavoro di Leonardo come ingegnere rendendo fruibili i suoi scritti\, i suoi progetti e gli studi per le macchine\, le sue metodologie. Dal momento che Leonardo è stato anche un grande artista\, non mancano importanti spazi per numerosi dei suoi disegni oltre che per due delle sue più importanti creazioni realizzate nel periodo milanese: l’Ultima Cena e il Monumento equestre a Francesco Sforza. \nL’esposizione ha ricevuto l’importante riconoscimento del Premio di rappresentanza del Capo dello Stato. Sulla medaglia celebrativa è incisa la firma del Presidente Giorgio Napolitano. Un importante attestato\, perché viene conferito ai grandi eventi\, un riconoscimento formale con il quale viene manifestato il consenso del Capo dello Stato alle finalità perseguite da iniziative ritenute particolarmente meritevoli. \nLe dateDal lunedì al venerdì Milano\, Piazza della Scala – Ingresso Vittorio Emanuele II \nInfo orari:10:00-18:00 (lun-ven)9:30-20:00 (sabato\, domenica\, festivi) \nLink EsterniSito Ufficiale Leonardo3 – Il Mondo di Leonardo \nInfo ridotti \nHanno diritto al Ridotto A:– studenti fino a 26 anni compresi– dai 65 anni compresi– disabili– militari– forze dell’ordine non in servizio– insegnanti– soci Touring Club Italiano– soci Coop– soci FAI (Fondo Ambiente Italiano)– titolari card la Feltrinelli– titolari tessera Premium IBS \nHanno diritto al Ridotto B:– minori dai 7 ai 18 anni– dipendenti del Comune di Milano– Polizia locale– titolari tessera IO VIAGGIO/ITINERO Trenord– possessori biglietto Trenord con destinazione “Milano” obliterato in giornata \nHanno diritto al Gratuito presso la biglietteria:– due insegnanti per ogni gruppo scolastico– un accompagnatore per disabile che presenti necessità– dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici– giornalisti iscritti all’albo previo accredito– guide turistiche munite di tesserino di abilitazione– tesserati Card Abbonamento Musei Lombardia
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SUMMARY:Museo Frati Cappuccini e Cripta Ossario
DESCRIPTION:Le otto sale del museo\, ricavate all’interno del convento\, mostrano altrettante sezioni che risalgono alle origini del luogo\, ne ripercorrono la storia e presentano la vita di coloro che\, divenuti religiosi\, s’ispirano alle testimonianze esemplari dei santi cappuccini come San Felice da Cantalice\, San Crispino da Viterbo\, San Giuseppe da Leonessa\, ecc.\, ma anche a figure contemporanee di vastissima risonanza pubblica come\, ad esempio\, San Pio da Pietrelcina\, stimmatizzato per 50 anni e Padre Mariano da Torino\,primo predicatore multimediale. La più ampia sezione del museo\, la quarta mette in evidenza la Cultura e la Spiritualità attraverso l’esposizione di vesti e oggetti di uso liturgico e quella di manufatti di uso quotidiano. \nQuesta sezione è inoltre arricchita da alcuni approfondimenti didattici\, quali il tema del crocifisso e del “crocifisso sanguinante”.La quinta sezione è dedicata al “San Francesco in meditazione”\, opera del Caravaggio\, realizzata appositamente per il Convento dei Cappuccini. \nA chiusura del percorso espositivo\, l’ottava sezione introduce al luogo conclusivo e di grande suggestione che chiude la visita del museo: la Cripta. Opera d’arte singolare\, realizzata verso la prima metà del XVIII secolo\, la Cripta nacque dall’esigenza pratica di fare posto ai nuovi defunti nel piccolo cimitero del convento e quindi trovare una giusta collocazione per le ossa dei frati riesumati. La geniale composizione diventa occasione eccellente per l’annuncio tutto positivo del senso cristiano della vita umana e dell’approdo di questa alla risurrezione. Espressione di un’esperienza ricchissima\, quella di quasi 500 anni di vita cappuccina\, questo Museo\, oltre che conservativo\, pensa e si proietta nel futuro e si concepisce come “laboratorio propositivo” in ricerca e in divenire. \nOrari:Tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude 30 min. prima) \nGiorni festivi:Giorno di Pasqua chiuso – 2 Novembre chiusura alle 15:00 – 24 dicembre chiusura alle 14:30 – 25 dicembre chiuso – 31 dicembre chiusura alle 14:30 – 1° gennaio chiuso \nInfo biglietti ridottiHanno diritto al biglietto ridotto le seguenti categorie: Under 18\, Over 65\, studenti under 25 con carta studente\, religiosi\, guide internazionali. \nInfo ingresso gratuitoL’ingresso gratuito è riservato a guide nazionali\, portatori di handicap con eventuale accompagnatore\, bambini sotto i 7 anni. \nLink esterniSito Ufficiale Frati Cappuccini via Veneto
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SUMMARY:Cinecitta' si Mostra
DESCRIPTION:Cinecittà si Mostra\nCinecittà si Mostra è l’esposizione permanente che dal 2011 valorizza e permette di visitare gli Studi di Cinecittà\, il loro patrimonio e gli edifici storici.I percorsi espositivi permettono di scoprire la storia del cinema e di Cinecittà attraverso le scenografie\, i costumi\, gli oggetti di scena\, i filmati e le fotografie d’epoca che ne raccontano la storia e le produzioni cinematografiche che l’hanno resa famosa dal 1937 ad oggi. La mostra si divide in quattro sezioni espositive dedicate al cinema italiano e internazionale\, ai mestieri del cinema e all’audiovisivo. \nGirando a Cinecittà (1937-1990) è il primo percorso che narra la storia delle produzioni più importanti che hanno fatto la storia del cinema e di Cinecittà. Un allestimento scenografico consente di immergersi nella storia di grandi film e dei generi cinematografici\, di conoscere storie e curiosità attraverso un’accurata selezione di immagini\, video\, interviste e costumi originali indossati da grandi star. La mostra presenta film storici e di propaganda – L’assedio dell’Alcazar\, 1940; La corona di ferro\, 1941 – estratti filmici del Neorealismo – Miracolo a Milano\, 1951; Bellissima\, 1951 – e un’ampia selezione dedicata al cinema internazionale della Hollywood sul Tevere: Audrey Hepburn; Jayne Mansfield\, Ava Gardner e le italiane Loren\, Lollobrigida\, Mangano sono solo alcune delle celebrità attorno alle quali nasce il fenomeno del divismo. I costumi esposti vengono rinnovati circa ogni sei mesi grazie a importanti prestiti provenienti da sartorie cinematografiche e teatrali specializzate e testimoniano il talento di costumisti pluripremiati rievocando il fascino di interpreti e pellicole indimenticabili e successi contemporanei: da Cleopatra di Joseph L. Mankiewicz con gli abiti originali di Elizabeth Taylor e Richard Burton a Ofelia- Amore e Morte di Claire McCrthy con gli abiti di Daisy Ridley\, Ofelia\, e Naomi Watts\, Gertrude; dalle ultime uscite come The Palace di Roman Polanski\, rappresentato dal vestito da sera di Fanny Ardant alla serie di Matteo Rovere La legge di Lydia Poët con Matilda De Angelis\, fino agli splendidi abiti de L’Ultimo Imperatore di Bernardo Bertolucci premiato con nove Oscar tra cui quello per i migliori costumi per James Acheson. Allestimenti tematici di set dressing e oggetti di scena provenienti dalla Collezione di Cinecittà sono esposti nella sala del Peplum e nel corridoio. Il western\, la commedia all’italiana e gli anni settanta e ottanta sono raccontati in tre diversi ambienti con scenografie appositamente realizzate. Il percorso si chiude nell’ultima sala dedicata ad un grande maestro del cinema\, Sergio Leone: uno spazio la cui scenografia è ispirata a C’era una volta in America e in cui vengono proiettati estratti dei suoi capolavori. \nBackstage – Un percorso didattico per Cinecittà è il secondo percorso espositivo dove è possibile scoprire i mestieri del cinema ed entrare in sei sale interattive dedicate alla regia\, alla sceneggiatura\, alla realizzazione dei costumi e alla finzione. Il percorso è realizzato per avvicinare il pubblico al mondo della creazione cinematografica attraverso i film girati negli studi di Cinecittà. Backstage svela le caratteristiche di alcune professioni del cinema: regia\, sceneggiatura\, fotografia\, sonoro\, costume\, finzione. Ad ognuno di esse è dedicata una “stanza”\, pensata come esperienza per poter acquisire informazioni tecniche\, scoprire aneddoti e curiosità\, interagire con contenuti video e multimediali\, sperimentare alcune fasi della post-produzione e della finzione cinematografica. \nLa stanza del registaIn questa prima sala è possibile conoscere la figura del regista entrando in una sorta di studio d’autore. I libri\, gli oggetti\, le fotografie e gli effetti personali contenuti nella libreria diventano suggestioni dalle quali partire per scoprire l’immaginario dei famosi cineasti: Federico Fellini\, Sergio Leone\, Lina Wertmüller\, Martin Scorsese\, Carlo Verdone\, Roberto Benigni. L’ipertesto a parete illustra le caratteristiche di questo mestiere e la quadreria di ritratti fotografici mostra i registi che hanno girato negli studi presentando alcuni dei più importanti protagonisti del cinema al lavoro sul set. \nLa stanza della sceneggiaturaUna sala dove comprendere il processo di traduzione della parola in racconto filmico. L’installazione al centro della sala permette di confrontare stralci di sceneggiature\, storyboard e sequenze di film – tra cui I Cavalieri che fecero l’impresa di Pupi Avati\, Le avventure del Barone di Munchausen di Terry Gilliam – per comprendere i passaggi dal testo scritto al testo filmico. Oltre all’ipertesto tematico che racconta il lavoro dello sceneggiatore\, la giganto-grafia di una pagina della sceneggiatura originale della Medea\, film girato a Cinecittà da Pier Paolo Pasolini\, mette in risalto l’aspetto grafico del testo. \nLa stanza del sonoroUna sala dove comprendere come il sonoro sia parte sia parte integrante del film\, scoprire curiosità e aneddoti del passaggio dal cinema muto al cinema sonoro e sperimentare il doppiaggio. L’ipertesto a parete presenta la storia del sonoro e le caratteristiche di tutti gli elementi che lo compongono\, le figure professionali che lavorano al doppiaggio di un film\, i nomi di famosi doppiatori italiani e il video con un estratto del film La leggenda del pianista sull’Oceano del regista Giuseppe Tornatore attraverso cui ascoltare le singole tracce della colonna sonora. Le sei cabine sono pensate come vere e proprie postazioni di doppiaggio dove poter ascoltare i dialoghi originali di un estratto de La dolce vita di Federico Fellini e provare a doppiare uno dei protagonisti del film. \nLa stanza del costumeIn questa stanza è possibile costruire virtualmente i costumi\, combinando abiti\, accessori e parrucche tratti da alcuni importanti film girati a Cinecittà. I touch-screen al centro della sala permettono di conoscere costumi disegnati da grandi maestri\, realizzati presso storici atelier e sartorie specializzate. L’ipertesto a parete racconta il lavoro del costumista e la gigantografia tratta dal film Giulietta degli spiriti\, di Federico Fellini\, mostra una splendida Sandra Milo sul set. \nLa stanza della finzioneUna sala che svela il modo in cui viene creata la finzione cinematografica: i primi effetti speciali\, le grandi ricostruzioni dei set a Cinecittà\, la trasformazione del volto di un attore attraverso il trucco. L’installazione centrale mostra\, attraverso brevi video didattici\, alcune tecniche di finzione tra le più utilizzate nel cinema. La gigantografia esposta raffigura Marcello Mastroianni che interpreta Mandrake nel film Intervista di Federico Fellini. \nLa stanza del green screenIn questa sala è possibile sperimentare uno degli effetti speciali più conosciuti: il green screen\, la tecnica digitale del chroma key che consente di ambientare soggetti e oggetti su sfondi virtuali. Come in un set\, grazie ad un video interattivo è possibile sperimentare questo effetto speciale e abitare inediti scenari: dall’ambientazione western con treni e deserti polverosi agli abissi marini attraversando spazi stellari. \nIl sottomarino è il terzo percorso che conduce nel set del sottomarino americano S-33 realizzato per il film U-571 del regista Jonathan Mostow le cui scene acquatiche sono state girate all’interno del Teatro 5. Il percorso termina all’esterno nella galleria dei led\, una immersione nel mito di Cinecittà attraverso i numeri che in 80 anni di storia l’hanno resa un luogo leggendario. \nFELLINIANA – Ferretti sogna Fellini è il quarto e ultimo percorso\, un’installazione permanente che porta la firma di Dante Ferretti\, scenografo premio Oscar® che per Federico Fellini è stato uno dei magici artefici delle sue visioni\, un artista-artigiano capace di dare corpo ai suoi sogni\, e da Francesca Lo Schiavo\, scenografa e set decorator di fama internazionale. La mostra si snoda in tre ambienti principali. Nella sala centrale\, scenografata con le locandine dei film\, una storica Fiat 125 evoca i continui viaggi di Fellini e Ferretti durante i quali avevano luogo conversazioni e racconti di sogni. Il percorso prosegue nella sala dedicata a La città delle donne\, con lo scivolo toboga e le soubrette che circondano Marcello Mastroianni. La terza sala è dedicata al cinema Fulgor – luogo emblematico per l’infanzia del regista riminese. \nDa non dimenticare il Cinebimbicittà\, il laboratorio domenicale per i più piccoli che consente di passare qualche ora cimentandosi con i mestieri del cinema. \nInfo OrariLa mostra è aperta tutti i giorni tranne il martedì. La biglietteria chiude alle 16:30. \nGiorni di apertura straordinaria:– Epifania – 6 gennaio– Domenica di Pasqua– Lunedì di Pasquetta– Festa della Liberazione – 25 aprile– Festa dei Lavoratori – 1° maggio– Festa della Repubblica – 2 giugno– Festa di San Pietro e Paolo – 29 giugno– Ferragosto – 15 agosto– Ognissanti – 1° novembre– Immacolata Concezione – 8 dicembre– Santo Stefano – 26 dicembre– Martedì – 30 dicembre \nGiorni di Chiusura:– Tutti i martedì– 22\, 23\, 24 e 25 dicembre– 1° gennaio \nInfo gruppi e scuoledidattica@cinecitta.it \nInfo e aggiornamenti: www.cinecittasimostra.it
