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SUMMARY:Dep Art Gallery. 20 Anni
DESCRIPTION:DEP ART GALLERY | 20 ANNI\n2006 – 2026\nA cura di Antonio Addamiano\nMilano\, Dep Art Gallery\n24 giugno 2026 – 19 settembre 2026\nOpening 23 giugno\, dalle 18.00 \nDep Art Gallery celebra il ventesimo anniversario della sua attività con una mostra che è insieme bilancio e manifesto. Non una retrospettiva\, ma una ricognizione visiva: ventisei artisti\, ventisei mostre personali che hanno segnato la storia della galleria\, ciascuno rappresentato da un’opera scelta a testimoniare la coerenza di un percorso. \nL’allestimento segue una logica spaziale e narrativa precisa. Ad aprire il percorso espositivo è un’opera di Mario Nigro\, artista che il fondatore e direttore Antonio Addamiano scelse di esporre in occasione dell’inaugurazione della galleria 20 anni fa\, nel 2006\, nella sede di Via Giuriati. La mostra continua al piano interrato dove si dispiega la storia delle origini: da Alberto Gianquinto a Pino Pinelli\, ma anche Salvo\, Alberto Biasi ed Emilio Scanavino\, così\, in ordine cronologico\, la galleria ripercorre i suoi primi anni attraverso le opere di artisti che ne hanno definito l’identità. Non è casuale che Pinelli chiuda questo piano: la sua personale fu l’ultima mostra nella sede storica della galleria\, un congedo e insieme una soglia. \nAl piano superiore il racconto continua: nel 2015 la galleria inaugurò la nuova sede di Via Comelico con una mostra di Turi Simeti\, e da lì prosegue il percorso\, da Piero Fogliati a Gerold Miller\, passando per Alighiero Boetti\, Wolfram Ullrich\, Carlos Cruz-Diez\, Regine Schumann\, Imi Knoebel\, a mostrare come la ricerca si sia evoluta senza mai perdere il filo: quello di un’arte che interroga la percezione\, lo spazio\, la materia\, la memoria. \nAlcune di queste mostre sono state possibili grazie a collaborazioni con curatori di straordinaria competenza e sensibilità\, con i quali si è costruito nel tempo un rapporto di fiducia e stima reciproca. La condivisione di una visione\, di relazioni\, di studio\, di rischio intellettuale è ciò che ha orientato ogni scelta in questi vent’anni\, e continua a farlo.
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SUMMARY:Giorgio De Cesario\, sfascismo il collasso del presente
DESCRIPTION:  \n“Sfascismo”\, la nuova mostra personale di Giorgio De Cesario a cura di Maria Cristina Maritati\, Domenicaisabella Bono Mariano\, Raffaele Bono Mariano  \, con la collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e della Banca BCC di Leverano\, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro la narrazione vigente e la contemporanea crisi dei valori\, ma\, nello stesso tempo\, rappresenta un messaggio di speranza espresso dai suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Tanti sono gli spunti di riflessione suggeriti. \nLa mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 27 Giugno al 31 dicembre 2026 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito. \nCatalogo: a cura di Maria Cristina Maritati\, disponibile in sede gratuitamente o può essere scaricato da questo link: file:///C:/Users/Utente/Documents/Sfascismo%20catalogo.pdf \nSfascismo di Giorgio De Cesario \nReduce dai successi newyorkesi all’Artexpo \, l’artista Giorgio De Cesario  presenterà al pubblico  le sue piu recenti fatiche nella sua Galleria Permanente\, presso La Casa degli Artisti di Gallipoli\, con vernissage sabato 27 giugno 2026 alle ore 19.30 . “Sfascismo” è il titolo che De Cesario ha voluto dare a questa serie di opere\,  un neologismo da lui  coniato per nominare una condizione storica di collasso: il cedimento del mondo sotto il peso della disgregazione sociale\, dell’erosione dei diritti fondamentali\, delle guerre e di una cultura diffusa del cinismo e dell’odio. Non è soltanto una diagnosi del presente\, ma una presa di posizione critica contro la narrazione dominante che normalizza e giustifica la demolizione dello Stato sociale. Con Sfascismo\, De Cesario dà titolo al terzo periodo della sua produzione artistica. Dopo il primo periodo\, Solitudini\, dedicato all’isolamento dell’essere umano nella società contemporanea\, e il secondo\, Dall’attualità al fantasy\, in cui la cronaca viene trasfigurata in chiave visionaria e simbolica\, l’artista approda a una fase più apertamente politica e rivelatrice. L’opera Sfascismo\, che inaugura questa nuova serie\, ne è la dichiarazione programmatica. Al centro della composizione si erge una torre di Babele decadente\, instabile e frammentata\, simbolo del fallimento delle grandi costruzioni di potere e delle egemonie che promettevano ordine e progresso. Il rosso violento della struttura — colore del sangue\, del