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SUMMARY:Marcello Gallo e la sua “pittura”
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SUMMARY:Opera di poesi di strada e arte pubblica di Ivan Tresoldi
DESCRIPTION:INAUGURAZIONE DELLA NUOVA  \nOPERA DI POESIA DI STRADA E ARTE PUBBLICA  \nDI IVAN TRESOLDI  \n  \nCON LA PRESENZA DI ROSSELLA MICCIO\, PRESIDENTE EMERGENCY\, \nVINCENZO LUCIANO\, PESCATORE TESTIMONE DELLA STRAGE DI CUTRO E ALBERTO LOLLI\, RETTORE COLLEGIO BORROMEO PV \nMilano – EMERGENCY apre ufficialmente al pubblico la nuova opera di poesia e arte pubblica permanente realizzata da Ivan Tresoldi\, in arte “ivan”\, nel giardino di Casa EMERGENCY. L’inaugurazione avverrà domenica 14 dicembre alle ore 15.00 in via Santa Croce\, 19. Durante l’evento l’artista leggerà una poesia e presenterà l’opera\, realizzata nel corso di un mese di lavoro nella sede dell’ONG.  Insieme a ivan saranno presenti Rossella Miccio\, presidente di EMERGENCY\, Vincenzo Luciano\, pescatore di Cutro e Alberto Lolli\, rettore collegio Borromeo PV. L’evento sarà accompagnato musicalmente dalla Banda degli Ottoni a scoppio di Milano. \nDopo l’inaugurazione verranno offerti al pubblico vin brulè\, in collaborazione con E/N Enoteca Naturale e il Panettone Fatto per Bene\, simbolo natalizio dell’ONG.  \nL’opera nasce da 300 parole condivise da cittadini e cittadine: parole di speranza\, fragilità e resistenza\, trasformate in un intervento artistico collettivo. Al centro\, il pensiero di Gino Strada: “Non è mai troppo tardi per andare nella direzione giusta”. \nAlcuni listelli di legno utilizzati – frammenti di barconi che hanno attraversato il Mediterraneo – custodiscono storie e memorie che compongono un mosaico dedicato alla pace\, alla solidarietà e al rifiuto della guerra. Ogni frammento custodisce una storia; ogni parola si intreccia alle altre formando una mappa di memoria condivisa e di resistenza civile. L’opera diventa così un luogo di ascolto\, un mosaico di esistenze che trasforma la parete di Casa EMERGENCY in un simbolo di partecipazione e responsabilità. \nL’inaugurazione si inserisce nel secondo anno della campagna R1PUD1A di EMERGENCY\, con cui l’ONG vuole richiamare il diritto e il dovere di ripudiare la guerra\, come stabilito dall’Articolo 11 della Costituzione. Un impegno che l’organizzazione porta avanti da oltre trent’anni\, lavorando per una cultura di pace e garantendo cure gratuite e di qualità nelle aree colpite da guerra e povertà. Dalla sua fondazione\, EMERGENCY è intervenuta in 21 Paesi curando\, in tutte le sue strutture\, oltre 13 milioni di pazienti nel mondo. Oggi l’organizzazione è presente in 9 Paesi del mondo\, tre dei quali con un conflitto in corso: il Sudan\, l’Ucraina e la Striscia di Gaza in Palestina. Proprio grazie alla sua esperienza sul campo EMERGENCY afferma\, ancora una volta\, che il 90% dei morti e dei feriti sono civili.  \nLa Scuola di Restauro di Botticino ha assistito e supportato con i suoi docenti e gli studenti l’artista Ivan Tresoldi nell’individuazione delle migliori soluzioni per la conservazione e per il buon mantenimento dell’opera nel tempo.
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SUMMARY:Talk di presentazione “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”
DESCRIPTION:Via G.Lunati\, 14\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n12 dicembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzato da: Agarte – Fucina delle Arti \nIn collaborazione con: Castello di Fumone \nIn partnership con: Cantina Ciccariello \nOpere di: Antonella Iris De Pascale \nTalk organizzato dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti con l’esposizione degli ultimi lavori pittorici dell’artista contemporanea Antonella Iris De Pascale. La rassegna si svolgerà all’interno dei locali della nuova sede espositiva dell’associazione di Frascati in un dialogo artistico tra varie realtà di spicco aprendo ufficialmente il nuovo spazio della galleria al pubblico. \nComunicato: \nIl talk apre il nuovo spazio artistico di Agarte\, un luogo di contrasto e dialogo tra tradizione e contemporaneità dove il confronto culturale è alla base delle ricerche artistiche selezionate. Il talk presenta ufficialmente il catalogo monografico prodotto durante la mostra personale di Antonella Iris De Pascale all’interno del Castello di Fumone “Trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone”. \nCon l’introduzione di Alessandro Giansanti\, il contributo di Eduardo Blum (fashion film: “Fugit Irreparabile Tempus”)\, le poesie di Davide Soldani\, l’intervento di Francesca Pietracci (sul ruolo dell’arte contemporanea nel 2025)\, il contributo di Giulio De Paolis (sulla musealizzazione dell’arte contemporanea) e Alessandro Ciccarese ed Antonella Iris De Pascale (sulla mostra trasformazioni in viaggio nel Castello di Fumone). Durante la presentazione si potrà degustare il vino offerto dalla Cantina Ciccariello. \nLa presentazione aprirà venerdì 12 dicembre dalle ore 18 fino alle ore 20.30 nella nuova sede di Via G.Lunati 14\, 00044 Frascati (RM) (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Oltre le nuvole | Opere di Federica Anna Molfese (FAM)
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n24 Ottobre – 31 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici\, fotografici e delle poesie dell’artista contemporanea Federica Anna Molfese (FAM). \nComunicato: \n“Oltre le nuvole” propone una raccolta di opere realizzate durante gli anni dall’artista Federica Anna Molfese (FAM)\, creativa poliedrica con focus pittorico\, scultoreo e fotografico. l’opera artistica di FAM si distingue per la potente narrazione autobiografica che ne compone la vasta produzione. \nLa selezione portata in mostra si muove tra potenti cromie delle tele ad intimi scatti fotografici\, accompagnati da poesie e pensieri che ne ricordano la profonda sensibilità in una esposizione multimediale ragionata per ricomporre un percorso creativo variegato quanto vasto. \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro è memoria e testimonianza\, aprendo con vernissage venerdì 24 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione venerdì 31 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Nigri corvi parturient albas columbas
DESCRIPTION:Illusione e disillusione sono i poli dialettici che percorrono da anni la ricerca di Magdalena Fermina e che convergono nelle opere di Nigri corvi parturient albas columbas\, la mostra personale allestita dal 18 ottobre al 15 novembre 2025 a SCD Studio\, via Bramante 22N\, a Perugia\, curata da Barbara Pavan. \nIl progetto espositivo inaugura sabato 18 ottobre\, ore 17:30 raccoglie e mette in dialogo alcuni tra i cicli più significativi dell’artista\, tracciando un percorso tanto intimo quanto universale. \nLa mostra è accompagnata da un catalogo di Al3vie Editore\, con testi di Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi. \nLa mostra \nIl percorso inizia con la tenda ricamata con La colomba di Trilussa: un gesto liminale che invita a oltrepassare la soglia delle illusioni per interrogarsi sulla realtà nella sua essenza più nuda. È qui che si apre il primo capitolo\, Disenkanto\, parola giudesma che racchiude l’esperienza della perdita dell’incanto\, della frattura tra ciò che si desidera e ciò che la realtà impone. L’installazione si compone di ricami bianchi su bianco di celebri slogan pubblicitari degli anni Ottanta\, decenni ottimista e fiducioso\, oggi svuotati e resi spettrali dalla consapevolezza delle contraddizioni e delle crisi che hanno seguito quelle promesse di benessere e progresso. Il percorso prosegue con Nuntius Dei\, ciclo avviato oltre quindici anni fa e tuttora in evoluzione: fotografie di angeli di pietra\, antichi custodi di sepolcri\, serrati da cuciture di filo chirurgico. Figure che un tempo simboleggiavano protezione e trascendenza si trasformano qui in reliquie silenziose\, private della loro voce e rese testimoni di un Occidente che\, emancipatosi dal potere delle religioni\, si è consegnato ad altre forme di fede: il mercato\, la tecnologia\, l’illusione del progresso infinito. Illusione e disillusione abitano anche le dinamiche del quotidiano. In AltF4\, Fermina esplora le vite sospese dietro i vetri delle finestre e degli schermi dei nostri smartphone\, frammenti di esistenze che oscillano tra l’essere e l’apparire in una società segnata da relazioni sempre più fragili e mediate. In Medea\, invece\, l’artista affronta l’ambivalenza dei sentimenti primari\, mostrando come anche l’amore materno possa trasformarsi in forza distruttiva e generare ferite che si tramandano di generazione in generazione. La mostra si chiude con De nexibus quibus mundus capitur (Delle connessioni da cui il mondo è catturato)\, ultimo progetto di Fermina. Qui i fili invisibili della tecnologia\, della comunicazione e del consumo si materializzano come una ragnatela che avvolge il pianeta e lo imprigiona\, rendendo evidente il prezzo – spesso rimosso – delle nostre scelte quotidiane. È un’opera che riflette sulle illusioni del presente e prefigura le disillusioni del futuro\, ma allo stesso tempo invita a una presa di coscienza\, offrendo attraverso l’arte la possibilità di guardare oltre la superficie. \nNigri corvi parturient albas columbas è dunque una mostra antologica e al tempo stesso un manifesto: frammenti di cicli e visioni che\, come tessere di un mosaico\, restituiscono l’immagine di un’epoca attraversata da promesse infrante\, ma ancora capace di generare nuove consapevolezze. In questo spazio sospeso tra poesia e politica\, l’opera di Fermina diventa invito a interrogare il nostro tempo\, a scostare il velo dell’illusione per ritrovare\, forse\, un nuovo modo di guardare al futuro. \nL’artista \nMagdalena Fermina (Novara 1968) è un’artista visiva e performer. Si è formata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano\, dove ha conseguito la laurea in Scenografia con una tesi sull’arte del popolo Makonde\, approfondita attraverso residenze in Mozambico\, e successivamente il biennio specialistico in Arti visive e discipline dello spettacolo\, indirizzo Scultura\, con una ricerca dedicata a Christian Boltanski e Roman Opałka. Ha esposto in numerose città italiane e all’estero\, presentando mostre personali in istituzioni e gallerie come il Centro Culturale Tedesco di Novara e Banca Sella a Genova. Il suo lavoro è stato presentato – per citare solo i progetti espositivi collettivi più recenti – in sedi di rilievo quali Palazzo Medici Riccardi a Firenze\, il Museo Civico del Marmo di Carrara\, il Castello delle Polveri all’Isola della Certosa di Venezia\, la Sala delle Pietre a Todi\, la Cupola di San Gaudenzio a Novara\, la Società Umanitaria di Milano e il Museo del Ricamo e del Tessile di Valtopina\, oltre che in contesti internazionali come la Biblioteca Centrale Akaki Tsereteli di Batumi (Georgia). Ha partecipato a festival e fiere tra cui il Borderline Arte Festival di Varallo Sesia e BAF – Bergamo Arte Fiera. \nScheda tecnica \nTitolo\nNigri corvi parturient albas columbas \nArtista\nMagdalena Fermina \nDate\n18 ottobre – 15 novembre 2025 \nInaugurazione\nSabato 18 ottobre 2025\, ore 17:30 \nSede\nSCD Studio – Project Room\nvia Bramante 22N\, Monteluce\nMAD Monteluce Art District \nPerugia \nCuratela\nBarbara Pavan \nCatalogo\nAl3vie Edizioni\nTesti critici di: Davide Artico\, Lorella Giudici\, Luca Vannozzi \nInfo\n+39 347 177 6001 | scdtextileandartstudio@gmail.com | www.scdtextileandartstudio.wordpress.com