conflitto e del sacrificio — si staglia su uno sfondo plumbeo e tempestoso\, evocando visivamente il fragore di tuoni e cannoni. In alto\, una sfera multicolore rappresenta il mondo con le sue bandiere e la sua vitalità: nonostante il crollo dei colossi ideologici\, la vita continua a esistere e a resistere. Attorno alla torre\, un pubblico inerme\, quasi morti che camminano\, assiste attonito al collasso della narrazione vigente. Emblematica è la presenza dei volti in argilla applicati alla tela\, segno distintivo del linguaggio di De Cesario: maschere fragili che incarnano un’umanità alienata\, sospesa tra perdita di identità e desiderio di risveglio. In questo senso\, Sfascismo si collega profondamente al movimento dell’Alienismo\, fondato dallo stesso De Cesario\, che indaga la condizione critica dell’uomo contemporaneo\, denuncia la frattura tra individuo e società e cerca\, attraverso l’arte\, una possibilità di ricomposizione e di nuova coscienza. Come nei periodi precedenti\, anche nello sfascismo il messaggio di De Cesario non si chiude nella disperazione. Gli effetti cromatici e la presenza della natura\, che affiora nonostante il caos\, introducono sempre una tensione verso la speranza e la rinascita di una diversa umanità\, finalmente consapevole.
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SUMMARY:Extinctions - Mostra di Deborah Kruger
DESCRIPTION:La mostra riunisce un significativo nucleo di opere recenti e indaga le forme di perdita irreversibile che caratterizzano il presente\, intrecciando riflessione ecologica\, memoria culturale e responsabilità individuale e collettiva. Al centro della ricerca di Kruger si collocano due fenomeni apparentemente distinti ma profondamente interconnessi: l’estinzione di numerose specie di uccelli e la progressiva scomparsa di lingue indigene in diverse aree del pianeta. L’artista li interpreta come manifestazioni parallele di una medesima crisi sistemica\, capace di compromettere simultaneamente la biodiversità naturale e quella culturale. \nIl percorso espositivo comprende sculture tessili\, arazzi monumentali e opere a parete accomunate dall’impiego di uno degli elementi più riconoscibili della pratica dell’artista: piume di plastica riciclata\, successivamente serigrafate con immagini di specie aviarie minacciate e sovrastampate con testi in lingue a rischio di estinzione. Attraverso questa scelta materica\, Kruger introduce una complessa stratificazione semantica: la plastica\, emblema della produzione e del consumo globalizzati nonché tra i principali agenti dell’alterazione ambientale contemporanea\, viene trasformata in dispositivo narrativo e critico\, capace di rendere visibili le responsabilità umane nei processi di degrado ecologico e di cancellazione culturale. \nLa formazione dell’artista nel campo del textile design emerge nella qualità tattile delle superfici\, nella costruzione delle opere e nell’attenzione alla dimensione processuale del fare. Materialità\, accumulazione e stratificazione diventano strumenti attraverso cui Kruger interroga i modelli economici e produttivi contemporanei\, mantenendo al contempo un forte legame con la manualità e con la capacità dei materiali di conservare e trasmettere memoria. \nAlla base della sua pratica artistica vi è una concezione relazionale dell’esistenza\, secondo la quale ogni organismo\, cultura e linguaggio partecipa a una rete complessa di interdipendenze. In questa prospettiva\, la frammentazione degli habitat naturali e l’erosione delle culture marginali appaiono come effetti differenti di dinamiche comuni\, generate da sistemi economici e sociali fondati sull’estrazione intensiva delle risorse e sulla progressiva omologazione dei comportamenti. Le conseguenze di tali processi ricadono con particolare evidenza sulle realtà più vulnerabili – specie animali minacciate e comunità indigene – che diventano indicatori sensibili delle fragilità dell’intero ecosistema globale. \nEXTINCTIONS invita a riflettere sulle relazioni che legano produzione\, consumo\, linguaggio e tutela della vita\, ponendo al centro le responsabilità individuali e collettive che attraversano il nostro tempo. Per Deborah Kruger l’arte è uno spazio di consapevolezza e trasformazione\, capace di rendere visibili le strutture spesso opache dei sistemi contemporanei e di restituire presenza e voce a ciò che rischia di essere definitivamente cancellato. \nLa mostra è corredata di un catalogo trilingue (italiano\, inglese\, tedesco) edito da Al3vie Editore. \nOrari mostra:                     venerdì: 15.00 – 19.00; sabato e domenica: 10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00
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LOCATION:Civico Museo Parisi Valle\, Via Leopoldo Giampaolo\, Maccagno con Pino e Veddasca\, Varese\, Italia
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SUMMARY:Stefano Arienti\, Europa Libera
DESCRIPTION:Stefano Arienti\nEuropa Libera  \nA cura di Carmelo Cipriani \nOpening giovedì 2 agosto 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nDep Art Out è lieta di presentare Europa Libera\, il nuovo intervento site-specific di Stefano Arienti\, concepito appositamente per il trullo di Ceglie Messapica\, a cura di Carmelo Cipriani. \nDa oltre trent’anni Stefano Arienti sviluppa una ricerca che mette in relazione immagine\, materia e territorio\, attraverso gesti essenziali di raccolta\, trasformazione e ricomposizione. La sua pratica si fonda sulla capacità di rivelare il potenziale poetico di materiali ordinari e di elementi naturali\, facendo emergere connessioni inattese tra esperienza e rappresentazione. Carte geografiche\, paesaggi\, fenomeni naturali\, memorie dei luoghi e immagini della cultura visiva vengono continuamente reinterpretati\, dando origine a opere in cui non solo il risultato visivo ma lo stesso processo di costruzione diventa uno strumento collettivo di confronto e conoscenza. \nPer Dep Art Out\, Arienti realizza una monumentale mappa politica dell’Europa utilizzando esclusivamente materiali raccolti nel terreno circostante il trullo. Pietre e altri elementi naturali vengono ricomposti in un grande disegno percorribile dal pubblico\, trasformando il suolo in un’immagine. L’opera è pensata come uno spazio da attraversare fisicamente\, nel quale il visitatore entra letteralmente all’interno della geografia europea. Il disegno colloca simbolicamente la Puglia al centro della composizione\, facendo coincidere il trullo con uno dei punti nevralgici della carta. Il luogo che ospita l’intervento diventa il fulcro stesso della rappresentazione\, suggerendo un ribaltamento della prospettiva geografica: l’Europa è ripensata a partire da un luogo concreto\, periferico solo in apparenza\, storicamente affacciato sul Mediterraneo e naturalmente proiettato verso Oriente. \n«L’intervento – sostiene il curatore Carmelo Cipriani – s’inserisce in una linea di ricerca che attraversa da anni il lavoro dell’artista: la costruzione di immagini complesse mediante l’accumulazione di elementi naturali o di recupero\, capaci di conservare la propria identità pur contribuendo a una figura o struttura di valenza collettiva. Ne è un esempio Gocce\, installazione site-specific realizzata nel Museo Nazionale di San Marino\, in cui Arienti ha delineato la geografia d’Europa attraverso una moltitudine di vasetti di vetro. A Ceglie Messapica questa ricerca in cui il materiale non è mai un semplice mezzo espressivo\, ma determina il significato stesso dell’immagine\, trova una declinazione inedita. La pietra sostituisce il vetro\, introducendo una dimensione geologica e storica profondamente radicata nel paesaggio pugliese. Sono le stesse pietre che\, raccolte nei campi nel corso dei secoli\, hanno dato forma ai muri a secco\, ai terrazzamenti e ai trulli\, trasformando un materiale naturale in un elemento identitario del territorio. La mappa dell’Europa nasce così dalla stessa materia che costruisce il paesaggio locale\, mettendo in relazione la scala continentale con quella più intima e quotidiana della campagna murgiana. L’unico elemento cromatico adottato è l’azzurro\, identificativo di mare e cielo\, ma anche della bandiera europea. È una presenza minima ma decisiva\, capace di unire la dimensione naturale del paesaggio con quella simbolica e istituzionale della costruzione europea. Il colore diventa così un segno di appartenenza\, ma anche un invito a riflettere sul significato stesso dell’idea di Europa». \nL’opera ha una connotazione apertamente politica. La carta geografica non viene utilizzata per affermare la stabilità dei confini\, ma per interrogare il ruolo dell’Unione Europea nel presente. Arienti propone un’immagine del continente come spazio condiviso\, fondato sulla responsabilità collettiva più che sull’appartenenza nazionale. L’intervento richiama il valore delle istituzioni sovranazionali come strumenti di cooperazione\, di pace e di mediazione tra i popoli\, contrapponendo la costruzione di una comunità politica solidale alla logica degli imperi e delle opposizioni geopolitiche. Più che disegnare una carta geografica\, Stefano Arienti costruisce una geografia della materia\, nella quale il paesaggio di Ceglie Messapica diventa il punto da cui ripensare l’Europa\, la sua identità e il suo futuro. \nNota biografica \nStefano Arienti (Asola\, Mantova\, 1961) vive e lavora a Milano. Nel 1986 si laurea in Scienze Agrarie con una tesi di virologia. Partecipa