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SUMMARY:Alla designer Patricia Urquiola va il Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera
DESCRIPTION:La Florence Biennale annuncia il conferimento del prestigioso Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (per il Design) a Patricia Urquiola\, architetto\, designer e art director di fama internazionale\, la cui assegnazione è fissata per il giorno giovedì 23 ottobre 2025. La scelta da parte del Direttivo della Biennale\, insieme al Comitato Curatoriale e alla Giuria Internazionale\, è motivata con le seguenti parole: \n“Per la costante ricerca\, la coraggiosa sperimentazione e lo straordinario talento con cui ha progettato spazi\, oggetti e processi produttivi\, pensati per migliorare la vita delle persone e costruiti nel rispetto della natura; il nostro riconoscimento a un architetto e designer\, che ha saputo raccogliere e sviluppare l’eredità del suo maestro Achille Castiglioni\, proiettando il design e l’architettura verso nuovi orizzonti che si collocano oltre i limiti di ciò che è stato sperimentato in precedenza e che rappresentano un mirabile esempio di ibridazione e unificazione degli opposti”.  \nFormatasi al Politecnico di Madrid e quello di Milano\, dove si laurea con Achille Castiglioni\, oggi Patricia Urquiola lavora operando con grande versatilità in ambiti che spaziano dal product design all’architettura\, dagli allestimenti grafici agli interni. Dal 2015 è Art Director di Cassina e collabora con importanti aziende del design come Flos\, Moroso\, Driade\, GAN\, Andreu World\, Glas Italia\, Kettal\, Kvadrat e gruppi internazionali come\, tra gli altri\, Haworth\, BMW\, Boeing\, Louis Vuitton\, Missoni\, Mandarin Oriental Hotels\, Four Seasons\, Marriott Group\, Starbucks\, Ferrari e Swarovski. In Spagna è stata insignita della Medaglia d’Oro delle Belle Arti e della Croce di Isabella la Cattolica. Nel 2023 ha ricevuto la distinzione come una delle nuove Ambasciatrici Onorarie della Marca España. Nel 2024 è stata nominata membro della Real Academia de Bellas Artes de San Fernando. Nello stesso anno\, è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Italiana in riconoscimento dei suoi meriti. \nInsignita di numerosi premi e riconoscimenti internazionali\, Patricia Urquiola è stata nominata Designer of the Year da Wallpaper\, Elle Décor International\, AD Spagna\, Architektur&Wohnen e molte altre testate. Le sue creazioni fanno parte delle collezioni permanenti di alcuni dei più importanti musei del mondo tra cui il MoMa di New York\, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi\, il Museo della Triennale di Milano\, il Museum of Design di Monaco\, la National Gallery of Victoria di Melbourne\, il Vitra Design Museum di Basilea\, il Victoria & Albert Museum di Londra\, il Design Museum di Zurigo\, lo Stedelijk Museum of modern and contemporary art di Amsterdam\, il Design Museum di Barcellona e il Philadelphia Museum of Art. \nLa sua carriera ha segnato profondamente il panorama del design contemporaneo e i suoi lavori si caratterizzano per forme morbide\, materiali sensoriali e una forte attenzione alla sostenibilità. \nConsiderata nel suo ruolo di exempla per altri artisti e designer\, a partire dal 18 ottobre e per tutta la durata della Biennale sarà dedicato ampio spazio ad alcuni dei capolavori di Patricia Urquiola in uno spazio espositivo interamente riservato a lei. Il conferimento del Premio Internazionale “Leonardo da Vinci” alla Carriera (Design) avverrà il giorno giovedì 23 ottobre presso l’area teatro della Florence Biennale (Padiglione Spadolini\, Fortezza da Basso\, Firenze) in una cerimonia aperta al pubblico. \nLa celebre designer e architetta spagnola ha commentato così la notizia dell’assegnazione del Premio: “È un onore ricevere il Premio Leonardo da Vinci alla Florence Biennale\, un riconoscimento che celebra la curiosità e la capacità di cambiare. Ho avuto il piacere di lavorare a Firenze\, una città che custodisce l’arte del pensiero e della trasformazione. Progettare\, per me\, è un gesto continuo di sperimentazione\, fatto di domande più che di risposte. Non si tratta solo di trovare soluzioni\, ma di abitare il processo. E questo premio – che porta il nome di chi ha sempre unito arte\, scienza e curiosità – mi ricorda che il design è un modo per stare dentro alla complessità\, senza semplificarla. \nTra i premiati delle scorse edizioni nella categoria design figurano Salvatore e Wanda Ferragamo (2019)\, Elsa Peretti di Tiffany & Co. (2019)\, Paula Scher (2019)\, Vivienne Westwood (2021) e Santiago Calatrava (2023). \nLa XV edizione della mostra internazionale di arte contemporanea e design ha come tema centrale “The Sublime Essence of Light and Darkness. Concepts of Dualism and Unity in Contemporary Art and Design” e si svolgerà presso la Fortezza da Basso a Firenze dal 18 al 26 ottobre 2025\, con un calendario ricco di appuntamenti collaterali quali conferenze\, mostre\, performance\, proiezioni e iniziative didattiche\, offrendo diverse opportunità di incontro tra artisti e visitatori.
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SUMMARY:Dal cantiere alla galleria d’arte\, le opere materiche di Francesco Greco in mostra da Artètika
DESCRIPTION:Si intitola “Concrete” la mostra dell’artista Francesco Greco che si inaugurerà mercoledì 15 ottobre\, alle ore 18\,00\, da Artètika spazio espositivo per l’anima\, in via Giorgio Castriota 15 a Palermo\, perché concrete e tangibili sono le opere del giovane artista nato a Gela ma cittadino del mondo\, che vive oggi tra Lugano\, Milano e Alcamo. A presentarlo sarà il giornalista torinese Massimo Rocca\, insieme alle galleriste Esmeralda Magistrelli e Gigliola Beniamino. Testi critici di Massimiliano Reggiani. La mostra\, di arte appesa\, consta di una ventina di opere di cui due sculture\, ispirate al laterizio con materiali come resine\, stucchi\, composti per incollare\, pigmenti industriali\, sarà visitabile dal 16 al 25 ottobre 2025\, dalle 10 alle 13 e dalle 16\,30 alle 19\,30\, dal lunedì al sabato. Ingresso libero. Per informazioni telefonare al 333/5747244. \nLa critica di Massimiliano Reggiani \nTra le creazioni di Francesco Greco spicca\, per l’importanza che riveste per l’artista\, “Punto esclamativo”\, accompagnata dal pensiero che l’ha ispirata: “Libero l’anima dalla materia. La superficie tace\, il gesto parla. Non è solo pittura. È linguaggio. È espressione!”. Greco si sente egli stesso un punto esclamativo. “Non rappresenta né evoca: crea. È uno scultore cromatico\, un esteta della materia – commenta il critico d’arte Massimiliano Reggiani -. Non esalta solo quella che usa per i volumi\, intende anche il pigmento come materia. Dopo aver esplorato nella prima serie dei blu le insondabili profondità del Mediterraneo\, espande il proprio sguardo passando dalla poesia dei boschi alla frenesia cittadina\, all’ancestrale interrogarsi dell’uomo sulla propria immagine riflessa. L’artista\, infine\, arriva con questa esposizione a dare corpo ai segni della fonetica e dell’interpunzione\, catturando frammenti della nostra identità culturale”. \nChi è Francesco Greco \nFrancesco Greco non nasce\, in senso stretto\, come artista. Si forma nell’ambito delle costruzioni da cui trae ispirazione da subito. Il padre\, lavorava nelle finiture di interni: un gessista di talento che aveva un particolare pregio di artigianale maestria nel rigore dell’esecuzione e nella politezza delle forme. Oltre al fascino delle malte\, del gesso e degli intonaci vissuti nel laboratorio del padre\, affina il proprio rapporto con la materia applicandosi alle resine e ai metalli dell’odontotecnica\, suo settore di formazione\, preziosamente cesellati. Il polimero che si fa smalto e corona\, che da polvere diventa sorriso. Vi è poi una scintilla d’arte che ha incendiato l’animo di Francesco Greco\, svelandogli la potenza del linguaggio non verbale\, è il lascito di un catastrofico terremoto: il Cretto di Burri che svela un altro aspetto della materia: la capacità di essere memoria.
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SUMMARY:Biennale del Libro d’Artista - VIIª edizione L’Arte si Fa Libro\, il Libro si Fa Arte
DESCRIPTION:La Biennale del Libro d’Artista torna a Procida alla Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino” dal 05 al 19 ottobre\, diretta da Nico Granito con la collaborazione del Comune di  Procida – Assessorato alla cultura del Comune\, delegato Michele Assante del Leccese\, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi nel panorama dell’arte contemporanea e dell’editoria creativa. L’evento\, giunto alla sua VIIª edizione\, riunisce artisti\, collezionisti e appassionati da tutto il mondo per celebrare il libro come opera d’arte\, luogo di sperimentazione e veicolo di idee. \nLa Biennale del libro d’artista ideata e curata da Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito offre un ricco programma\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti che esplorano il libro d’artista nelle sue molteplici forme: dal libro-oggetto alle edizioni d’arte\, dai libri illustrati alle sperimentazioni digitali. \nL’esposizione vede la  presenza di oltre 160 libri d’artista provenienti da Italia\, Spagna\, U.S.A\, Cile\, Messico\, Ungheria\, Portogallo\, Polonia\, Cina\, Ucraina\, Brasile … Turchia. \nLa Biennale del Libro d’Artista si conferma così come piattaforma di dialogo tra arte\, editoria e pubblico\, promuovendo la creatività e la sperimentazione. \nIn questa edizione  viene presentata un’opera libro – Sei come 6 di Antonio Sormani –  facendo parte dell’Archivio della Biennale del libro d’artista della sezione dedicata all’eros “ Il piacere nei libri “ in considerazione della qualità del progetto\, apprezzato sia dal pubblico che dalla stampa\, si è deciso non solo di riproporre l’evento\, ma di renderlo un PROGETTO APERTO.  \nL’interesse e l’invito da parte di protagonisti culturali di altre realtà hanno reso la Biennale del libro d’artista itinerante\, sconfinando anche i confini nazionali\, appena conclusa la rassegna a Casa Museo Miguel Hernandez ad Orihuela (Spagna) dopo che era stata già ospitata al Museo arqueológico Municipal de Elda e al Museo arqueológico de Cartagena. \nLa Biennale del libro d’artista rientra nel programma degli eventi della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Il 4 ottobre ci sarà un’anteprima straordinaria dell’esposizione sul sito della Biennale: www.biennaledellibrodartista.org\, in coincidenza con la Giornata del Contemporaneo. \nArtisti  partecipanti \n\n Patrizia Aletta • Gilda Antoniello • Andreina Argiolas • Silene Arnaldi • Gianluca Badiani • Gianluigi Balsebre • Calogero Barba • Vincenzo Barba • Maddalena Bellorini • Elisabetta Bertulli • Maria Bifulco • Rovena Bocci • Leci Bohn • Roberto Fabio Brucci • Maria Grazia Brusegan • Annunziata Buggio • Alfonso Caccavale • Sirlei Caetano • Camilla Calato • Maria Rosanna Cafolla • Marzia Calì • Cecilia Caliari • Antonio Carbone • Mara Caruso • Enzo Catini • Sofia Cavicchini • Rosaria Cecere • Fabiola Cenci • Stefania Chierici • Mario Cobàs ( Carchini ) • Patrizia Maria Cocchiarella • Maria Grazia Colonnello • Alfredo Covato • Maria Rosaria Cozza • Flora D’Angelo • Antonio D’antonio • Rosita Dagrosa • Eleonora Del Giudice • Elena Dell’andrea • Carmen Delle Donne • Desart2 (Simona Sarti & Alessandra Degni) • Anna Di Lauro • Carla Di Pardo • Franco Di Pede • Dario Roberto Dioli • Giovanna Donnarumma • Cinzia Farina • Maria Cristina Fasulo • Salvatore Fellino • Piera Fidentea • Steven Fossiant • Francesca Fuentes Latoja • Fernando Gallo • Rosalie Gancie • Nico Granito • Stefania Guiotto • Luiza Gutierrez • Annamaria Iodice • Gennaro Ippolito • Valeria Iseppi • Silvia Iuliucci • Benedetta Jandolo • Jussara Leite • Maria Antonietta Letizia • Lucia Longo • Serse Luigetti • Tania Luzzatto • Ruggero Maggi • Alessio Manca • Loredana Manciati • Fernanda Mancini • Maria Manna • Ermìnia Marasca Soccol • Claudia Marchi • Gianluca Marinelli • Emanuele Marsigliotti • Giordano Martone • Alicante Mateos • Maria Teresa Mazzei • Monica Michelotti • Fernando Montà • Simona Negrini • Sara Nicoletti • Elena Pagani • Csaba Pál • Linda Paoli • Liliana Pardini • Aulo Pedicini • Sandro Pellarin • Chiara Pepe • Barbara Piani • Bruno Pierozzi • Giuliana Polimeni • Veronique Pozzi Paine • Alessandra Procaccio • Antonella Prota Giurleo • Stefania Puntaroli • Giampiero Reverberi • Maria Teresa Ricci • Angelo Ricciardi • Giuseppina Riggi • Remo Romagnuolo • Sabina Romanin • Mario Romano • Marino Rossetti • Romina Russo • Andrea Saltini • Teresa Sanfilippo • Gino Sansone • Simona Sarti • Antonio Sassu • Agostino Saviano • Roberto Scala • Carla Sello • Eugenia Serafini • Lucia Sforza • Manuela Simoncelli • Lucia Spagnuolo • Jane Sperandio Balconi • Arianna Spizzico • Gianna Maria Stellino • Irina Tall • Marco Terroni Grifola • Carmo Toniolo • Vincenzo Trepiccione • Filippo Tufano • Ilia (Ersilia) Tufano • Alessandro Tursi • Ivana Urso • Diana Isa Vallini • Claudia Vianello • Marina Vitolo\n\n\n Collettivo Ossigeno Rosso: Fausto Ferri\, Gregorio Prada Castillo\, Fabrizio Pavolucci\, Elena Butmalai e Eliseo Calcinari Ansidei\n\nCorso di Anatomia Artistica dell’Accademia di Belle Arti di di Carrara \n prof.ssa • Monica Michelotti\, Biennio Specialistico Pittura 1° e 2° anno Corso di Anatomia Artistica prof.  