alla prima mostra collettiva nel 1985 alla ex fabbrica Brown Boveri\, dove incontra Corrado Levi\, il suo primo maestro. Ha frequentato l’ambiente artistico italiano\, assieme ad altri giovani artisti\, nel momento di rinnovamento successivo alle stagioni dominate dall’Arte Povera e dalla Transavanguardia. La sua ricerca affonda le radici nel gesto manuale e nella sperimentazione tecnica. Collage\, piegatura\, cancellatura o incisione diventano strumenti di trasformazione al pari delle tecniche tradizionali come la pittura o la scultura. Il suo lavoro si nutre di immagini tratte tanto dalla storia dell’arte quanto dalla cultura popolare\, sottoposte a processi di manipolazione e riscrittura. \nHa tenuto una lunga serie di mostre personali in musei e istituzioni d’arte italiane e straniere\, fra cui il MAXXI di Roma\, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino\, le Fondazioni Querini Stampalia e Bevilacqua La Masa di Venezia\, il Palazzo Ducale di Mantova\, la Galleria Civica di Modena\, il Museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova\, i Chiostri di Sant’Eustorgio a Milano e la Galleria Nazionale di San Marino. Negli Stati Uniti: ArtPace San Antonio\, Texas e Isabella Stewart Gardner Museum\, Boston. Ha altresì partecipato a numerose mostre collettive in Italia ed all’estero\, fra cui le Biennali di Venezia\, Istanbul e Gwanjiu. Ha viaggiato soprattutto in Europa\, Nord America e Asia\, partecipando anche a programmi di residenza per artisti negli Stati Uniti\, a San Francisco\, Boston e San Antonio\, in India\, a Nuova Delhi e in Francia\, a Clisson. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti “Giacomo Carrara” di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo \nDep Art OUT – out@depart.it | +39 388 8550083 \nStefano Arienti\nwww.stefanoarienti.it \nL’evento è patrocinato dell’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica
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SUMMARY:Beatriz Morales
DESCRIPTION:Beatriz Morales  \nOpening martedì 21 luglio 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nDal 22 al 26 luglio. Su appuntamento \nA cura di Virginie Puertolas-Syn\nIn collaborazione con Giuliana Schiavone \n  \nNell’ambito della rassegna Puglia Art Project il trullo di Dep Art Out è lieto di ospitare un progetto site-specific dell’artista messicana Beatriz Morales. Visitabile su appuntamento dal 22 al 26 luglio 2026. \nPuglia Art Project invita tre artisti contemporanei di rilievo internazionale a confrontarsi con l’identità unica della Puglia: la sua storia millenaria\, il suo paesaggio e il delicato equilibrio tra natura e cultura che ne caratterizza il territorio. A ciascun artista è stata data carta bianca\, offrendo piena libertà creativa per sviluppare un’opera site-specific ispirata agli elementi fondamentali che definiscono questa regione: il mare\, gli alberi e la pietra. \nSviluppato in tre sedi tra Ostuni\, Ceglie Messapica e Carovigno\, il progetto mette in dialogo Beatriz Morales\, Giovanni Ozzola e David Rickard con il territorio pugliese e le sue molteplici stratificazioni: gli uliveti secolari e i muretti a secco\, la memoria messapica e mediterranea\, la luce intensa e il paesaggio costiero. Attraverso un processo di osservazione e ascolto\, gli artisti sono invitati a lasciarsi guidare dai materiali\, dalle storie e dalle atmosfere del Sud Italia\, trasformandoli in nuove forme espressive. \nCurato da Virginie Puertolas-Syn\, Puglia Art Project nasce dalla collaborazione con Copperfield (Londra)\, Galleria Michela Rizzo (Venezia e Milano)\, Suburbia Contemporary (Barcellona e Lipsia)\, Galleria 32 (Carovigno)\, Giuliana Schiavone e Dep Art (Milano e Ceglie Messapica). \nNota biografica \nBeatriz Morales (Città del Messico\, 1981)\, Beatriz Morales vive e lavora tra Berlino e Hidalgo\, in Messico. In gran parte autodidatta\, ha sviluppato una pratica che fonde una sensibilità astratto-espressionista con materiali artigianali tradizionali\, dalle stratificate “pelli” acriliche alla fibra di agave intrecciata. Il colore e il gesto della mancha — la macchia — sono al centro del suo lavoro\, che si è evoluto in installazioni immersive di grande scala. Tra le presentazioni recenti figurano il Museo Frieder Burda\, Baden-Baden\, e una commissione monumentale al museo MACAY di Mérida. La sua monografia Color Archaeology è stata pubblicata da Kerber nel 2021. Tra le mostre recenti: For Your Oceans da Sotheby’s\, Londra; Bienal Sur\, Città del Messico; e Unbound alla Praxis Gallery\, New York. Le sue opere sono presenti in collezioni internazionali. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083\nout@depart.it \nDep Art OUT – \nVirginie Puertolas-Syn \n@virginie_puertolas_syn \nBeatriz Morales\nwww.beatrizmorales. com \n@beatriz__morales \nL’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
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SUMMARY:Bryan Hunt - Solo Show
DESCRIPTION:Bryan Hunt\nSolo Show \nOpening lunedì 10 agosto 2026\nDalle ore 19.00 alle 21.00 \nIn collaborazione con Thomas Brambilla Gallery \nDep Art Out\, in collaborazione con la Galleria Thomas Brambilla\, è lieta di annunciare la mostra personale dell’artista americano Bryan Hunt (n. 1947)\, che inaugurerà il 10 agosto 2026. \nPer questa mostra\, Hunt ha creato una straordinaria scultura site-specific dal titolo Standing Spiral. L’opera\, alta due metri\, è stata concepita in diretta risposta alla geometria architettonica iconica e primordiale del trullo. \nL’opera presenta una caratteristica base conica che omaggia poeticamente le chiancarelle\, i tradizionali tetti in pietra che definiscono il paesaggio della Valle d’Itria. Hunt mette\, così\, in dialogo la memoria del territorio con i linguaggi dell’astrazione contemporanea\, intrecciando la fluidità tipica della sua ricerca scultorea con questa storica architettura rurale. \nCollocata all’interno del trullo\, la scultura dialoga con i volumi interni\, guidando lo sguardo dello spettatore verso la volta zenitale. \nHunt sovverte la gravità architettonica\, trasformando uno storico simbolo di rifugio rurale in un’eterea ricerca che si sviluppa verso l’alto. L’opera funge da vero e proprio axis mundi\, canalizzando l’energia dello spazio interno e proiettandola verso l’apertura della volta\, in un continuo gioco di tensioni verticali. \nNota biografica \nBryan Hunt (1947\, USA) è da sempre stato interessato all’architettura e all’esplorazione spaziale e ha lavorato come assistente tecnico al Kennedy Space Center e successivamente come disegnatore per un ingegnere meccanico. Nel 1968\, Hunt si trasferì a Los Angeles e studiò all’Otis Art Institute. Continuò a vivere e lavorare a Los Angeles fino al 1976\, e fece parte di una scena dinamica che includeva Allan McCollum\, Lynda Benglis\, Bruce Naumann e Chris Burden. Durante questi anni a Los Angeles\, Hunt produsse un corpus di opere straordinario. La curatrice Sue Scott ha definito il 1974 l’anno cruciale della carriera di Hunt. “In soli dodici mesi\, ha creato cinque importanti sculture che hanno portato il suo lavoro in una nuova direzione\, gettando una solida base per anni di intensa creatività. Queste cinque opere – Empire State with Hindenburg\, Nankow Pass (Wall of China)\, Hoover Dam\, Tower of Babel\, e la prima di una serie di aeronavi – con il loro curioso mix di arte\, scienza\, tecnologia e filosofia erano radicalmente diverse dalle sculture allora esposte in gallerie e musei”. Dagli anni 70 in poi Hunt si è dedicato alla serie iconica degli “Airships” che ha sviluppato grazie al suo interesse per l’architettura e lo spazio. Gli Airships sono formati da strutture a forma di dirigibile e sono montate direttamente a muro\, dando l’impressione di essere sospese nello spazio. \nQueste opere rappresentavano una sfida per i seguaci del Minimalismo e della Land Art e una risposta sofisticata e idiosincratica alla scultura classica e moderna. A seguito di queste prime opere\, Hunt si dedicò ad una serie di sculture che rappresentano i volumi di laghi\, cave e cascate\, che sono diventate iconiche. \nChristoph Brockhaus ha scritto che Hunt “è stato interessato alla struttura superficiale di Rodin\, al dialogo tra scultura e piedistallo di Brancusi\, alle forme geometriche del Costruttivismo e al gesto dell’Espressionismo Astratto”. \nBryan Hunt vive e lavora a New York City. Ha esposto in diversi musei e istituzioni tra cui: The Institute for Art and Urban Resources\, The Clocktower\, New York (1974)\, “Young American Artists” al Solomon R. Guggenheim Museum (1978)\, “made by sculptors” allo Stedelijk Museum\, Amsterdam (1978)\, “Decade in Review” al Whitney Museum of American Art (1979) e “Visionary Images” alla Renaissance Society presso l’Università di Chicago (1979). Il suo lavoro è incluso nelle collezioni museali\, tra cui il Museum of Modern Art\, New York; il Whitney Museum of American Art\, New York; l’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden\, Washington; il Los Angeles County Museum of Art; e il Museum of Contemporary Art\, Los Angeles. \nDep Art OUT\nMF22+MG Ceglie Messapica\, Provincia di Brindisi\nContrada Marangi – Ulmo\n+39 388 8550083 \nDep Art OUT – out@depart.it \nThomas Brambilla Gallery \nhttps://www.thomasbrambilla.com/it/\n@thomasbrambillagallery \n Bryan Hunt\nhttps://www.bryanhunt.com\n@bryan9hunt \nL’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Ceglie Messapica.