Mario Carchini\, Triennio di Grafica \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Carrara\, Toscana (nazionalità Italiana\, Cinese e Turca) • Li Chun • Li Chun & Lu Xiaoyang • Zhu Guoqiang • Yang Manni • Ana Micleusanu • Sophie Morosato Bianchi • Li Dan Ran • Gunel Rzayeva • Sun Weiwei • Fan Xiao • Leyla Irem Gulseren • Yitan Cao • Sohyeon Nam • Fattima Ezzaouia • Jennifer Guadagni • Alessia Petta\n\nCorso di Decorazione e Design dell’accessorio dell’ABA Lecce. \ndocente: • Lucia Ghionna cultrice della materia: • Aida Dzhafarova (Ucraina) \n\n Elenco studenti partecipanti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce\, Puglia (nazionalità Italiana della  Polonia e dell’Ucraina) Alessio Manca • Lorenzo Filieri • Cheren Spinelli • Rossella Montesano • Matilde Stigliano • Maria Paola Antonaci • Concetta Lacertosa • Magdalena Grzebyk • Julia Wiatrowska • Sude Kilicarslan • Michalina Klimas\n\nArchivio della Biennale del libro d’artista | Il piacere nei libri – libro ospite di Antonio Sormani \nScheda riassuntiva \nLuogo: Biblioteca Comunale di Procida “Don Michele Ambrosino”  \nPiazzetta S. Michele – 80078 Terra Murata – Procida (NA) \nDate: dal 04 al 19 ottobre  \nVernissage: online il 4 ottobre per la giornata del contemporaneo dalle ore 10 \n                     esposizione inaugurale in presenza ore 12 \nOrari: orari di apertura e chiusura della biblioteca \nIngresso: Gratuito \nPer ulteriori informazioni\, programma completo e accrediti stampa: \nwww.comune.procida.na.it/ \nwww.biennaledellibrodartista.org \nEmail: artelibronapoli@gmail.com \nUfficio Stampa \nLineadarte Officina Creativa
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SUMMARY:Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n03 Ottobre – 12 ottobre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori pittorici dell’artista contemporanea Fabiola Bizzarri. \nComunicato: \n“Sguardi: Viaggio introspettivo nel mondo delle donne” propone una selezione di opere realizzate nel corso degli anni dall’artista Fabiola Bizzarri\, pittrice solita rappresentare un figurativo dai colori morbidi e dai lineamenti puliti. l’opera pittorica dell’artista si distingue per il tratto sicuro che compone la sua vasta produzione. \nLa selezione pittorica portata in mostra dalla Bizzarri si muove tra nature morte\, figure femminili\, volti ed animali in un corpus concreto e costante che riesce a contenere la potente creatività d’una artista emergente ma di livello. Dai pastelli e gli studi classici\, fino all’olio su tela\, Fabiola rappresenta il reale e la vita di tutti i giorni ponendo sotto la lente d’ingrandimento i colori e le forme ottenendo una rappresentazione della vita con uno sguardo vivace di colori e forme.  \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro narra delle donna e della femminilità\, aprendo con vernissage venerdì 03 ottobre dalle ore 18:30 fino alle ore 20.30\, proseguendo tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 12 ottobre 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Gesti Scolpiti di Jago
DESCRIPTION:Prosegue con successo “Gesti Scolpiti”\, la grande mostra personale dello scultore Jago\, allestita presso la suggestiva location offerta dal Teatro Antico di Taormina fino al 3 maggio 2026. \nL’esposizione\, organizzata da Aditus e Civita Sicilia\, in collaborazione con BAM\, mette in dialogo quattro opere di Jago — Impronta Animale (2012)\, Memoria (2015)\, Prigione (2016) e David (2024\, bronzo) — in un contesto come quello di Taormina\, crocevia di civiltà̀ e teatro di memorie antiche. le opere di Jago si inseriscono come gesti scolpiti nel tempo\, testimoni di una continua necessità espressiva che attraversa epoche e linguaggi. \nLe prime tre sculture\, scolpite in marmo statuario\, ruotano attorno al tema della mano: simbolo di contatto\, creazione\, affermazione personale. È attraverso la mano che l’essere umano lascia un segno\, affonda nella materia\, costruisce memoria. Non solo strumento\, ma autoritratto: presenza viva che attraversa il tempo. \nIn Impronta Animale\, la mano si fa reperto: un segno primordiale che richiama le pitture rupestri\, rievocando un contatto ancestrale con la terra e con la nostra storia profonda. Memoria\, presenta un’impronta di mano scavata nella pietra. L’opera riflette sulla memoria e sull’eredità\, rendendo tangibile la traccia della presenza umana come simbolo di permanenza e ricordo. In Prigione\, l’immagine scolpita\, avvolta nelle pieghe del marmo\, sembra voler emergere da una prigione di pietra. I contorni della figura umana sono appena delineati\, mentre le membra si estendono con un forte senso di tensione. Il gesto è tutto: urgenza di esistenza\, simbolo della lotta per liberarsi da ciò che costringe. \nLa quarta scultura è quella della David\, realizzata in bronzo e alta 181 cm. L’opera è approdata simbolicamente nello splendido teatro affacciato sul mare e\, ad oggi\, è esposta sulla sommità delle tribune del Teatro Antico\, dopo aver compiuto il giro del mondo a bordo della nave Amerigo Vespucci. L’imponente opera in bronzo porta con sé il peso di una narrazione epica e contemporanea\, reinterpretando in chiave moderna il mito di David e Golia per raccontare una storia diversa\, ma sempre pregna di coraggio e rivalsa. L’iconografia è riconoscibile nella postura fiera della figura femminile (che richiama il celebre David di Michelangelo)\, nella fionda e nella pietra che stringe tra le mani — elementi che tornano come segni ricorrenti negli ultimi capolavori dell’artista. Il progetto della David nasce nel 2021 con un primo bozzetto in argilla realizzato a mano. Da quell’immagine iniziale sono nate diverse versioni in argilla e gesso\, fino ad arrivare al modello attuale\, tradotto in bronzo attraverso l’antica tecnica della fusione a cera persa. La versione definitiva\, scolpita in marmo di Carrara e alta oltre 4 metri\, rappresenterà la pietra miliare del percorso artistico di Jago\, impegnandolo in una vera e propria impresa. \nDurante l’inaugurazione della mostra – avvenuta il 4 settembre 2025 – di fronte oltre mille spettatori\, l’artista ha compiuto un gesto destinato a far discutere. Armato di nastro adesivo\, Jago ha coperto le nudità e la bocca della sua David in segno di protesta contro l’ennesima censura da parte di Meta\, che ha oscurato i contenuti social legati all’opera equiparandoli a immagini pornografiche. L’azione ha inizialmente sorpreso i presenti – alcuni dei quali lo hanno scambiato per un vandalo – salvo poi suscitare applausi una volta chiarita l’identità dell’artista e il significato della provocazione. \n“Io non accetto che l’AI decida cosa censurare e cosa no. Per questo motivo ho deciso di autocensurarmi”\, ha dichiarato Jago. Attualmente la scultura si presenta ancora con il nastro adesivo; sarà a discrezione dell’artista decidere quando riportare l’opera al suo aspetto originale.
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SUMMARY:Fotografie in dialogo | Mostra collettiva di fotografia
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n05 settembre – 14 settembre 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Emanuele Andreozzi \nCon le note di: Alessandro Giansanti \nOpere di: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi.  \nRassegna collettiva di fotografia organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Emanuele Andreozzi. La mostra vede una selezione di opere fotografiche prodotte da: Catia Montagna\, Francesca Marotta\, Giuseppe Tognarini\, Michela Petrocchi\, Miranda Wyszomirski\, Veronica Socci ed Emanuele Andreozzi. \nComunicato: \n« Fotografie in Dialogo è un invito a leggere la poesia nascosta in ogni scatto\, a soffermarsi sul silenzio\, sulla luce\, sulle sfumature che spesso sfuggono nella frenesia dell’immagine contemporanea. In un’epoca in cui la fotografia rischia di diventare consumabile e veloce\, questa mostra restituisce valore allo sguardo attento\, al tempo necessario per osservare e comprendere\, e alla profondità emotiva di ogni fotografia. \nAttraverso il dialogo tra generi\, stili e approcci diversi\, le opere esposte creano conversazioni invisibili tra artisti e spettatori\, tra memoria e contemporaneità\, invitando chi guarda a riflettere sulla potenza del mezzo fotografico\, sulla sua capacità di raccontare storie\, evocare emozioni e aprire nuove prospettive. » (il curatore E.Andreozzi). \nIl percorso espositivo presentato nella sede dell’associazione e galleria Agarte – Fucina delle Arti\, propone 40 scatti rappresentativi della produzione dei 7 fotografi selezionati. La mostra aprirà con vernissage venerdì 5 settembre dalle ore 18.30 fino alle ore 20.30 e proseguirà tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 14 settembre 2025. \nL’esposizione collettiva sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Valerie Krause. Formulare il Processo