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SUMMARY:Galleria Nazionale dell'Umbria
DESCRIPTION:La Galleria Nazionale dell’Umbria è ospitata nel Palazzo dei Priori di Perugia\, sede del Comune fin dall’epoca medievale e significativo esempio di architettura civile gotica.Con un percorso museale completamente rinnovato\, la Galleria nelle sue 39 sale presenta importanti opere del Medioevo e del Rinascimento dovute ad artisti come Arnolfo di Cambio\, Nicola e Giovanni Pisano\, Duccio di Boninsegna\, Gentile da Fabriano\, Beato Angelico\, Benozzo Gozzoli\, Giovanni Boccati e Piero della Francesca\, di cui si conserva il polittico di Sant’Antonio con la celebre Annunciazione sulla cimasa. Una particolare attenzione è dedicata agli artisti umbri Benedetto Bonfigli\, Bartolomeo Caporali\, Fiorenzo di Lorenzo\, Perugino\, Pinturicchio e ai loro allievi e seguaci. Il percorso prosegue con opere del Sei\, Sette e Ottocento per le quali spiccano i nomi Gian Lorenzo Bernini\, Pietro da Cortona\, Jean-Baptiste Wicar e si conclude con una sala dedicata al Novecento della quale sono protagonisti Gerardo Dottori e Alberto Burri. \nOrariDall’1 marzo all’11 giugno 2023da lunedì a domenica dalle 8:30 alle 19:30 (chiusura biglietteria 18:30) \nINFO ridotti:Il ridotto è valido per cittadini UE di età compresa tra i 18 e i 25 anni \nOmaggio è valido per: visitatori di età inferiore a 18 anni\, docenti e studenti UE delle facoltà di architettura\, di conservazione dei beni culturali\, di scienze della formazione e dei corsi di laurea di lettere e materie letterarie con indirizzo archeologico o storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia\, portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria\, giornalisti con tesserino in corso di validità\, guide turistiche\, soci ICOM\, dipendenti MiBact – Per maggiori informazioni Clicca qui
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SUMMARY:Jurassic World: The Experience - Standard Ticket
DESCRIPTION:Tutte le informazioni sono disponibili al link Clicca qui \nNota bene: evento al chiuso con aria condizionata.Avviso al pubblico: questa esperienza è adatta a tutta la famiglia\, tuttavia\, a causa della presenza di forti rumori improvvisi\, effetti luminosi e scene d’impatto\, potrebbe essere poco adatta a bambini di età inferiore ai 3 anni. \nBiglietto Standardè il biglietto con ingresso a data e orario prestabiliti.Potrai accedere alla mostra nel giorno e nella fascia oraria prescelti. \nTHE EXPERIENCEJurassic World: The Experience approda a Milano per la sua unica tappa italiana portando nel cuore di MilanoSesto una delle esperienze immersive più spettacolari e acclamate a livello internazionale.Jurassic World: The Experience aprirà al pubblico dal 27 giugno 2026. \nPer l’occasione\, l’area di MilanoSesto si trasformerà nella leggendaria Isola Nublar\, ospitando l’evento immersivo ufficiale che ha già incantato milioni di visitatori nelle più grandi metropoli del mondo. Dopo aver conquistato Madrid e Londra\, Jurassic World: The Experience si prepara a sorprendere il pubblico italiano offrendo un’esperienza unica tra intrattenimento immersivo\, tecnologia d’avanguardia e dinosauri a grandezza naturale.Lo straordinario successo di questa grandiosa e spettacolare esperienza ha avuto inizio oltre 30 anni fa con il rivoluzionario film Jurassic Park\, prodotto da Universal Pictures e Amblin Entertainment e diretto da Steven Spielberg.Jurassic World: The Experience è un’esperienza per tutta la famiglia\, dal grande impatto visivo ed emozionale\, basata su una delle saghe cinematografiche di maggior successo nella storia del cinema. \nPer la prima volta\, i visitatori di tutte le età potranno