DESCRIPTION:Valerie Krause \nFormulare il processo \nOpening 30 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \na cura di Roberto Lacarbonara \nIn collaborazione con Rolando Anselmi\, Roma \nNell’opera di Valerie Krause\, ogni rigorosa soluzione formale\, solida e geometrica è sempre provvisoria: è solo una delle possibili organizzazioni della forma e dello spazio. \nIn questo senso il titolo dell’installazione\, ideata per Dep Art Out\, assume un valore ambivalente: “Formulare il processo”\, ovvero giungere a una formula – una struttura algebrica\, calcolabile\, perentoria – ma anche ammettere la provvisorietà\, l’evoluzione del modello\, il processo di trasformazione e rinnovamento. \nUna configurazione che deriva dalla sensibile lettura dell’architettura circolare che ospita la mostra\, la struttura conica del trullo e la sua matrice vernacolare\, spontanea\, nata con funzione di ricovero rurale temporaneo (a partire dalla memoria delle antiche edificazioni a capanna) e dal reperimento di materiale lapideo proveniente dai calcari stratificati e affioranti dei suoli circostanti. \n“Non avevo mai visitato un trullo – afferma l’artista –. Mi sono chiesta: come può il mio lavoro essere appropriato alla forma di un trullo? Questo luogo è così diverso e speciale nella sua struttura\, forma e materialità. Muri spessi\, strutture libere tenute insieme dalla gravità\, un disegno discontinuo dai giunti aperti\, spazi vuoti tra materiali solidi giustapposti nel processo di stratificazione: sono tutti elementi di assoluto rilievo”. \nNella sala centrale dello spazio espositivo\, Krause dispone a pavimento elementi in terracotta dal profilo circolare\, provenienti dall’intersezione di forme concentriche disegnate dall’artista\, in una sorta di proiezione\, migrazione e stratificazione delle linee di perimetro che compongono l’architettura conica. Cerchi che\, disponendosi nello spazio\, collidono e generano frammenti\, conci\, schegge a partire dagli interstizi tra le forme. L’argilla impiegata per la produzione degli elementi scultorei – un ricorso alla materia prima della terra –\, così come la produzione di singole sagome\, ciascuna differente dalle altre\, alludono a un processo di umanizzazione della formula\, una costruzione empirica e\, pertanto\, irregolare e mutevole. L’installazione dell’opera\, inoltre\, rivela una sostanziale disimmetria rispetto alla volumetria centrica dell’edificio: i frammenti sembrano abitare lo spazio\, ruotando al suolo e migrando verso sud\, sul lato sinistro\, dove è posta un’alcova ottenuta dal sottomodulo di un cono minore. \nSul lato opposto Krause dispone una seconda scultura\, prodotta arrotolando una sottile lastra di alluminio perforata. Questa volta\, l’intervento dell’artista rielabora la componente verticale dell’architettura attraverso una soluzione cilindrica che\, dal pavimento\, si erge verso l’alto (si noti che\, nel gergo locale\, “candela” è il nome con cui ci si riferisce alla falsa cupola di copertura del trullo). \nI fori vengono praticati manualmente sulla lastra distesa\, seguendo un movimento spontaneo che l’artista compie sulla superficie. In seguito\, avvolgendo su sé stessa questa “costellazione” di punti\, si giunge a una nuova configurazione di cui non è più possibile prevedere esito e disegno complessivo. \nDall’irradiarsi delle forme in terracotta alla concentrazione del cilindro in alluminio\, emerge la duplice presenza di forze complementari che l’artista convoca nel suo intervento. Una componente energetica che abita lo spazio dell’architettura e che Krause sempre accoglie nella propria ricerca: “l’assenza di qualcosa che dia forma\, le sovrapposizioni di elementi e di stati\, i punti in cui si verificano deviazioni / tensioni\, la combinazione di elementi liberi\, le relazioni tra paesaggio e costruzioni organizzate geometricamente e tecnicamente\, così come la visualizzazione del processo che si inscrive nell’opera e ne determina la configurazione finale sono riflessioni che accompagnano da sempre il mio lavoro”. \nNota biografica \nValerie Krause (Krefeld\, Germania\, 1976) si laurea nel 2007 all’Accademia di Düsseldorf con Didier Vermeiren. Nel 2008\, ottiene ad Art Cologne il Premio “Audi Art Award for New Talents”\, cui segue una mostra personale all’Artothek di Colonia e la pubblicazione di un catalogo monografico. Negli anni successivi\, riceve una borsa di studio dalla Kunststiftung NRW\, dalla Konrad Adenauer Stiftung e dalla Stiftung Kunstfonds. Spazio e movimento sono temi centrali della sua ricerca\, sia nella scultura che in fotografia. Le sue opere sono state esposte in gallerie internazionali\, tra cui la galleria Rolando Anselmi di Berlino e Roma\, la galleria Greta Meert di Bruxelles\, la galleria L21 oggi Florit/Florit di Madrid e Palma di Maiorca e la galleria Heinz Holtmann di Colonia. Ha inoltre partecipato a mostre collettive in istituzioni quali il Museum Kunstpalast di Düsseldorf\, il Bbb Centre Régional D’initiatives Art Contemporain di Tolosa\, il Martin Gropius Bau di Berlino\, il KIT di Düsseldorf\, la Bundeskunsthalle di Bonn\, la Galleria d’Arte Moderna di Palermo e Köln Skulptur 7# nel Skulpturenpark di Colonia. \nIl lavoro di Valerie Krause è presente in importanti collezioni\, tra cui Sammlung Zeitgenossischer Kunst der Bundesrepublik Deutschland\, Konrad Adenauer Stiftung presso Villa la Collina a Cadenabbia e Sammlung des Landes NRW\, Aachen-Kornelimünster. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nRolando Anselmi\, Roma\nhttps://www.rolandoanselmi.com/valerie-krause-artist \n@rolandoanselmigalerie \nValerie Krause\n@valerie_krause
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SUMMARY:iClub Fashion Night - con Nathaly Caldonazzo
DESCRIPTION:Terrasini\, località marinara alle porte di Palermo\, non è soltanto la città dell’amore\, grazie alle tante opere artistiche ad esso ispirate\, ma è diventata una passerella a cielo aperto. Dopo la sfilata in Piazza Duomo dello scorso 30 luglio che ha dato un tocco glam alla stagione estiva programmata dal Comune\, tornano le stesse vibrazioni sabato 23 agosto\, dalle ore 20.00\, sul lungomare di Cala Rossa\, all’iClub\, dove si celebrerà un momento moda realizzato da Rosi De Simone Eventi e condotto da Nathaly Caldonazzo\, noto volto televisivo nazionale. Dj set e performance delle ballerine della Chameleons Events con costumi di Sara Natale. Ingresso libero da piazzetta Terzo Millennio. Per prenotazione tavoli +39 3661323400. \nLe proposte moda di “iClub Fashion Night” \nLa serata iClub Fashion Night\, aperta al pubblico\, si celebrerà sulle terrazze del locale che ricordano il pontile di una nave e dominano un tramonto mozzafiato. A competere con la natura la bellezza delle modelle in passerella con le proposte moda di Karisma\, Lulù Moda\, Ottica Carla e dell’azienda uomo Ciaramitaro14. Partner dell’evento l’associazione Hospitality Pro Terrasini\, B&B Sikelia\, trucco Charme Centro Estetico\, parrucco Wendy Santoro hair color & boutique\, coordinamento backstage e regia moda Vivia Cascio. Main sponsor Di Maio Assicurazioni. \nhttps://www.facebook.com/reel/738416962318820
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SUMMARY:Alberto Biasi
DESCRIPTION:Alberto Biasi \n Opening 23 agosto 2025\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nA cura di Federico Sardella\nIn collaborazione con Dep Art Gallery\, Milano \n  \nDep Art Out è lieta di annunciare una serata evento dedicata all’artista Alberto Biasi. Sabato 23 agosto\, dalle 19:00 alle 21:00\, il suggestivo trullo — sede estiva della Dep Art Gallery di Milano — ospiterà una selezione di opere della storica serie Trame. L’evento è a cura di Federico Sardella. \nRealizzate tra il 1959 e il 1960\, le Trame nascono dalla sovrapposizione di materiali quali garze\, carte traforate per la bachicoltura e reti metalliche montate su sottili telai in legno. Materiali umili\, reperibili all’epoca in qualsiasi consorzio agrario o ferramenta di paese\, diventano lo strumento con cui Biasi esplora scientificamente la percezione visiva: il disallineamento progressivo delle maglie genera pattern reticolari in continua vibrazione e spettacolari effetti moiré\, rivelando “l’invisibile” che si cela nei fenomeni ottici. \nSe nelle avanguardie degli anni ’60 l’oggetto d’uso comune veniva spesso elevato a feticcio artistico\, l’obiettivo di Biasi è opposto: il punto non è nobilitare la garza\, ma renderla pura interfaccia tra luce e occhio\, regolando il fenomeno attraverso una progressione misurabile di densità e inclinazioni. Il risultato è ogni volta inedito\, capace di trasformarsi ad ogni passo dello spettatore. \nIl dialogo con il trullo si fonda su un sottile gioco di risonanze materiche e strutturali. L’architettura vernacolare\, innalzata “a secco” con candide pietre che si sostengono per forze contrapposte\, segue un pattern preciso ed essenziale. Allo stesso modo\, sin dagli albori\, la tessitura si compone «filo su filo»\, diventando così tenace da servire per vesti\, sacchi o addirittura vele. Se un tempo il trullo era considerato una dimora umile\, oggi stupisce per la sua architettura eccezionalmente solida. Con le sue Trame\, Biasi costruisce perfetti esempi di arte cinetica\, in cui il movimento — soltanto apparente — scaturisce da un magistrale equilibrio tra semplicità costruttiva e complessità percettiva. \nAlberto Biasi (Padova 1937) è tra i pionieri dell’arte cinetica italiana. Cofondatore nel 1959 del Gruppo N\, partecipa alle mostre Nouve Tendances di Zagabria (1961-65) e a The Responsive Eye al MoMA di New York (1965)\, che consacra l’Op Art a livello internazionale. La sua ricerca si sviluppa in cicli quali Trame\, Rilievi ottico-dinamici\, Torsioni e Politipi\, tutti centrati sull’interazione fra luce\, superficie e movimento apparente. Le sue opere figurano in prestigiose collezioni pubbliche: Museum of Modern Art\, New York; Centre Pompidou\, Parigi; Ermitage\, San Pietroburgo; Peggy Guggenheim Collection\, Venezia; Galleria Nazionale d’Arte Moderna\, Roma\, tra molte altre. \nDep Art Out è un luogo fuori dall’ordinario dove l’arte si manifesta in modo innovativo. Il trullo\, icona della Puglia riconosciuta in tutto il mondo\, diventa uno spazio espositivo extra-ordinario\, immerso nelle campagne tra Ceglie Messapica e Martina Franca. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nDep Art Gallery\, Milan\nhttps://www.depart.it/ \n@depart_gallery \nAlberto Biasi\nhttps://albertobiasi.it/ \n@albertobiasiofficial
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SUMMARY:Lucio Del pezzo - Dep Art Out
DESCRIPTION:Dep Art Out e Fondazione Marconi sono lieti di annunciare una serata evento dedicata all’artista Lucio Del Pezzo. Domenica 3 agosto dalle 19 alle 21 il suggestivo trullo\, sede estiva della Dep Art Gallery di Milano\, ospiterà una scultura dell’artista napoletano. L’evento è a cura di Veronica Recchia. \nConosciuto per aver sviluppato un linguaggio artistico in cui pittura\, scultura\, oggetti del quotidiano e simboli si intrecciano in un curioso dialogo visivo\, Lucio Del Pezzo\, napoletano per nascita e formazione\, insieme a Biasi\, Di Bello\, e altri\, è tra i fondatori del Gruppo 58 e della rivista “Documento Sud”. \nLa mostra rende omaggio a uno dei temi portanti della ricerca artistica di Del Pezzo: il Casellario. Introdotto nelle sue pitture-sculture già all’inizio degli anni Sessanta\, questo elemento diventa una delle cifre distintive del suo linguaggio\, trovando una sua prima espressione autonoma e compiuta nel 1968 nell’opera Visual Box. \nProprio la sua origine partenopea rappresenta la chiave di lettura fondamentale per comprendere la sua visione artistica. Napoli\, crogiolo di culture e tradizioni\, città colta\, misteriosa e magica\, diventa terreno fertile da cui attingere per lo sviluppo di una propria poetica di linguaggio. Durante questa prima fase di sperimentazione le opere di Del Pezzo\, dal sapore neodadaista\, si popolano di simboli\, oggetti trovati\, reliquie\, rifiuti intrappolati al di sotto di una spessa patina di colore a olio. \nSono poi gli studi di archeologia compiuti in Grecia\, l’esperienza parigina\, durante la quale l’artista viene profondamente influenzato dalla componente onirica del surrealismo\, e il trasferimento agli inizi degli anni Sessanta a Milano a orientare la sua ricerca verso una maggiore esaltazione delle forme e degli elementi oggettuali. \nPur restando centrale\, l’elemento simbolico viene ora ordinato all’interno di strutture rigorose. Le varie forme\, inizialmente disposte libere su mensole\, vengono successivamente incasellate in griglie\, compartimenti\, spazi organizzati. È in questo contesto che nasce il Casellario\, dispositivo compositivo all’interno del quale\, come un abile archeologo\, l’artista colloca ed organizza i suoi reperti. Al nucleo iconografico delle prime ricerche si integrano\, in maniera sempre più consapevole\, forme rubate dalla pittura di de Chirico\, apparati decorativi di matrice liberty\, strutture geometriche e volumi architettonici. A queste componenti si affiancano suggestioni formali provenienti dall’arte egizia e bizantina\, rielaborate da Del Pezzo non come semplici citazioni\, ma come elementi attivi di un alfabeto autonomo. \nCosì anche nell’opera Visual Box e nei quattro piccoli casellari esposti in mostra; sfere\, cilindri\, ed elementi curvilinei vengono accostati a piramidi\, clessidre\, colonne tortili e volumi decorativi che appartengono al mondo metafisico e surrealista. \nQueste opere richiamano alla mente l’immaginario del bestiario o dell’erbario medievale\, in cui elementi eterogenei venivano raccolti e custoditi come testimonianze del meraviglioso e dell’ignoto. Tuttavia\, a differenza di quei repertori\, nei lavori di Del Pezzo non esiste una classificazione scientifica o sistematica\, ma gli oggetti si dispongono giocosamente seguendo le regole del caso. \nIl Casellario è per l’artista un archivio di memorie\, dove ogni compartimento custodisce frammenti di tempo\, ricordi e suggestioni. Il Casellario è un alfabeto visivo\, un linguaggio che si rinnova di continuo e che consente personali e molteplici letture.
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SUMMARY:“Conceptual Poop Art” by Giorgio De Cesario
DESCRIPTION:“Conceptual Poop Art”\, la nuova mostra di Giorgio De Cesario a cura di Emmanuel Mons delle Roche\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un viaggio tra le sue 150 opere e i suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Per la prima volta sono esposti al pubblico i suoi studi per la realizzazione di cravatte che riproducono particolari di famose opere d’arte. Invitati d’onore saranno infatti alcuni rappresentanti dell’industria tessile e di cravattifici italiani e stranieri. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 2 agosto al 30 ottobre 2025 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \n“Conceptual Poop Art” di Giorgio De Cesario \nUna provocazione estetica contro i paradossi del mercato dell’arte contemporanea \nNoto per le sue opere policromatiche e fortemente identitarie\, Giorgio De Cesario – artista e architetto salentino – ha sempre saputo coniugare la tradizione e l’innovazione\, la materia e il simbolismo. I suoi iconici volti femminili in argilla incastonati su tela e impreziositi da orecchini veri\, parlano di un’arte viva\, sensuale\, radicata nel territorio e al tempo stesso aperta alla critica sociale e culturale. \nCon la sua nuova opera “Conceptual Poop Art”\, De Cesario si inserisce con forza nel dibattito sull’autenticità e il valore dell’arte contemporanea\, proponendo una dichiarata e caustica contestazione all’ormai celeberrima “Comedian” di Maurizio Cattelan – la banana incollata al muro con il nastro adesivo che ha fatto il giro del mondo. \nCattelan\, con la sua trovata concettuale\, ha catalizzato l’attenzione globale: venduta da Sotheby’s New York per 6\,2 milioni di dollari al collezionista Justin Sun\, la banana è infine stata mangiata dallo stesso acquirente\, diventando simbolicamente (e fisicamente) escremento umano. È da questo gesto estremo – e\, per molti\, ridicolo – che prende forma la risposta di De Cesario. \nL’opera \n“Conceptual Poop Art” nasce come elaborazione critica dell’escremento di quella banana diventata simbolo di un mercato dell’arte sempre più autoreferenziale e grottesco. De Cesario prende ciò che resta – o meglio\, ciò che ne deriva – e lo trasforma in arte vera\, concreta\, visibile\, visitabile. Con ironia e lucidità\, il maestro salentino ribalta la provocazione di Cattelan e la restituisce al pubblico come riflessione sulla decadenza culturale e sull’assurdità delle valutazioni speculative nel mondo dell’arte. \nLa sede e l’esposizione \nL’opera è esposta in modo permanente presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, la galleria dell’artista\, che rappresenta da anni un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Salento.\nL’ingresso è gratuito e l’opera è visitabile tutti i giorni dalle ore 18:00 alle 20:00\, offrendo al pubblico non solo la visione di un lavoro provocatorio\, ma anche l’opportunità di confrontarsi con un pensiero critico che scava nel senso più profondo del “fare arte” oggi. \nIl contesto critico \nDe Cesario non è un outsider qualsiasi. La sua opera è stata analizzata e apprezzata da alcuni tra i maggiori critici d’arte italiani\, tra cui Philippe Daverio\, Giorgio Di Genova\, Luciano Caramel e Federico Zeri. Le sue creazioni non si fermano all’estetica\, ma diventano narrazione sociale\, antropologia visiva\, denuncia politica. “Conceptual Poop Art” si inserisce in questa traiettoria: un’opera che è insieme oggetto\, gesto e messaggio. \nGiorgio De Cesario – Peace Tree\n2025\, Legni marini\, argilla\, acciaio\, ceramica smaltata\nEsposta presso La Casa degli Artisti\, Gallipoli \nL’opera Peace Tree di Giorgio De Cesario nasce dall’incontro tra natura\, memoria e impegno simbolico. Realizzata attraverso l’assemblaggio di materiali trovati in riva al mare\, l’opera si compone di un grande tronco che funge da base e sostiene un secondo tronco più snello\, dal quale si diramano diversi fuscelli. Alle loro estremità\, l’artista ha inserito piccoli tubicini di argilla\, ciascuno colorato secondo le tonalità dell’arcobaleno — potente richiamo visivo alla pace e alla speranza universale. \nI due tronchi sono collegati tra loro tramite un vecchio girarrosto in acciaio\, a sottolineare il contrasto e il legame tra ciò che è naturale e ciò che è stato trasformato dall’uomo. De Cesario immagina che questi legni provengano dalle coste del Medio Oriente\, terre martoriate ma ricche di storia e umanità\, e li riassembla per creare un simbolo benaugurante di pace nel mondo. \nAlla base dei fuscelli compaiono delle lacrime di sangue in ceramica\, emblema del dolore e delle sofferenze umane\, contrapposte ai colori vivi e gioiosi dell’iride: una dicotomia che esprime il dramma e al tempo stesso la possibilità di redenzione. \nPeace Tree è parte della mostra “Conceptual Poop Art”\, in esposizione presso la Casa degli Artisti di Gallipoli dal 2 agosto al 30 ottobre 2025. Durante questo periodo\, i visitatori avranno la possibilità di lasciare la propria firma sul tronco principale dell’opera\, trasformando il gesto artistico in una partecipazione collettiva al messaggio universale di pace. \nMaria Cristina Maritati \nLa Casa degli Artisti Residenza D’artista \nwww.lacasadegliartisti.it \nwww.giorgiodecesario.it
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SUMMARY:Maja Marx -Dep Art Out
DESCRIPTION:Maja Marx (nata nel 1977) è un’artista sudafricana che vive e lavora a Città del Capo. Esponente dell’arte astratta contemporanea\, concepisce la pittura come un’attivazione ottica della superficie. Ha esposto in numerose mostre sia in Sudafrica che a livello internazionale\, tra cui la sua più recente personale\, Skin of the Eye (2023)\, la sesta presso la galleria WHATIFTHEWORLD\, e la collettiva Fallow Ground (2025) a cura di Reservoir Project\, ospitata da Spaced Out\, Gut Kerkow in collaborazione con PSM\, Berlino. \nPer questa speciale occasione\, Maja Marx presenterà un’installazione site-specific\, concepita appositamente per dialogare con la suggestiva cornice del trullo\, una struttura tradizionale in pietra splendidamente restaurata\, emblematica dell’architettura e della storia della regione. Un’opera che attraverserà per intero il trullo fino a riformularne la spazialità interna\, sondando al contempo le possibilità installative della pittura. Il lavoro incarna il concetto di narrazione che si dispiega\, evocando un viaggio nel tempo e nel paesaggio. \nWhen Pink was Yellow fa parte di un’indagine poetica sul flusso del pensiero durante la quiete dell’atto pittorico. Esso affonda le radici in un interesse poetico per la voce e il linguaggio\, più specificatamente su come l’idea di voce si traduca in astrazione visiva e su come il suono venga descritto usando il linguaggio del colore. \nUna singola linea rosa attraversa la lunghezza del rotolo ocra\, un punto di riferimento per il dispiegarsi di questa superficie nel tempo. La linea si intensifica fino a formare un velo ottico\, allo stesso tempo solido e trasparente. La superficie vibra in uno spazio ottico intermedio tra rosa e giallo\, due colori distinti per l’occhio\, ma simili nel tono. L’artista immagina la sua pittura entrare nello spazio del trullo come un pensiero\, fluttuando come fa una voce\, appena prima di lasciare le labbra. \n“Mi immagino mentre porto il rotolo all’interno del Trullo. Srotolandolo in quello spazio cranico\, come se vi portassi un pensiero. Immagino quell’interno cavernoso come l’interno della bocca – e il rotolo che si srotola lì dentro come una lingua. Sospeso a mezz’aria come una voce\, una frase che non ha ancora lasciato le labbra”. \nI dipinti di Maja Marx sono essenzialmente iper-attivazioni della superficie. Marx inizia mappando composizioni “trovate” sulla sua tela\, e poi lascia che questo processo di trascrizione proliferi in forma autonoma. Una volta che il campo ottico di ogni tela prende vita\, Marx usa l’atto del dipingere per “fissare” letteralmente se stessa sulla tela: ogni strato di pittura\, ogni coinvolgimento reagisce agli strati sottostanti\, diventando ricchi campi autoreferenziali in cui l’atto fisico dello sguardo è in primo piano; superfici che vengono lette\, guardate e fissate contemporaneamente. \nLa mostra si terrà in un’unica serata\, sabato 26 luglio\, dalle 19:00 alle 21:00\, con il format One Night Only in collaborazione con WHATIFTHEWORLD\, Città del Capo – Sudafrica\, a cura di Carmelo Cipriani.
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SUMMARY:Prima che la forma accada | Opere di Matteo Tomaselli
DESCRIPTION:Organizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Eleonora Ulisse \nCon l’introduzione di: Alessandro Giansanti \nCon la partecipazione di: Alexander Museum Palace Hotel \nMostra personale del percorso pittorico selezionato dalla produzione maturata durante gli anni dall’artista Matteo Tomaselli presentato da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Eleonora Ulisse\, con la nota introduttiva di Alessandro Giansanti\, il progetto espositivo si realizzerà su invito del Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina presso il Suo Alexander Museum Palace Hotel. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati all’interno della Galleria degli specchi i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche del pittore capitolino Tomaselli. I 12 lavori selezionati e proposti rappresentano il percorso a cavallo tra il figurativo e l’astratto intrapreso dall’artista con la sua iconica tecnica di scomposizione in fasci di luce. \nL’esposizione proposta all’interno del famoso hotel raggruppa le varie tematiche tra cui quelle sacrali\, del corpo umano\, dei luoghi d’appartenenza dell’artista e dei volti che lo hanno ispirato nella sua produzione: “C’è un momento\, nell’opera di Matteo Tomaselli\, in cui la forma si arresta\, ma non si spegne. Resta lì\, tesa\, sul limite del visibile — nel punto esatto della sospensione — quando il gesto si trattiene e l’immagine non è ancora compiuta. È in questa soglia sottile\, tra dinamismo e silenzio\, che l’artista costruisce la sua poetica.” (E.Ulisse). \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni seguendo gli orari dell’hotel a partire dal 25 luglio fino al 16 agosto all’interno della prestigiosa location sita in Viale Trieste\, 20 (61121 Pesaro PU)\, si ringrazia il Conte Alessandro Marcucci Pìnoli di Valfesina per l’invito. Ingresso libero\, il vernissage si terrà all’interno della Galleria degli specchi a partire dalle ore 19 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Trasformazioni in viaggio al Castello di Fumone | Opere di Antonella Iris De Pascale
DESCRIPTION:Castello di Fumone\, \n“Galleria del Conte Giovanni”\, camminamenti di ronda \nVia Umberto I°\, 27\, 03010 Fumone (FR) \n05 luglio – 02 agosto 2025 \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nCon l’introduzione del marchese Fabio De Paolis \nCol patrocinio di: Comune di Fumone \nCon la partecipazione di: Pro Loco Fumone degli Ernici APS \nSponsor ufficiale: Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio \nPartner: Casa vinicola Ciccariello\, Caran d’Ache \nMostra personale del percorso pittorico maturato durante gli anni dall’artista Antonella Iris De Pascale presentata da Agarte – Fucina delle Arti\, galleria d’arte ed associazione culturale di Frascati (RM)\, a cura di Alessandro Giansanti\, con la nota introduttiva del marchese Fabio De Paolis\, il patrocinio del Comune e la Pro loco di Fumone (FR) e la partecipazione di Casa vinicola Ciccariello e Caran d’Ache e Blu Banca Gruppo Banca Popolare del Lazio come sponsor ufficiale. \nComunicato: \nDurante l’evento verranno presentati i lavori esclusivi con una selezione di inediti e di tele storiche della De Pascale. Le anime come iconica firma della pittrice segnano una serie sviluppatasi in circa quarant’anni di costante produzione e ricerca (attiva sin dal 1983). L’artista (in arte Iris)\, Firenze classe ‘64\, viene presentata all’interno della storica location del Castello di Fumone inaugurando la Galleria d’Arte di quest’ultimo. \nL’esposizione\, seconda tappa del progetto in divenire e percorso itinerante e monografico dal titolo “Trasformazioni in viaggio”\, viene ispirato dalla serie prodotta durante alcuni viaggi nel mondo in cui l’artista è riuscita a creare opere di contaminazioni tra il Salento e Buenos Aires\, il Marocco e l’Andalusia.. contenendo un rimando concettuale al viaggio dell’anima\, sempre presente nei suoi quadri. \n\nLa mostra rimarrà visitabile tutti i giorni a partire dal 05 fino al 31 luglio all’interno del prestigioso Castello di Fumone\, sito in Via Umberto I°\, 27 (03010 Fumone FR)\, dalle 9.30 alle 13\, per poi riaprire dalle 15 alle 19\, la domenica orario continuato 9.30-19. Vernissage sabato 05 luglio ore 19-21 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 / agarte@agarte.it).
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SUMMARY:Infinite lune: Omaggio a Eole (Opere di Albino Palamara)
DESCRIPTION:Via Cairoli\, 15\, 00044 Frascati (RM) \nAgarte – Fucina delle Arti \n27 giugno – 06 luglio 2025 \nIngresso libero e gratuito \nOrganizzata da: Agarte – Fucina delle Arti \nA cura di: Alessandro Giansanti \nCon le note di: Maria Dora Briotti e Marcello Chinca Hosch \nLa mostra personale organizzata dall’Associazione Culturale e Galleria d’Arte “Agarte – Fucina delle Arti” a cura di Alessandro Giansanti vede l’esposizione di una selezione dei lavori scultorei e pittorici dell’artista contemporaneo Albino Palamara. \nComunicato: \n“Infinite lune: omaggio a Eole” propone una selezione di 16 opere realizzate nel corso degli anni dal poliedrico artista Albino Palamara. Classe ‘66\, Palamara si è distinto per una ricerca visiva capace di spaziare tra scultura\, pittura\, grafica\, illustrazione e mosaico\, creando un linguaggio personale in cui tutte queste discipline coesistono armoniosamente. \nLe opere in mostra aprono un dialogo vivo e immaginifico con lo spettatore\, portandolo dentro il mondo fantastico e l’alfabeto creativo dell’artista originario di Africo (RC). La sua estetica\, libera dalle convenzioni dell’arte contemporanea\, dà vita a una produzione visiva esplosiva\, ricca di suggestioni simboliche\, riferimenti mitologici ed evocazioni oniriche. \nLa mostra invita il pubblico a lasciarsi trasportare in un viaggio sensoriale dove ogni lavoro è porta d’accesso a un cosmo interiore tanto personale quanto universale\, aprendo con vernissage venerdì 27 giugno dalle ore 18 fino alle ore 20.30 e proseguirà tutti i giorni della settimana esclusi i lunedì seguendo regolare orario settimanale della nuova sede di Via Cairoli 15\, 00044 Frascati (RM)\, fino a conclusione domenica 06 luglio 2025. \nL’esposizione personale sarà liberamente visitabile (Ingresso gratuito) nei seguenti orari: martedì\, mercoledì\, venerdì e sabato 10.00-12.45 / 16.00–19.45\, giovedì e domenica 10.00-12.45 (per qualsiasi informazione +39 351 740 5874 – agarte@agarte.it – www.agarte.it).
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SUMMARY:Arcana: Il Leone del Nuovo Orizzonte
DESCRIPTION:Un Dialogo tra Antico e Futuro: L’Arte Che Affascina e Interroga \nPasseggiando tra le millenarie mura del Castello della Porta – un borgo che vanta la Bandiera Arancione del Touring Club – i visitatori saranno catapultati in un mondo dove arte\, filosofia\, meccanica ed esoterismo si fondono armoniosamente. Le sculture di Andrea da Montefeltro sono molto più che semplici forme: sono complesse architetture scultoree\, capaci di evocare meccanismi arcaici o futuristici\, ingranaggi misteriosi e strutture organiche che sembrano giungere da un’epoca dimenticata o da un futuro ancora inesplorato. \nOgni pezzo è un enigma\, un “antico strumento celeste” con anelli e strutture elaborate che invitano alla contemplazione dei cicoli universali e del rapporto tra uomo e cosmo. L’opera di Andrea da Montefeltro è un dialogo continuo tra il visibile e l’invisibile\, tra la fisicità della pietra e la spiritualità dei suoi simboli. I visitatori scopriranno riferimenti affascinanti a storia dell’arte\, alchimia\, geometria sacra e una sorprendente estetica steampunk\, che crea un irresistibile ponte tra l’antico e il moderno.