varcare i leggendari cancelli di Jurassic World\, esplorare le ambientazioni ispirate ai celebri film e curate nei minimi dettagli\, incontrare un Brachiosaurus a grandezza naturale\, il Velociraptor Blue e il più temibile dei dinosauri\, il possente Tyrannosaurus rex.Gli ospiti potranno muoversi tra queste creature straordinarie e perfino interagire con piccoli dinosauri\, tra cui Bumpy della popolare serie animata Jurassic World: Camp Cretaceous\, prodotta da Universal Pictures\, Amblin Entertainment e DreamWorks Animation e attualmente disponibile su Netflix. \nL’evento nasce dalla collaborazione tra Universal Destinations & Experiences\, NEON e Animax Designs – i creatori dei dinosauri animati iperrealistici. In Italia\, Jurassic World: The Experience è presentato da Alveare Produzioni in collaborazione con Let’s Go Company. \nQuesta Experience è diventata un successo globale sin dal suo debutto a Melbourne\, in Australia\, attirando oltre otto milioni di visitatori in tutto il mondo dal 2016. L’esperienza ha già aperto le sue porte a fan entusiasti in città di tutto il mondo\, tra cui Colonia\, Toronto\, Londra\, Atlanta\, San Diego\, Denver\, Dallas\, Chicago\, Philadelphia\, Parigi\, Madrid\, Monaco di Baviera\, Seoul\, Chengdu\, Guangzhou\, Shanghai e Sydney. \nIl signor Ron Tan\, Group CEO di NEON\, afferma: “Jurassic World: The Experience ha continuato a ispirare milioni di persone in tutto il mondo e siamo entusiasti di proseguire questo straordinario viaggio qui a Milano\, una delle capitali mondiali della cultura e dell’intrattenimento. Insieme ai nostri stimati partner di Universal Live Entertainment\, Lets Go e Alveare Produzioni\, non vediamo l’ora di accogliere gli ospiti in un mondo spettacolare in cui narrazione\, creatività e innovazione si fondono in un’avventura indimenticabile che accende meraviglia ed entusiasmo in pubblici di tutte le età.” \nPensata come un’esperienza immersiva e family-friendly\, Jurassic World: The Experience trasforma lo spazio espositivo in un viaggio emozionante tra scienza\, tecnologia e intrattenimento\, capace di affascinare grandi e piccoli. \nInfo Biglietti: \n– Ridotto Disabili Deambulanti: un biglietto gratuito per un accompagnatore di visitatori con disabilità\, è disponibile per il ritiro il giorno dell’ingresso presso la biglietteria– Ridotto Bambini 3-13 anni: biglietto gratuito minori di 3 anni ritirabile il giorno stesso dell’ingresso presso la biglietteria. Non è consentito l’accesso ai passeggini. E’ disponibile un parcheggio gratuito incustodito per i passeggini.– Ridotto Famiglia: min 2 – max 4 persone (almeno un bambino 3-13 anni) Non è consentito l’accesso ai passeggini. E’ disponibile un parcheggio gratuito incustodito per i passeggini– Ridotto Disabili in Carrozzina: un biglietto gratuito per un accompagnatore di visitatori con disabilità\, è disponibile per il ritiro il giorno dell’ingresso presso la biglietteria \nInfo Omaggi: disponibile per il ritiro il giorno dell’ingresso presso la biglietteria per:– bambini sotto i 3 anni– accompagnatore di visitatori con disabilità che necessitano di assistenza \nInfo persone diversamente abili: è possibile acquistare il biglietto ridotto online. Un biglietto gratuito per un accompagnatore di visitatori con disabilità\, è disponibile per il ritiro il giorno dell’ingresso presso la biglietteria. \nInfo gruppi: sono disponibili tariffe agevolate per gruppi di 10 o più persone. Per maggiori informazioni contatta i team dedicati scrivendo a prenotazioni@grattacielo.nett o a jurassicworldexperience.gruppi@customercontact.it \nIngresso passeggini: non è consentito l’accesso ai passeggini. E’ disponibile in loco un parcheggio non custodito.