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LOCATION:Castello Della Porta di Frontone\, Piazzale della Rocca\, Frontone\, Pesaro Urbino\, Italia
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SUMMARY:Experience 30×30 Expressions
DESCRIPTION:Experience 30×30 Expressions \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nSiamo lieti di annunciare l’inaugurazione della mostra collettiva “Experience 30×30 Expressions”\, un’originale esposizione dedicata all’arte contemporanea di piccolo formato 30×30. L’evento si terrà il 19 aprile 2025 alle ore 18:30 presso lo Spazio Espositivo di LineaDarte-Officina Creativa a cura di Carla Di Pardo\, Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito. \n  \nQuesta iniziativa mira a valorizzare la creatività degli artisti operanti su piccoli formati sulla scia della “VentiPerVenti”\, mostra ricorrente del piccolo formato di Lineadarte da quasi vent’anni.  \nNonostante le dimensioni ristrette\, le opere esposte  oltrepassa i limiti  esprimendo una ricca varietà di emozioni\, stili e di tecniche\, mostrando che l’effetto di un’opera dipende dalla profondità del messaggio\, piuttosto che dalle sue dimensioni. \n  \n “L’arte è la forma più alta della speranza.”- Gerhard Richter \n  \nNel corso della serata\, avrà luogo la presentazione di un ricco e affascinante catalogo\, realizzato in occasione dell’esposizione. Questo volume è stato curato con dedizione da Gennaro Ippolito\, Giovanna Donnarumma e Carla Di Pardo\, che hanno scelto di includere tutte le cinquantadue opere in mostra e contributi significativi. A completare il catalogo\, troveremo un saggio critico del professor Rosario Pinto\, il quale offrirà uno sguardo approfondito e analitico sulle tematiche trattate nell’esposizione e sulle opere presentate. Questo evento rappresenta un’importante opportunità per esplorare le intersezioni tra arte e critica\, e per apprezzare il lavoro di artisti e curatori impegnati nel dialogo culturale contemporaneo. \nArtisti in mostra \nEttore Altieri – Emma Archer – Valerio Balzano – Nino Barone – Maria  Maddalena Bellorini Beate Bennewitz – Loretta Cappanera – Marisa Cesanelli – Giuseppe Colangelo – Mariagrazia Colasanto – Giuliano Cotellessa – Michele D’Aloisio – Carmen Del Russo – Antonio Di Campli – Carla Di Pardo – Franco Di Pede – Ergilia Di Teodoro – Antonio Di Zio – Giovanna Donnarumma Roberta Feoli De Lucia – Francesco Gallo – Mauro Nicola Macolino – Vincenzo Mascia – Beatrice Mastrodonato – Vittorio Miele –  Fabio Alessandro Mirri – Lucio Monaco Lello Muzio Achille Pace – Antonio Pallotta – Massimo Palumbo – Sara Pellegrini Pietro Pezzella – Maria Angela – Regoglioso Sabina Romanin – Sandro Saccocci –  Maria Angela Sebastiani – Franco Secone – Carla Sello – Lucia Spagnuolo – Salvatore Starace – Sandra Torquati – Giammario Tosi Ilia Tufano – Ivana Urso – Ivana Volpe \nSCHEDA RIASSUNTIVA \n \n\n  \nExperience Expressions 30×30 \nmostra collettiva \nNapoli – dal 19 aprile al 01 marzo 2025 \nLineadarte Officina Creativa \nVia S.Paolo ai tribunali\, 31 Napoli \norario: da lunedì a venerdì 17.00 -19:00 \n(possono variare\, verificare sempre via telefono) \nVernissage: sabato 19 aprile \n ore 18.30 \n  \nCarla Di Pardo – Giovanna Donnarumma\, Gennaro Ippolito \ngenere: arte contemporanea\, serata – evento\, collettiva \nCatalogo in mostra \ncon saggio critico di \nRosario Pinto \nPer informazioni \nTelefono: 3275849181/3342839785 \nEmail: lineadarte@gmail.com \nSito www.lineadarte-officinacreativa.org
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SUMMARY:CHE GUEVARA tú y todos – Un viaggio immersivo nella vita di una delle icone più leggendarie della storia moderna
DESCRIPTION:Il Museo Civico Archeologico di Bologna ospiterà\, dal 27 marzo al 30 giugno 2025\, la mostra CHE GUEVARA tú y todos\, un viaggio nella storia e nella vita di un uomo che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo di intere generazioni\, divenendo l’icona stessa del rivoluzionario: Ernesto Guevara de la Serna\, universalmente conosciuto come Che Guevara. \nGli spazi del museo bolognese accoglieranno una significativa parte del vasto repertorio fotografico e documentaristico inedito dell’archivio del Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana. La mostra offrirà al pubblico l’opportunità di esplorare\, grazie a strumenti digitali e interattivi\, i momenti cruciali della vita di Che Guevara\, permettendo di scoprire la sua umanità\, i suoi ideali e i suoi legami affettivi. Saranno contestualizzati gli eventi storici e geopolitici di un periodo cruciale\, dagli inizi degli anni ’50 alla fine degli anni ‘60 che ha profondamente influenzato più generazioni. \nLa mostra\, ideata e realizzata da SIMMETRICO Cultura\, è curata da Daniele Zambelli\, Flavio Andreini\, Camilo Guevara e María del Carmen Ariet Garcia\, con una colonna sonora originale composta da Andrea Guerra. È prodotta da Alma e dal Centro de Estudios Che Guevara\, il cui archivio è riconosciuto patrimonio di interesse “Memoria del Mondo” dall’UNESCO nel 2013\, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano\, l’Università IULM e il Settore Musei Civici | Museo Civico Archeologico Bologna\, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO\, dell’Ambasciata di Cuba in Italia\, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. \nLa realizzazione del progetto ha visto la stretta collaborazione della moglie di Che Guevara\, Aleida March\, e del figlio Camilo Guevara\, scomparso nel 2022\, a cui l’intero progetto espositivo è dedicato. \nIl significato del titolo: tú y todos \nIl titolo della mostra\, tú y todos\, riprende un verso intenso e toccante di una poesia che Che Guevara scrisse alla moglie Aleida prima della sua partenza per la Bolivia\, dove fu catturato e assassinato il 9 ottobre 1967\, dopo un lungo interrogatorio. \nQuesto titolo sottolinea l’intento della mostra: restituire una dimensione intima e consapevole alla figura di Ernesto Che Guevara\, distaccandola dal mito del guerrigliero intransigente e senza paura\, costruito dai media dell’epoca\, sia a favore che contro a seconda dello schieramento politico di appartenenza. La mostra racconterà l’uomo\, il personaggio politico e il contesto storico in cui visse\, attraverso oltre 2.000 documenti inediti\, tra cui lettere\, appunti\, diari\, fotografie scattate da lui stesso\, immagini ufficiali e private\, scritti autografi e video dell’epoca. \nUn progetto per tutti \nCHE GUEVARA tú y todos si rivolge a un pubblico ampio e trasversale\, con l’obiettivo di raccontare una figura iconica e contemporanea come quella di Che Guevara. La mostra pone il visitatore al centro\, coinvolgendolo direttamente e rendendolo parte attiva dell’esperienza\, attraverso un approccio innovativo alla divulgazione\, il percorso mira a creare una connessione emotiva con i visitatori\, proponendo una riflessione su tematiche ancora attuali. La visita non sarà un percorso passivo\, ma un’esperienza vissuta attivamente\, in cui il pubblico si sentirà parte integrante del racconto. \nIl percorso espositivo \nIl percorso della mostra è strutturato in tre livelli narrativi\, ciascuno dei quali utilizza soluzioni multimediali specifiche e mirate\, di particolare efficacia comunicativa: \nContesto storico e geopolitico \nIl primo livello narrativo\, di stampo giornalistico\, introduce immediatamente il visitatore al quadro geopolitico dell’epoca\, ponendo le basi per comprendere il contesto in cui Che Guevara ha vissuto e agito. \nBiografia \nIl secondo livello\, di natura biografica\, presenta materiali d’archivio inediti che ripercorrono gli eventi pubblici e privati della vita di Che Guevara: dai suoi celebri discorsi ufficiali alle riflessioni sull’educazione\, la politica estera\, l’economia\, il significato della rivoluzione e la speranza nell’“Uomo Nuovo”. \nDimensione intima \nIl terzo livello\, più intimistico\, si sviluppa attraverso frammenti dei suoi scritti personali\, come diari e lettere ai familiari e agli amici\, fino alle registrazioni inedite delle poesie che Guevara compose per la moglie Aleida. Questo livello rivela i dubbi\, le contraddizioni e le riflessioni che caratterizzavano l’uomo dietro il mito. \nUna narrazione immersiva \nLa mostra si apre con una sfida simbolica per il visitatore: superare una “linea gialla”. Una parete a fasce mobili\, retroproiettata\, mostra immagini edulcorate degli anni ’50 – provenienti da Hollywood\, dalla moda e dalla pubblicità delle grandi imprese consumistiche – che all’avvicinarsi del pubblico si dissolvono\, rivelando un’altra realtà: quella della povertà\, delle malattie\, delle ingiustizie sociali e della mancanza di libertà\, con un semplice passo riviviamo lo sconcerto del giovane Ernesto di fronte alla sofferenza degli ultimi e degli emarginati nei suoi viaggi in America Latina prima di diventare “Il Che”. \nRientrando in Argentina\, Ernesto annota: “Il personaggio che ha scritto questi appunti è morto quando è tornato a posare i piedi sulla terra d’Argentina\, e colui che li riordina li ripulisce: “io”\, non sono io; perlomeno non si tratta dello stesso io interiore. Quel vagare senza meta per la nostra “Maiuscola America” mi ha cambiato più di quanto credessi”. (Ernesto Guevara in Notas de viaje. 1952) \nSuperata questa soglia\, il visitatore intraprende un viaggio nella vita di Ernesto Guevara\, divenuto “El Che”. Centinaia di pensieri\, diari e lettere permetteranno di esplorare in modo approfondito una delle personalità più complesse e influenti del XX secolo. \nLa narrazione si snoda lungo una linea temporale arricchita da immagini storiche\, filmati e registrazioni di discorsi\, dal 1959 – “Anno della Liberazione” di Cuba – fino al 1967\, l’anno della missione in Bolivia\, l’ultima avventura. \nTre installazioni speciali\, disseminate lungo il percorso\, permettono al pubblico di incontrare non solo il personaggio storico\, ma anche l’uomo\, con le sue riflessioni e le sue emozioni. \nUn finale stra-ordinario \nLa mostra si conclude con un’installazione multidimensionale\, realizzata dall’artista americano Michael Murphy\, pioniere della Perceptual Art. L’opera\, intitolata Che: ritratto di Ernesto Guevara\, è una ricostruzione tridimensionale del celebre ritratto del Che\, capace di trasformarsi nella sua altrettanto iconica firma. \nIl direttore artistico e curatore della mostra\, Daniele Zambelli\, racconta: \n“Dopo due anni di lavoro\, ciò che mi rimane di questo dialogo ideale con Ernesto Che Guevara è la scoperta di un uomo intenso\, che ha dedicato tutto sé stesso al servizio di un’idea ‘stramba’: un’umanità che ha come imperativo morale l’evoluzione verso una società più giusta. Un intellettuale che ha trasformato l’utopia dell’‘uomo nuovo’ in azione concreta\, lavorando per costruire una società orientata al bene comune\, una società che non dimentica gli ultimi. Un uomo che sentiva davvero\, sul proprio volto\, il bruciare dello schiaffo dato dal potere a una moltitudine di uomini e donne privati di speranza e dignità. \nDietro l’intellettuale e il rivoluzionario\, però\, ho scoperto anche la persona: fedele ai propri ideali\, certo\, ma anche attraversata da dubbi e incertezze. Le sue scelte\, talvolta compiute con piena partecipazione\, altre volte con sofferenza\, sono sempre state una risposta a un imperativo morale di giustizia sociale\, un impegno pagato sempre in prima persona. \nPossiamo non essere completamente d’accordo con le sue idee o con i metodi adottati\, ma resta per me profondo il rispetto per un uomo che non si è mai nascosto con ipocrisia dietro le parole\, ma ha dato forma alle sue convinzioni attraverso le azioni\, contribuendo a dare voce a chi non ne aveva. \nSpero che la mostra permetta al pubblico\, soprattutto ai più giovani\, di instaurare un proprio dialogo ideale con il personaggio e con quel periodo storico così cruciale. Comprendere meglio il passato è essenziale per interpretare il presente che oggi viviamo”. \nBiglietti acquistabili su: https://www.ticketone.it/artist/che-guevara-tu-y-todos/
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SUMMARY:Ben Vautier
DESCRIPTION:Martedì 4 marzo alle ore 19.00 Lattuada Gallery inaugura la mostra personale di Ben Vautier\, artista francese recentemente scomparso\, che resterà aperta fino ad Aprile 2025 presso la sede di Via Senato 15\, Milano. \nArtista di spicco del movimento Fluxus\, Ben Vautier  (Napoli\, 1935 – Nizza\, 5 giugno 2024) ha sempre operato con l’intento di sfidare le convenzioni artistiche in modo provocatorio e giocoso. La sua ricerca mira a decostruire l’oggetto d’arte\, spogliandolo non solo della sua immagine ma anche delle convenzioni implicite che lo accompagnano. Il linguaggio scritto rappresenta un elemento cardine della sua poetica: frasi incisive\, spesso realizzate in calligrafia infantile su superfici monocrome\, sono divenute una delle espressioni più riconoscibili dell’arte contemporanea. \nLa mostra resterà aperta dal lunedì al venerdì\, dalle ore 11.00 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 19.00.