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SUMMARY:Bruno Barbey. Gli italiani
DESCRIPTION:Per acquistare il biglietto Open Clicca qui. Il biglietto è valido per l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 27 settembre 2026. \nVilla Mussolini ospita Bruno Barbey. Gli italiani\, mostra fotografica dedicata a uno dei più autorevoli esponenti dell’agenzia Magnum Photos.Attraverso cento scatti in bianco e nero realizzati tra il 1962 e il 1966\, l’esposizione restituisce un ritratto vivido dell’Italia del boom economico\, sospesa tra modernità e tradizione. Il percorso è arricchito da citazioni di grandi autori della letteratura italiana del Novecento.I visitatori sono invitati a partecipare attivamente alla mostra portando le proprie foto di famiglia degli anni ’60\, che contribuiranno alla creazione di un album collettivo. \nOrariDal 4 aprile al 28 giugno 2026– Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19– 1° maggio\, 1 giugno\, 2 giugno\, sabato\, domenica e festivi dalle 10 alle 20Dal 30 giugno al 6 settembre 2026– Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23Dall’8 al 27 settembre 2026– Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19– Sabato\, domenica e festivi dalle 10 alle 20Chiuso tutti i lunedì non festivi ad eccezione del 1°giugno.La biglietteria chiude 30 minuti prima \nINFO RIDOTTI– Open: consente l’accesso in mostra senza vincoli di data e orario da usare entro il 27 settembre 2026– Ridotto: valido per visitatori con foto anni Sessanta\, giornalisti\, tesserati FAI\, tesserati FIAF\, gruppi di almeno 12 persone– Ridotto Speciale: valido per minori di 24 anni e scuole– Gratuito (in Biglietteria): valido per minori di 6 anni\, docenti accompagnatori\, disabili e accompagnatori\, giornalisti accreditati e guide turistiche con patentino
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SUMMARY:Cortona On The Move 2026
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SUMMARY:HIGHLINE Milano
DESCRIPTION:HIGHLINE MILANO – WE EXPERIENCE MILANO FROM UP HIGH\nHai mai sognato di camminare sui tetti della storica Galleria Vittorio Emanuele II°? Con Highline Milano\, questo sogno diventa realtà. \nUn’esperienza unica ti aspetta\, offrendoti la possibilità di vedere Milano come non l’hai mai vista prima. Passeggiando lungo un percorso panoramico a oltre 40 metri di altezza\, potrai ammirare la città in tutta la sua bellezza\, dai suoi grattacieli moderni ai monumenti storici. \nDurante il tour\, avrai l’opportunità di scoprire la storia della Galleria e le curiosità che la rendono un simbolo iconico di Milano. Potrai scoprire un vero e proprio omaggio all’Italia appena unificata\, capire perché la Galleria Vittorio Emanuele II è considerata il Salotto di Milano e conoscere la misteriosa storia dell’architetto che la progettò\, Giuseppe Mengoni. \nDai camminamenti\, si possono ammirare da vicino le guglie del Duomo\, la Torre Velasca e il campanile medievale di San Gottardo in Corte. Girando lo sguardo\, ti troverai di fronte al nuovo skyline di Milano\, con i recentissimi palazzi in ferro e vetro di Porta Nuova e Citylife. \nHighline Milano è perfetto per appassionati di storia\, di architettura o semplicemente per chi è alla ricerca di uno scenario mozzafiato per le proprie fotografie. Dai camminamenti si possono ammirare da vicino anche le bellezze della Galleria stessa: dalle tettoie in ferro e ghisa alla cupola a ombrello dall’eccezionale diametro di 39 metri. \nIl progetto Highline Milano nasce dalla volontà di valorizzare uno dei luoghi più emblematici di Milano\, rendendolo accessibile a tutti e offrendo un’esperienza che unisce storia\, cultura e intrattenimento. Il tuo percorso sarà un viaggio unico\, attraverso i nostri valori: sostenibilità\, territorialità e nuove generazioni. \nVivi la trasformazione di questo luogo iconico: le tue emozioni saranno il cuore pulsante del cambiamento! \nPreparati a vivere un’avventura sopra i tetti di Milano. Non perdere l’occasione di vedere la città da una prospettiva completamente nuova. \nInfo Ridotti:Ridotto convenzioni: valido per soci Touring Club e FAI (con esibizione tesserino)
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