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SUMMARY:PEACE AND LOVE\, Incontri mediterranei IX edizione
DESCRIPTION:PEACE AND LOVE\, Incontri mediterranei IX edizione MOSTRA ALIENISTA \nPrende il via dal 21 dicembre 2024 un altro grande evento promosso da La Casa degli Artisti di Gallipoli. Si tratta della ormai celebre mostra collettiva dal titolo PEACE AND LOVE\, IX edizione\, che raccoglie alcuni grandi nomi del panorama artistico-culturale contemporaneo. Direttore artistico dell’evento è l’artista salentino Giorgio De Cesario che risiede ed opera nella Casa degli Artisti dove ha sede la sua galleria permanente e dove\, insieme a sua moglie Maria Cristina Maritati\, è riuscito a realizzare una residenza d’artista che ospita gratuitamente eventi culturali d’ogni genere. Questa residenza è inoltre diventata\, nel corso degli anni\, il centro propulsore dell’Alienismo\, movimento di pensiero fondato e di continuo alimentato dallo stesso De Cesario. Simbolo e leit-motiv di questa mostra sarà il “Messaggero di Pace”\, soggetto dell’ultima opera di Giorgio De Cesario\, cioè un angelo preposto alla diffusione di pace e amore nel mondo\, come augura lo stesso titolo della mostra ed in considerazione degli attuali venti di guerra. \nL’artista ha realizzato quest’opera dietro invito del critico d’arte Daniele Crippa\, presidente del Museo del Parco di Portofino e fautore del progetto “La Iglesia de Los Angeles”. Tale progetto mira a popolare di angeli contemporanei la chiesa a loro dedicata nella città argentina di Salta e ha destato anche l’interesse di Papa Francesco\, nativo appunto della zona di Salta. L’opera di De Cesario sarà quindi riprodotta su una piastrella di cm.25X25che andrà poi a decorare le pareti della chiesa. \nOltre a quelle di Giorgio De Cesario\, la mostra ospita anche le ultime acquisizioni di Salvatore Pepe\, di Rolando Zucchini e di Vittorio Rancati. In esposizione anche tutte le opere letterarie di Amanda Gesualdi e Pasquale Cavalera e le foto dal mondo di Giuseppe Caridi\, tutti fedeli sostenitori dell’azione divulgativa de La Casa degli Artisti. \nDi seguito alcune notizie sugli artisti partecipanti. \nAmanda Gesualdi\, scrittrice e ricercatrice\, con all’attivo più di dieci pubblicazioni\, è anche direttrice editoriale della rivista “You See”. Si occupa di coaching\, psicologia\, psicosofia\, con particolare attenzione al mondo olistico ed alle più moderne tecniche di profilazione. Co-Fondatrice della University of Coaching\, è docente e formatrice in Scienze e Tecniche del Mental Coaching e creatrice del primo percorso di Laurea in Mental Coaching sia a livello nazionale che internazionale. \nPasquale Cavalera è uno scrittore salentino che ha deciso di porre fine alla sua carriera di ingegnere per dedicarsi con successo alla letteratura\, come dimostrano le sue ultime opere ”Sottomessi” (raccolta di poesie) e il romanzo “La mia famiglia a San Valentino”. Inoltre è fondatore dell’agenzia letteraria Storie di Libri\, in cui attualmente ricopre il ruolo di CEO ed editor. \nVittorio Rancati\, artista emergente del ferro e della lamiera\, manifesta sin da piccolo una grande passione per questi materiali e per le attrezzature meccaniche\, passione che è diventata la sua attività lavorativa quotidiana. Partecipa alla mostra con l’opera in ferro smaltato “Albero della vita: respiro”\, la quale rappresenta infatti il respiro della natura e il suo lavoro di continua rigenerazione della vita che ci circonda. \nSalvatore Pepe è uno dei maggiori esponenti del minimalismo italiano\, ha partecipato a varie mostre in tutto il mondo\, tra cui anche alla Biennale di Venezia\, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Molte sue opere sono già presenti nella Casa degli Artisti e precisamente nella Suite Mondrian dove l’artista ha una sua galleria permanente. Nella mostra sarà esposta una sua ultima acquisizione dal titolo “Linea del Fronte”\, esempio di pittura minimalista di grande impatto a livello visivo ed emozionale. \nRolando Zucchini\, artista umbro di grande versatilità\, è un matematico scivolato pian piano nel mondo dell’arte. Sperimenta vari supporti e varie tecniche\, ama la solitudine e gli stili di vita orientali come testimonia il suo vagabondare in Cina tra i monaci buddisti. La sua opera in esposizione ha il titolo ”ST tgK 37”\, un guizzo improvviso fissato sulla tela\, quasi a voler dare testimonianza dell’attimo fuggente. \nGiuseppe Caridi\, scrittore\, fotografo\, attivista climatico e divulgatore; viaggiatore.Ha visitato oltre 160 paesi nel mondo\, pubblicato due diari di viaggio e esposto i suoi scatti fotografici in Europa\, America\, Asia e Africa. Lavora come Travel Designer\, accompagnando gruppi di viaggiatori in itinerari naturalistici e culturali da lui appositamente predisposti. Figura tra i fondatori del progetto scientifico www.theclimateroute.org ed è presidente dell’Associazione Experience Your Time APS con sede in Gallipoli. E’ stato arbitro di calcio e Istruttore di Diritto Internazionale Umanitario della Croce Rossa Internazionale. \nLa Mostra sarà poi arricchita da alcuni eventi collaterali quali\, ad esempio\, la presentazione dell’opera prima della poetessa gallipolina Rita Corciulo dal titolo “Gocce d’Azzurro”\, (pubblicazione a cura di Storie di Libri di Pasquale Cavalera)\, che avrà luogo il 4 gennaio 2025 alle ore 18. \nTutta la manifestazione\, a cura delle Proff. Orsolina Fontò e Maria Cristina Maritati\, è realizzata inoltre con la collaborazione di CittadinanzAttiva\, assemblea di Gallipoli\, e del Circolo La Fenice. \nLa mostra si svolgerà dal 21 dicembre 2024\, con vernissage alle ore 18\, all’11 gennaio 2025. Sarà visitabile ogni giorno dalle ore 16 alle ore 20 con ingresso libero e gratuito. \nLA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista via Lepanto\,1 GALLIPOLI (LE). \nTel. 0833 261865 – 3332720348 \nwww.giorgiodecesario.it \nwww.lacasadegliartisti.it
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SUMMARY:“Flemish Flair” di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni
DESCRIPTION:La città di Bologna è pronta ad accogliere la Galleria Leòn\, diretta da Leonardo Iuffrida: un innovativo spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea. Situata in pieno centro\, la galleria si distingue per offrire ampia varietà nei generi e nei temi trattati\, prestando particolare attenzione alla fotografia e alle espressioni artistiche che usano il corpo come principale strumento di comunicazione. \nVenerdì 6 dicembre 2024 alle 18.30\, la Galleria Leòn aprirà ufficialmente le porte al pubblico\, invitando appassionati d’arte\, collezionisti\, addetti ai lavori e professionisti del settore a scoprire un’esperienza artistica unica nel suo genere. \n  \nLa galleria è a carattere commerciale ed è caratterizzata da due anime: una sezione che comprende un archivio fotografico composto da un’accurata selezione di scatti vernacolari (fotografie trouvè di autori anonimi) dall’Ottocento a oggi\, insieme a foto vintage di grandi autori americani di nudo maschile e cultura queer\, tra cui Bob Mizer (1922-1992) e Bruce of Los Angeles (1909-1974); e una seconda sezione dedicata a mostre temporanee\, con esposizioni di opere e artisti emergenti. \nIn occasione dell’apertura\, il fondatore Leonardo Iuffrida presenta la doppia personale “Flemish Flair” di Camilla Di Bella Vecchi e Marco Gualdoni\, due fotografi italiani il cui stile richiama alla memoria le atmosfere degli artisti fiamminghi. \nFlemish Flair offre al pubblico l’opportunità di immergersi in un tempo e uno spazio lontani\, in cui riecheggiano le atmosfere nordiche dei grandi pittori fiamminghi del Quattro-Cinquecento\, quando una nuova luce apriva lo sguardo ad orizzonti di speranza e progresso. Tra porzioni di corpi umani che emergono da sfondi notturni\, oggetti scintillanti e visioni arcane e sospese\, nelle opere di entrambi i fotografi la luce scivola sulla superficie di persone\, oggetti e tessuti\, offrendone una resa quasi tattile. È una luce potente che apre le porte ad un mondo ideale\, utopico e immaginifico\, che solo la fotografia può rendere credibile. Grazie a giochi di riflessi\, bagliori e accostamenti enigmatici\, l’osservatore – con la mente e lo sguardo – ha il potere di plasmare un mondo fatto di bellezza e mistero. \nCamilla Di Bella Vecchi si concentra sulla figura femminile e sulla grazia della gestualità delle mani. Realizza i suoi scatti quasi sempre attraverso l’utilizzo del suo stesso corpo\, richiamando frammenti\, momenti e scene che si ispirano a grandi capolavori della storia dell’arte. \nMarco Gualdoni si focalizza sulla figura maschile e sulla costruzione di dimensioni enigmatiche. Il corpo dell’uomo\, celebrato nel rispetto della visione classicista della bellezza\, si fonde con elementi floreali e scultorei\, venendo destrutturato fino a diventare un tutt’uno con l’architettura degli oggetti. \nLa mostra sarà visitabile fino al 15 febbraio 2025. \nIl pubblico\, inoltre\, avrà l’opportunità di ammirare un’ampia selezione di fotografie vernacolari: ritratti\, scatti di viaggi e di vita quotidiana\, realizzate da persone comuni. Fotografie originariamente destinate a un uso personale o familiare\, spesso dimenticate in album\, archivi e collezioni private. Immagini che non nascevano come opere d’arte ma che\, grazie alla loro bellezza\, meritano di essere celebrate come autentici capolavori. Questi scatti possiedono anche un elevato valore storico-documentale\, trasformandosi in veri e propri portali verso il passato\, attraverso i quali è possibile osservare mode\, stili\, usi e costumi di epoche lontane e recenti. L’osservatore ha la possibilità di ridare loro nuova vita attraverso la propria immaginazione\, conferendo nuova essenza a momenti che altrimenti sarebbero stati sommersi nell’oblio del tempo. E il collezionista diventa il nuovo custode di quel personale immaginario di cui la foto si fa finestra. \nCompletano il contesto espositivo le fotografie dei Maestri Bob Mizer e Bruce of Los Angeles\, due tra i più importanti rappresentanti della Physique Photography\, genere che si affermò tra l’inizio del XX secolo e gli anni ’60 del Novecento\, concentrandosi sull’esaltazione della muscolarità di corpi maschili atletici. \nBob Mizer è considerato uno dei pionieri di questa forma d’arte per aver unito esplicitamente nudità\, attività fisica ed erotismo\, e per aver proposto i suoi scatti ad un pubblico di massa costituito da solo uomini\, in tempi in cui l’omosessualità era osteggiata e la censura imperversava. É grazie a Physique Pictorial (1951-1990)\, considerata una delle prime riviste gay\, che il nudo maschile uscì da accademie e circoli ristretti\, per diventare oggetto non solo da studiare ed emulare\, ma anche da desiderare. Le sue fotografie con ragazzi della porta accanto\, dotati di una prorompente sensualità\, hanno guadagnato riconoscimenti internazionali\, passando nel 2013 anche per le prestigiose sale del Museo d’Orsay e del MOCA di Los Angeles”. \nBruce of Los Angeles diede un tocco patinato al genere della Physique Photography\, combinando sapientemente maestria tecnica con tocchi di glamour hollywoodiano. Sotto la sua lente\, cowboy e uomini nudi fotografati all’aperto sono diventati divinità dall’eterna bellezza. Le sue opere sono state esibite presso Wessel + O’Connor Fine Art nel New Jersey nel 2008 e alla Stephen Cohen Gallery di Los Angeles nel 2012. \nUn corner della Galleria sarà dedicato alla vendita di riviste indipendenti e pubblicazioni d’epoca da collezione. \nCAMILLA DI BELLA VECCHI: BIOGRAFIA \nCamilla Di Bella Vecchi (Bologna): fotografa. Laureata in illustrazione all’Istituto Europeo di Design (IED) di Torino\, si specializza in grafica e illustrazione. Tra il 2023 e il 2024\, le sue opere fotografiche sono state esposte in musei e spazi privati\, tra i quali il Castello Medievale di Montecchio Emilia\, il Museo degli Angeli di Messina e un antico mulino a Castel Bolognese. \nMARCO GUALDONI: BIOGRAFIA \nMarco Gualdoni (Milano): fotografo. Dopo essersi dedicato alla fotografia di paesaggio e di architettura\, rivolge il suo sguardo alla figura maschile\, cercando di trarne l’essenza e gli aspetti più vulnerabili. Le sue opere della serie Still Lifes Memories in mostra alla Galleria Leòn sono state pubblicate su BOYS! BOYS BOYS! – The Magazine\, vol. 7 gennaio 2024. \nLEONARDO IUFFRIDA – FONDATORE GALLERIA LEÒN: BIOGRAFIA \nLeonardo Iuffrida: storico dell’arte e autore de “Il nudo maschile nella fotografia e nella moda”\, edito da Odoya. Laureato al DAMS di Bologna\, ha studiato curatela presso la Fondazione Fotografia Modena (oggi Fondazione Modena Arti Visive) e Art & Business presso il Sotheby’s Institute of Art di Londra. I suoi saggi su arte e moda sono stati pubblicati da Skira\, Bononia University Press\, Silvana Editoriale e Brill Academic Publishers. Ha collaborato con GQ\, Exibart\, Artribune e Fondazione Pitti Discovery. Presso Senape Vivaio Urbano ha curato le mostre: “Matteo Piacenti – Nel giardino dei corpi svelati”\, “Roberto Dapoto – Pittura da Fotografia” e “Tom of Finland and the Golden of Physique Photography”.
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